La conferenza stampa di Pedro Almodóvar a Cannes 2026 si è trasformata in un momento di rara intensità politica, con il regista spagnolo che ha pronunciato parole destinate a risuonare ben oltre la Croisette. Presentando il suo ultimo film Bitter Christmas, il cineasta premio Oscar ha risposto a una domanda su Hollywood e sulle minacce di Canal+.
L’intervento di Almodóvar si inserisce in un contesto di crescente tensione nel panorama culturale francese ed europeo. Al centro della controversia c’è Maxime Saada, presidente e CEO di Canal+, che ha annunciato pubblicamente che il gruppo non collaborerà più con artisti e creativi che hanno firmato la petizione “Time To Switch-Off Bolloré“.

Questo documento, che suona l’allarme sul crescente controllo del magnate Vincent Bolloré sui settori dell’intrattenimento e dei media francesi, porta le firme di figure di spicco come Juliette Binoche, i registi in competizione per la Palma d’Oro Arthur Harari e Bertrand Mandico, oltre a nomi come Yann Gonzalez, Adèle Haenel e molti altri.
Per Almodóvar, il silenzio di fronte a queste derive non è un’opzione. “Gli artisti devono parlare e rivolgersi alle istituzioni della società contemporanea: è un dovere morale“, ha affermato con fermezza. Il regista ha poi sviluppato un ragionamento che lega il silenzio alla paura, identificandoli come sintomi di un malessere più profondo.
“Il silenzio e la paura… il silenzio è un’espressione di paura. Sono sintomi che le cose stanno andando davvero male. È un segnale serio che la democrazia si sta sgretolando. I creatori devono parlare.” – Pedro Almodóvar
