X

Il mondo del cinema piange Sam Neill. L’attore neozelandese, indimenticabile protagonista di Jurassic Park e volto iconico di oltre cento produzioni cinematografiche e televisive, si è spento lunedì 13 luglio 2026 all’età di 78 anni. La notizia, comunicata dalla famiglia attraverso un post sul profilo Instagram dell’attore, ha scosso l’intera comunità artistica internazionale per la sua improvvisa e inaspettata natura.

Nel comunicato ufficiale, i familiari hanno descritto la scomparsa come “improvvisa e inaspettata”, precisando che Neill è morto “con la dignità che ha caratterizzato tutta la sua vita“. Parole che hanno dato il via a un’ondata di cordoglio e tributi da parte di colleghi, registi, fan e istituzioni di tutto il mondo, testimoniando l’impatto profondo che questo attore ha avuto non solo nel cinema ma nella cultura popolare degli ultimi cinquant’anni.

Per milioni di spettatori in tutto il mondo, Sam Neill sarà per sempre il dottor Alan Grant, il paleontologo coraggioso e razionale di Jurassic Park che nel 1993 ci ha accompagnato attraverso le meraviglie e i terrori dell’Isla Nublar. Il suo volto, contratto dalla paura di fronte al Tyrannosaurus Rex o illuminato dallo stupore davanti ai primi Brachiosaurus, è impresso nella memoria collettiva di un’intera generazione cresciuta con i dinosauri di Steven Spielberg. Colin Trevorrow, regista di Jurassic World, ha voluto ricordarlo con parole toccanti: “Sam Neill era un uomo profondamente sensibile e bellissimo. È stato un amico e un collaboratore in un momento difficile, e la sua forza ha dato forza a tutti noi“.

Ma ridurre la carriera di Neill al solo ruolo del dottor Grant sarebbe profondamente ingiusto nei confronti di un attore dalla versatilità straordinaria. La sua filmografia è un viaggio attraverso cinquant’anni di cinema internazionale, dai thriller psicologici come Dead Calm del 1989, dove recitò al fianco di una giovanissima Nicole Kidman, fino alla recente interpretazione in Peaky Blinders, dove ha conquistato una nuova generazione di fan. Senza dimenticare ruoli memorabili in The Piano di Jane Campion, Sirens, The Dish e decine di altre produzioni che hanno segnato la storia del cinema australiano e neozelandese.

Karl Urban, collega neozelandese e star di The Boys, lo ha definito “un’ispirazione” e un pioniere per i suoi connazionali: “Un uomo meraviglioso. Un tesoro nazionale che ha dato così tanto alla Nuova Zelanda e al mondo“. Parole che riflettono il ruolo cruciale che Neill ha avuto nel mettere il cinema neozelandese sulla mappa mondiale, in un’epoca in cui l’industria cinematografica del paese era praticamente inesistente.

I tributi sono arrivati anche dai vertici istituzionali. Il primo ministro neozelandese Christopher Luxon ha sottolineato come Neill abbia “iniziato quando nel paese non esisteva praticamente un’industria cinematografica” e come per oltre cinquant’anni abbia “portato le storie neozelandesi nel mondo, contribuendo a fare della nostra industria cinematografica quella che è oggi: una delle nostre maggiori esportazioni culturali“. Anche il primo ministro australiano Anthony Albanese ha voluto rendere omaggio all’attore, ricordando come abbia “recitato in così tante storie australiane amate, guadagnandosi un posto speciale nei cuori australiani” e come abbia “combattuto la malattia con la stessa dignità, umorismo e convinzione che hanno dato forza a ogni sua interpretazione”.

La menzione della malattia richiama la battaglia che Neill aveva combattuto contro un raro tumore del sangue, l’angioimmunoblastico a cellule T, diagnosticato nel 2023. L’attore aveva affrontato con straordinaria trasparenza e coraggio questa sfida, raccontandola anche nel suo memoir e partecipando a trial clinici in Australia. Lo scorso aprile 2026 aveva annunciato di essere libero dal cancro, suscitando gioia e speranza tra i suoi fan. La notizia della sua morte, giunta pochi mesi dopo questo annuncio positivo, ha quindi colto tutti di sorpresa, amplificando lo shock e il dolore.

Tra i numerosi colleghi che lo hanno ricordato, Toni Collette, con cui Neill aveva lavorato in A Long Way Down e Dirty Deeds, lo ha definito “un eroe, una leggenda e un tesoro“. Richard E. Grant lo ha descritto come “un ufficiale e un gentiluomo nel senso più vero del termine“, rievocando la loro collaborazione in Palm Beach del 2019. Alan Cumming, conduttore di The Traitors e amico dell’attore, ha scritto: “Che uomo glorioso e meraviglioso. Ci mancherai”.

Ma Sam Neill non era solo un attore. Era anche un appassionato ambientalista, proprietario di un vigneto in Otago, un produttore di vino rispettato e un fervente difensore dell’ambiente neozelandese. Aveva recentemente guidato la battaglia contro un controverso progetto di miniera d’oro vicino alla sua proprietà, dimostrando ancora una volta il suo impegno per la terra che amava. Il dipartimento di conservazione neozelandese lo ha ricordato come “un feroce e appassionato difensore del nostro ambiente“, sottolineando come “comprendesse che la nostra natura non è solo qualcosa da guardare, ma qualcosa che dobbiamo custodire e proteggere“.

Il regista australiano Phillip Noyce, che diresse Neill in Dead Calm, ha condiviso con il Guardian un aneddoto significativo: “Sam era forse l’attore più gentiluomo che abbia mai incontrato. Equilibrato e sincero in un mondo dello spettacolo fatto di ego impazziti. La sua parola era il suo contratto“. Noyce ha anche rivelato un dettaglio toccante: quando circolavano voci che George Miller avesse segretamente diretto Dead Calm, fu proprio Neill a rassicurare il produttore americano Mace Neufeld sulla paternità del film, aprendo così la strada alla carriera hollywoodiana di Noyce stesso.

L’attrice Magda Szubanski, amica di Neill che aveva persino chiamato una delle sue anatre con il suo nome, si è detta “assolutamente scioccata” dalla sua morte: “Quando ho parlato con lui non molto tempo fa, era libero dal cancro e davvero felice ed entusiasta della vita, quindi questo è semplicemente devastante. Era unico nel suo genere. Un essere umano così talentuoso, di classe, bellissimo, ironico e caloroso“.

Il regista neozelandese di origine figiana Toa Fraser, il cui film Dean Spanley vedeva Neill nel ruolo del protagonista, ha condiviso un rimpianto personale: “Sam mi ha sostenuto, come ha fatto con tanti di noi, fin dall’inizio. Ha cambiato la mia vita, con il suo esempio e le sue azioni. Uno dei miei grandi rimpianti è che quando venne da me sul set di Dean Spanley e mi disse ‘Vuoi venire a cena?’, rifiutai. Avevo i compiti da fare. Beh, stasera alzerò un bicchiere di Tokay ungherese per lui, e probabilmente anche un bicchiere di Pinot nella tradizione borgognona per lui e per il suo mentore James Mason“.

Rhys Darby, stella della HBO con Flight of the Conchords, ha scritto: “Un essere umano veramente grande, una leggenda e un’ispirazione per tutti, anche al di là del mondo dell’arte. Ti ameremo sempre, Sam“. Kylie Minogue ha lasciato un semplice ma significativo commento su Instagram: “Vale Sam“, usando il termine latino per “addio“.

La carriera di Sam Neill attraversa mezzo secolo di storia del cinema. Dai suoi primi passi in Nuova Zelanda negli anni Settanta, quando il paese non aveva praticamente un’industria cinematografica, fino ai blockbuster hollywoodiani e alle serie televisive di successo degli ultimi anni, Neill ha sempre portato con sé quella combinazione unica di talento, umiltà e professionalità che lo rendeva amato da registi, colleghi e crew. La sua capacità di passare con disinvoltura dal cinema d’autore ai kolossal, dal dramma alla commedia, dal thriller al fantasy, lo ha reso uno degli attori più rispettati e versatili della sua generazione.

Il produttore cinematografico Matthew Deaner, CEO di Screen Producers Australia, ha riassunto il sentimento di molti: “Sam Neill è stato una delle grandi figure dello schermo australiano e neozelandese. Il suo straordinario talento e professionalità hanno arricchito innumerevoli produzioni e ispirato generazioni di cineasti e interpreti. Il suo contributo alla narrazione australiana e alla nostra cultura cinematografica è incommensurabile, e la sua eredità continuerà a ispirare il pubblico e l’industria per le generazioni a venire“.

Condividi.

Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.