X

Heiligkreuz 6, Vaduz, un indirizzo che suona quasi come una coordinata segreta, nascosto tra le Alpi in un principato grande quanto una manciata di comuni italiani. Ma è proprio lì, in una palazzina color panna che ospita uno dei principali studi legali del Liechtenstein, che si è materializzata la risposta a una domanda rimasta sospesa per quasi sei mesi: dove è finito l’immenso patrimonio di Valentino Garavani.

Dopo la scomparsa dello stilista, avvenuta il 19 gennaio 2026, il mondo della moda e della cronaca si è interrogato sul destino di una fortuna stimata in centinaia di milioni di euro. Non stiamo parlando solo di liquidità o investimenti finanziari, visto che il lascito di Valentino comprende uno yacht di 46 metri, ville storiche tra Italia e Francia, opere d’arte firmate da Picasso e Andy Warhol, conti esteri e persino un castello cinquecentesco francese.

L’inchiesta del Corriere della Sera ha fatto luce sui documenti esecutivi della successione, rivelando una scelta sorprendente: il fondatore della maison ha affidato il proprio patrimonio alla Valentino Garavani – Giancarlo Giammetti Foundation, con sede in Liechtenstein. Una decisione presa il 29 marzo 2023 e formalizzata davanti al notaio svizzero Rolf Schneider, a Gstaad.

Il testamento è stato depositato in Italia appena due giorni dopo la morte dello stilista, ma per settimane i beneficiari sono rimasti avvolti nel mistero. Solo il 15 aprile 2026 la fondazione ha accettato ufficialmente l’eredità, diventando intestataria di tutti i beni. Il motivo di questa scelta è legato anche alla situazione familiare di Valentino, che non aveva eredi diretti. Le carte esecutive spiegano che il testamento «prevede un solo erede e una serie di legati», cioè donazioni destinate a persone specifiche, senza indicarne pubblicamente i nomi.

Tra i possibili beneficiari figurano il compagno Vernon Bruce Hoeksema, l’amico e socio storico Giancarlo Giammetti, il nipote Piero Villani, la famiglia di Carlos Souza e la Fondazione Valentino-Giammetti, che continuerà a operare sotto il controllo della struttura del Liechtenstein. Il patrimonio è composto da beni di enorme valore ed oltre allo yacht, fanno parte dell’eredità la storica tenuta di Wideville, un castello cinquecentesco in Francia, e una prestigiosa collezione d’arte con opere di Picasso, Warhol e altri grandi maestri del Novecento.

La scelta del Liechtenstein non è casuale, poiché il principato è da anni uno dei riferimenti internazionali per la gestione dei grandi patrimoni grazie alla sua stabilità giuridica e agli strumenti offerti dalle fondazioni di diritto locale, pensati per preservare i beni nel lungo periodo. Nel frattempo circola anche un’indiscrezione: la tenuta di Wideville potrebbe essere messa in vendita. Se confermata, segnerebbe la fine di uno dei luoghi simbolo della vita privata dello stilista, teatro di ricevimenti e incontri che hanno fatto la storia dell’alta moda.

In tutto questo ricordiamo che Valentino Garavani ha costruito il suo impero partendo da una sartoria romana negli anni Cinquanta. Oggi il suo nome è uno dei marchi più prestigiosi della moda mondiale, ma il testamento racconta soprattutto la volontà di preservare un patrimonio costruito in oltre settant’anni di carriera. Il destino di yacht, ville, opere d’arte e castelli è ora nelle mani di una fondazione con sede a Vaduz. Una scelta che va oltre la semplice gestione economica e che punta a custodire nel tempo l’eredità culturale e personale di uno degli stilisti più influenti della storia della moda.

Del resto, il nome di Valentino Garavani continua ancora oggi a lasciare un segno ben oltre le passerelle: basti pensare all’iconico abito nero e bianco indossato da Julia Roberts agli Oscar del 2001, diventato uno dei look più celebri della storia del cinema e protagonista di un curioso retroscena raccontato negli ultimi mesi.

Condividi.

Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.