La guerra tra Donald Trump e Stephen Colbert ha trovato un nuovo, surreale capitolo. Venerdì sera, il presidente ha condiviso su Truth Social un video pesantemente manipolato con intelligenza artificiale che lo ritrae mentre solleva fisicamente il conduttore televisivo e lo scaraventa in un cassonetto della spazzatura. La scena, chiaramente irreale ma tecnicamente elaborata, si conclude con Trump che balla sulle note di “YMCA” dei Village People davanti a una folla entusiasta.
Non è solo un post provocatorio: è l’ultima escalation di una faida che dura da anni, culminata proprio il giorno dopo la trasmissione finale di The Late Show, andata in onda giovedì sera dopo 11 anni di conduzione da parte di Colbert. Il tempismo non è casuale. Trump ha colto l’occasione per celebrare pubblicamente la fine del programma, definendo Colbert “un totale idiota” privo di “talento, ascolti e vita”. “Grazie al cielo se n’è finalmente andato“, ha scritto sulla sua piattaforma social.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) May 22, 2026
La cancellazione di The Late Show era stata annunciata dalla CBS lo scorso luglio. All’epoca, il network aveva spiegato la decisione come “puramente finanziaria, in un contesto difficile per il late night“, escludendo che fosse legata ai contenuti o alle performance del programma. Eppure, il tempismo aveva sollevato più di un sospetto: l’annuncio era arrivato pochi giorni dopo che Colbert aveva criticato pubblicamente Paramount, la casa madre di CBS, per aver accettato di pagare 16 milioni di dollari a Trump per chiudere una controversia legale.
La disputa riguardava un’intervista del 2024 che 60 Minutes aveva condotto con l’allora vicepresidente Kamala Harris durante la campagna presidenziale. Trump aveva accusato la trasmissione di aver manipolato il montaggio per favorire la candidata democratica. Colbert, dal suo palco, aveva ironizzato sul pagamento definendolo “una grossa tangente“. Quella battuta potrebbe essere costata cara al programma, anche se CBS ha sempre negato qualsiasi collegamento tra le critiche del conduttore e la decisione di chiudere il franchise trentennale.
