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Quasi sei anni di matrimonio e la luna di miele non sembra ancora finita. Elettra Lamborghini e il marito Afrojack continuano a mostrarsi innamorati come il primo giorno, tra scatti social che raccontano complicità e dichiarazioni pubbliche che farebbero arrossire anche i più romantici. Ma qual è il segreto di una coppia che vive costantemente sotto i riflettori, tra aerei privati, concerti internazionali e una notorietà che in Europa rende impossibile anche una semplice passeggiata.

La risposta arriva direttamente dai protagonisti, che hanno scelto di raccontarsi in esclusiva al magazine americano People. E la rivelazione più interessante riguarda una regola ferrea che la coppia si è autoimposta per proteggere il loro legame dagli impegni lavorativi che li portano costantemente in giro per il mondo. La cantante 32enne e il DJ e producer olandese 38enne, all’anagrafe Nick Leonardus van de Wall, hanno stabilito un limite massimo di separazione: otto giorni. Non uno di più.

Quando arriva l’ottavo giorno di lontananza, non importa dove si trovino o quali siano gli impegni in agenda, devono trovare il modo di rivedersi. Una regola nata dall’esperienza, come spiega lo stesso Afrojack: “All’inizio avevamo stabilito un periodo massimo di lontananza di 12 giorni, ma poi abbiamo capito che non ce l’avremmo fatta e abbiamo deciso per 8 giorni“. Non è solo una questione di giorni sul calendario. La coppia mantiene il contatto costante anche quando è fisicamente separata. Si sentono almeno due o tre volte al giorno e, soprattutto, fanno una videochiamata ogni sera prima di addormentarsi.

Un rituale irrinunciabile per il DJ, che confessa con disarmante sincerità: Se non le parlo prima di dormire sono triste“. Gli scambi di messaggi tra i due sono un concentrato di cuori ed emoticon. “Siamo un po’ smielati”, ammettono entrambi senza imbarazzo. Questo impegno nella gestione della relazione richiede una logistica non banale. Lo scorso anno Afrojack ha preso 220 voli, ma come ribadisce la coppia, stare insieme è la loro priorità assoluta. “Tutto poi si incastra alla perfezione“, spiega Elettra, sottolineando come mettere la relazione al primo posto permetta di organizzare il resto senza troppi sacrifici professionali.

La loro storia d’amore è iniziata nel 2018, quando hanno ricevuto la proposta di collaborare insieme a una canzone. “Mi sono innamorato subito di lei”, racconta Afrojack, “E sono sicuro che anche lei si è innamorata subito di me. Da quel momento siamo diventati inseparabili”. Un colpo di fulmine che li ha portati al matrimonio nel settembre 2020, con una cerimonia romantica sulle rive del lago di Como. Ma dietro l’immagine patinata di una coppia che può permettersi ogni lusso, si nasconde una quotidianità sorprendentemente normale.

Quando si ritrovano in una delle loro case tra Miami, Milano o Anversa, Elettra e Afrojack amano dedicarsi ad attività casalinghe e rilassanti. La loro ultima passione scoperta insieme? I puzzle. “Abbiamo scoperto questa passione comune soltanto il mese scorso“, hanno rivelato a People, “Questa settimana ne abbiamo fatti due insieme”. “Amiamo i nostri lavori, ma quando ci ritroviamo ci piace non fare nulla, ordinare cibo, guardarci un film, ricaricarci. Fare cose normali“, spiega Elettra. Una normalità che in pubblico diventa quasi impossibile da vivere.

Afrojack racconta quanto sia complicato girare per l’Europa e soprattutto per l’Italia con la moglie: “Tutti urlano il suo nome e prendono il telefono per fare foto e chiedere un selfie“. La stessa Elettra conferma: “In Europa non possiamo uscire molto. È troppo stressante”. La notorietà della cantante in Italia ha raggiunto livelli tali che persino il loro cane è diventato una celebrità, al punto che la coppia ha paura possa essere riconosciuto ovunque e, nei casi estremi, persino rapito. Un prezzo della fama che rende ancora più preziosi quei momenti di intimità domestica, lontano da obiettivi e smartphone.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.