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Una notte da incubo per Wanda Nara e la sua famiglia. Mentre l’imprenditrice argentina si trovava a New York insieme all’ex marito Maxi Lopez per seguire un evento legato alla finale dei Mondiali 2026, una banda di malviventi si è introdotta nella sua villa di Galliate, nella campagna novarese non lontano da Milano. Ma non è stata la rapina in sé a spingere la showgirl a prendere il primo volo disponibile per l’Italia: dentro casa c’erano i suoi cinque figli e la madre, Nora Colosimo.

Valentino di 16 anni, Costantino di 14, Benedicto di 12, Francesca di 10 e la piccola Isabella di 8 anni si trovavano nella proprietà insieme alla nonna quando i ladri hanno fatto irruzione. È stata proprio Nora Colosimo a dare l’allarme e a contattare immediatamente le forze dell’ordine, in quello che deve essere stato un momento di terrore assoluto. La notizia ha raggiunto Wanda Nara dall’altra parte dell’Oceano, gelando il sangue all’imprenditrice che ha immediatamente abbandonato ogni impegno professionale per accertarsi di persona delle condizioni dei ragazzi.

A rassicurare fan e follower è intervenuto anche Maxi Lopez, padre di tre dei cinque figli di Wanda: “I ragazzi stanno tutti bene, grazie a Dio“, ha scritto sui social. Diverso il comportamento dell’altro ex celebre, Mauro Icardi, padre delle due figlie più piccole, che non si è espresso pubblicamente sulla vicenda. I cinque ragazzi, tutti nati e cresciuti in Italia, mantengono un legame fortissimo con il nostro paese.

Anche dopo che la madre ha deciso di stabilirsi nuovamente in Argentina in pianta stabile, continuano a frequentare l’Italia e a soggiornarvi durante le vacanze estive e ogni volta che possibile, confermando quanto questo territorio rappresenti per loro una seconda casa, se non la prima. Una volta accertato che tutti i membri della famiglia stavano bene fisicamente, anche se comprensibilmente scossi dall’esperienza traumatica, è iniziata la conta dei danni.

Secondo quanto riportato dalle cronache locali e confermato dalle dichiarazioni di Wanda Nara stessa alle forze dell’ordine, il bottino sarebbe considerevole: “Mi hanno rubato passaporti, orologi, documenti di viaggio, oggetti di valore, borse e vestiti. Sono andati direttamente nella mia camera”. Proprio quest’ultima frase ha fatto scattare un campanello d’allarme inquietante negli investigatori. I malviventi sembravano sapere esattamente dove dirigersi, muovendosi con una precisione che suggerisce una conoscenza approfondita della struttura della villa.

Sono andati praticamente a colpo sicuro nel trovare gli oggetti di maggior valore, e soprattutto hanno scelto il momento apparentemente più vulnerabile per colpire: quando in casa c’erano solo i bambini con la nonna. L’indagine avviata dai carabinieri si sta concentrando proprio su questo aspetto. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti sono essenzialmente due, entrambe preoccupanti. La prima: che la banda faccia parte di un gruppo organizzato specializzato in questo tipo di colpi, capace di studiare nei dettagli le abitudini delle vittime e la conformazione delle abitazioni prima di entrare in azione.

La seconda ipotesi, forse ancora più inquietante, è che i ladri abbiano potuto contare su una talpa, qualcuno che conosce bene la casa e ha fornito informazioni preziose per realizzare il colpo con successo. La villa di Galliate rappresenta per Wanda Nara un rifugio quando torna in Italia, un luogo legato agli anni vissuti nel nostro paese durante le relazioni con i suoi ex compagni, entrambi calciatori che hanno militato in Serie A. La proprietà, immersa nella tranquilla campagna novarese, avrebbe dovuto garantire sicurezza e privacy, trasformandosi invece nel teatro di un’esperienza che ha lasciato il segno soprattutto sui più piccoli.

Mentre le indagini procedono per identificare i responsabili e recuperare la refurtiva, Wanda Nara è rimasta in Italia accanto ai suoi figli, mettendo in pausa gli impegni professionali per dedicarsi a rassicurarli e aiutarli a superare lo shock. La sensazione di vulnerabilità dopo un’effrazione nella propria casa, soprattutto quando si è consapevoli di essere stati presenti durante il fatto, può lasciare ferite psicologiche profonde, specialmente nei bambini.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.