X

C’è chi torna da Roma con una cartolina del Colosseo, chi con un magnete da frigorifero comprato a Fontana di Trevi. Zendaya, invece, ha scelto un souvenir decisamente più sofisticato: due omaggi d’archivio alla moda italiana che hanno trasformato la tappa romana del tour promozionale di Spider-Man: Brand New Day in una vera e propria masterclass di stile.

Accanto al marito Tom Holland, fresco di matrimonio ufficialmente confermato dopo mesi di rumors, l’attrice ha calcato i red carpet capitolini con una strategia precisa e inequivocabile. Law Roach, il suo fedelissimo stylist e amico di lunga data, l’ha sintetizzata perfettamente su Instagram: “We only wear Italian when in Italy“. Quando sei a Roma, vesti italiano. Non è campanilismo, è rispetto. E quando hai accesso agli archivi di Versace e Giorgio Armani, il rispetto si trasforma in puro spettacolo.

Il primo colpo d’occhio è arrivato al photocall romano. Zendaya si è presentata con un completo che ha fatto sobbalzare gli appassionati di moda vintage: crop top rosso fuoco e gonna dritta blu elettrico, entrambi ricoperti da un tripudio di paillettes scintillanti. Il pezzo appartiene alla collezione prêt-à-porter autunno/inverno 1997-1998 firmata Gianni Versace, una delle ultime create dallo stilista calabrese prima della sua tragica scomparsa.

Rosso e blu: i colori di Spider-Man, naturalmente. Il method dressing portato all’ennesima potenza, quella capacità di Zendaya e Law Roach di raccontare attraverso gli abiti la storia del personaggio che sta promuovendo, senza mai scadere nel costume di scena. È un equilibrio sottile, una citazione abbastanza chiara da essere compresa immediatamente ma abbastanza sofisticata da non sembrare una gag promozionale.

Ma c’è un dettaglio che aggiunge profondità a questa scelta, un particolare che trasforma un bellissimo look vintage in un vero e proprio ponte tra epoche. Quello stesso completo, nel 1997, fu indossato in passerella da Nina Moric, all’epoca una delle modelle preferite di Gianni Versace, che di fatto ne lanciò la carriera internazionale. Vedere oggi Zendaya dare nuova vita a quel pezzo significa assistere a un dialogo silenzioso tra generazioni, tra la Milano della moda anni Novanta e la Hollywood contemporanea.

Guardare quella collezione autunno/inverno 1997-1998 è come sfogliare un album di famiglia della moda italiana. L’uso sapiente del nero che avrebbe caratterizzato anche l’ultima collezione haute couture di Atelier Versace presentata a Parigi nel luglio del 1997, i colori pop che esplodevano contro fondali scuri, le paillettes come seconda pelle, i tagli millimetrici che rivelavano un concetto di sensualità insieme audace e calibrato. Tutto d’epoca, eppure incredibilmente contemporaneo.

@elleuk It was only a matter of time before a webbed dress entered the chat. #Zendaya ♬ original sound – elleuk

Poche ore dopo, per la première romana del film, Zendaya ha cambiato completamente registro. Via il rosso e il blu accesi, via le paillettes scintillanti. Al loro posto è apparso un abito Giorgio Armani della collezione primavera/estate 1990, una creazione che ha letteralmente lasciato senza fiato chi si trovava davanti a Castel Sant’Angelo, illuminato proprio con i colori iconici del supereroe.

Tulle semi-trasparente attraversato da un ricamo elaborato di perline bianche che disegnavano una sofisticata trama a rete. Le ragnatele di Spider-Man reinterpretate attraverso il linguaggio couture di Giorgio Armani: meno letterale del look Versace, decisamente più concettuale, ma altrettanto efficace nel creare quel filo rosso narrativo che ha reso il guardaroba promozionale di Zendaya uno degli aspetti più attesi di ogni suo progetto cinematografico.

Per entrambi i look, l’attrice ha scelto pump tempestate di cristalli firmate Christian Louboutin e gioielli di Jessica McCormack, con l’aggiunta di pezzi Tiffany & Co. per la serata di gala. Dettagli che completano senza sovrastare, che amplificano senza urlare. Nel frattempo, durante i tour promozionali, non sono sfuggiti i due anelli di Zendaya a Berlino.

Condividi.

Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.