X

Quando si parla di impegni reali, l’immaginario corre subito a cerimonie solenni, strette di mano protocollari e discorsi misurati. Ma sabato 11 luglio 2026, al Castello di Maxstoke nel Warwickshire, il principe Harry ha riscritto il copione. Niente parate né abiti formali: solo erba verde, bambini eccitati, palloncini d’acqua lanciati senza pietà e una disciplina tanto insolita quanto esilarante. Lo yoga con le caprette.

Il duca di Sussex, 41 anni, era ospite dello Scotty’s Summer Festival, evento annuale organizzato da Scotty’s Little Soldiers, l’organizzazione benefica di cui è ambasciatore. Questa charity sostiene circa 200 bambini e ragazzi che hanno perso un genitore durante il servizio nelle forze armate britanniche, offrendo supporto emotivo, attività ricreative e una comunità solidale. Un impegno che Harry sente particolarmente vicino, lui che ha perso la madre Diana a soli dodici anni e che ha servito per dieci anni nell’esercito britannico, con due missioni in Afghanistan.

Ma torniamo al momento clou della giornata, quello che ha scatenato ilarità generale e fatto il giro dei tabloid britannici. Il goat yoga, per chi non lo conoscesse, è una disciplina nata negli Stati Uniti che unisce le posizioni tradizionali dello yoga alla presenza libera e imprevedibile di caprette. Gli animali camminano tra i partecipanti, salgono sulla schiena di chi è in posizione del cane a testa in giù, brucano l’erba accanto ai tappetini e, sostanzialmente, fanno ciò che vogliono. Il risultato è una pratica zen solo sulla carta, molto più caotica e divertente nella realtà.

Harry, sdraiato sul tappetino insieme agli altri partecipanti, ha seguito con diligenza le istruzioni dell’istruttrice che lo invitava a “sentire la capra dentro di sé” e a “incarnarne l’equilibrio”. Sei capre adulte e i loro piccoli si aggiravano liberamente tra i presenti quando, improvvisamente, una capretta particolarmente esuberante ha deciso di scavalcare il principe. Il tentativo, però, non è andato a buon fine: l’animale ha involontariamente calpestato Harry proprio nella zona dell’inguine.

La reazione del duca è stata immediata e genuina. Invece di mostrare fastidio o imbarazzo, Harry è scoppiato a ridere, portandosi poi istintivamente le mani a protezione delle parti colpite. Attorno a lui, bambini e adulti hanno fatto eco alla sua risata, trasformando quello che poteva essere un momento di tensione in un episodio di pura leggerezza. I tabloid britannici, ovviamente, non si sono fatti sfuggire l’occasione per un gioco di parole irresistibile. Hanno parlato di “crown jewels” da proteggere, espressione che letteralmente significa “gioielli della Corona” ma che nel gergo colloquiale inglese è un modo scherzoso per riferirsi ai genitali maschili.

La mattinata al festival è proseguita con altre attività altrettanto coinvolgenti. Harry ha partecipato a una battaglia con palloncini d’acqua su un percorso a ostacoli gonfiabile, venendo ripetutamente bersagliato dai bambini. In un momento particolarmente divertente, un ragazzino lo ha colpito in pieno volto con un gavettone. La risposta del principe, tra le risate generali, è stata: “”Come ti chiami? Me lo ricorderò””. Un tono scherzoso e complice, lontano mille miglia dalla rigidità istituzionale.

Durante la giornata, Harry ha anche risposto alle domande dei giovani presenti. Una bambina gli ha chiesto cosa lo fa ridere quando è triste. La sua risposta è stata toccante e personale: “A volte è semplicemente una giornata difficile. Non è sempre possibile ridere. Ma il mio cane mi fa ridere, i miei figli mi fanno ridere. E se ho bisogno di ridere, probabilmente guarderò qualcosa di davvero divertente in televisione“. Parole che rivelano un lato vulnerabile e autentico, quello di un padre e di un uomo che affronta le proprie emozioni senza filtri.

Condividi.

Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.