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Mentre il mondo dello spettacolo si schierava compatto a sostegno di Belen Rodriguez dopo il suo momento di difficoltà, qualcuno ha scelto il silenzio. E quando il silenzio è diventato troppo rumoroso, ha deciso di spiegarlo. Con parole che hanno gelato molti. Raffaello Tonon, ex concorrente del Grande Fratello Vip, ha risposto ai follower che gli chiedevano un commento sulla vicenda che ha coinvolto la showgirl argentina con una dichiarazione destinata a far discutere. Tramite una storia Instagram, l’opinionista ha spiegato il perché della sua scelta di non unirsi al coro di solidarietà che ha visto protagonisti da Alberto Matano ad Alba Parietti, da Vladimir Luxuria a decine di altri volti noti del piccolo schermo.

La sua motivazione? Tanto semplice quanto agghiacciante nella sua schiettezza. “Ho ricevuto molti messaggi per chiedere come mai non avessi detto la mia su Belen Rodriguez. Questo è semplice: grazie al cielo è viva, quindi non c’è notizia“. Parole che suonano come una sentenza, pronunciate con quella che lui stesso definisce una logica lineare ma che a molti è apparsa come una preoccupante minimizzazione del disagio psicologico. Tonon non si è fermato qui. Ha proseguito tracciando una linea netta tra ciò che merita attenzione mediatica e ciò che, a suo dire, rientra nella normalità.

Dichiarazione

“Se la notizia è quella del crollo psicologico, non la ritengo tale. Grazie a Dio si risolve. Se fosse morta sarebbe stata una notizia, non è una donna del popolo, è una soubrette in vista. Se tutti i giorni commentassimo i crolli di tante donne italiane, madri, mogli, impiegate, operaie, professioniste calpestate, cornificate, deluse e depresse, non finiremmo più. Non ho nulla da commentare.” – Raffaello Tonon

Qui emerge la contraddizione più evidente del suo ragionamento. È proprio perché Belen Rodriguez è una figura pubblica che la sua vicenda assume una rilevanza diversa. Non si tratta di voyeurismo o di dare peso a chi già vive sotto i riflettori per il gusto di farlo. Si tratta del fatto che quando una persona seguita da milioni di persone attraversa un momento di fragilità e questo viene reso pubblico, volontariamente o meno, si apre uno spazio di discussione sulla salute mentale che può avere effetti ben oltre il singolo caso.

Parlare pubblicamente di un crollo psicologico prima che degeneri dovrebbe servire proprio a questo: normalizzare il confronto sul disagio, renderlo meno stigmatizzante, far capire che chiedere aiuto non è debolezza ma coraggio. Ridurre tutto a “non c’è notizia finché è viva” significa spostare l’asticella dell’attenzione solo alla tragedia compiuta, ignorando tutto il percorso di sofferenza che la precede.

Ma Tonon non è stato l’unico a nuotare controcorrente. Valentina Persia ha attaccando frontalmente chi ha espresso solidarietà verso la Rodriguez. In un video pubblicato sui social, la comica ha rivolto una critica feroce a quello che definisce un voltafaccia collettivo.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.