Un balletto spensierato, registrato durante un riscaldamento mattutino insieme alla mamma. Un momento di allegria condiviso sui social, accompagnato da un semplice “buongiorno“. Niente di più innocente, niente di più spontaneo. Eppure, per Nathaly Caldonazzo, quel video si è trasformato nell’innesco di una valanga di odio che l’ha travolta, lasciandola ferita e incredula di fronte alla cattiveria gratuita del web.
La showgirl ha rotto il silenzio mercoledì 11 giugno, ospite de La Volta Buona condotta da Caterina Balivo. Con la voce rotta dall’emozione ma ferma nella denuncia, l’attrice ha raccontato i mesi difficili vissuti a causa dei commenti sul suo fisico, una sequela ininterrotta di insulti concentrati sulla sua magrezza che hanno oltrepassato ogni limite di decenza. “La situazione stava degenerando“, ha spiegato Caldonazzo in studio. “Era partito sui social un fomento di cattiveria e disprezzo nei miei confronti. Mi sono sentita di dire qualcosa, di mettere stop a questo scempio“.
Le parole scelte non sono casuali: scempio è esattamente ciò che ha subito, una gogna pubblica scatenata da un video in cui semplicemente ballava, preparandosi alla lezione di danza che pratica ogni mattina. Sotto quel post apparentemente innocuo hanno iniziato a comparire centinaia di messaggi violenti. “Fai schifo”, “Sembri un verme”, “Uno scheletro che balla”, “Solo ossa, vergognati”. E ancora: “Sei un brutto esempio, vatti a nascondere”, “Vai a fare la cameriera”, “Sembri un compasso”, “Sembri un ragno”, “Uno scheletro che cammina”, “Sembri un bastone”. Un catalogo dell’orrore che Caldonazzo ha voluto leggere pubblicamente, senza censure, per mostrare fino a dove può spingersi l’odio online quando trova un bersaglio.
@nathalycaldonazzo
Ma c’è un dettaglio, una scoperta che l’ha ferita più di ogni insulto: la provenienza di quei messaggi. “Leggendo queste parole mi sono accorta che sono state scritte solo da donne“, ha rivelato la showgirl, con un misto di amarezza e rabbia. “Questo mi dispiace tantissimo. Si parla tanto di odio degli uomini verso le donne, e proprio voi donne vi mettete a fare queste cose così basse, ridicole e veramente pietose“. Un’accusa diretta, senza filtri, che pone l’accento su un paradosso doloroso: in un’epoca in cui si moltiplicano le battaglie per la body positivity e l’accettazione del proprio corpo, sono ancora troppe le donne che si accaniscono contro altre donne, giudicando, offendendo, disprezzando.
Caldonazzo aveva già tentato di affrontare la questione attraverso un video pubblicato su Instagram, nel quale aveva letto alcuni dei commenti più feroci ricevuti. Un tentativo di rispondere con trasparenza, mostrando ai suoi follower cosa significa davvero essere vittima di body shaming. Il termine, ormai entrato nel lessico comune, descrive la pratica di deridere o umiliare qualcuno per il suo aspetto fisico, che sia per la magrezza, il peso, l’altezza o qualsiasi altra caratteristica.
Nel caso della showgirl, l’odio si è concentrato sulla sua costituzione snella, percepita da alcuni hater come un difetto da stigmatizzare pubblicamente. Nessuna considerazione per il fatto che ogni corpo è diverso, che la genetica gioca un ruolo determinante, che giudicare l’aspetto altrui senza conoscere la storia personale, le condizioni di salute o semplicemente la normalità di una costituzione è profondamente sbagliato.
“Mi insultano per la mia magrezza”. Lo sfogo di Nathaly Caldonazzo a #LVB pic.twitter.com/B7BWrLL3Er
— La Volta Buona (@voltabuonarai) June 10, 2026
La reazione del pubblico alla denuncia di Caldonazzo non si è fatta attendere. Numerosi messaggi di solidarietà hanno invaso i suoi profili social, con follower che hanno condannato gli insulti ricevuti e invitato a una maggiore sensibilità quando si commenta l’aspetto fisico delle persone online. Molti hanno condiviso esperienze simili, creando una rete di sostegno che dimostra come il problema sia diffuso e sentito.
