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Qual è la canzone che ha fatto da sottofondo al vostro primo bacio? Quale artista cantava alla radio la prima volta che avete guidato un’auto da soli? Cosa ascoltavate prima di una partita di calcetto per caricarvi, pensando di essere invincibili anche se sapevate benissimo di essere a stento in grado di stoppare un pallone? Che lo vogliamo o meno, la musica ci accompagna ogni giorno della nostra vita ed è lì per noi, sia nelle piccole cose del quotidiano, sia nei grandi eventi della nostra vita.

Mixtape ce lo dimostra facendoci vivere l’ultimo giorno insieme di tre adolescenti cresciuti a Blue Moon Lagoon, negli anni novanta. La giornata è scandita da una playlist che Stacy, la nostra protagonista, ha inciso su un CD che farà da colonna sonora a quello che per la sua vita sarà un enorme punto di svolta.

Mixtape e le prime volte

Stacey in skateboard, Mixtape
Stacey in skateboard, Mixtape – Beethoven & Dinosaur

La storia di Mixtape non è soltanto la fine di un’amicizia che, per forza di cose, sarà messa a dura prova dalla distanza, ma è anche un omaggio alle prime volte: la prima volta in cui Cassandra ha parlato con Stacey e Slater, la prima volta che hanno scoperto il loro luogo di ritrovo preferito, la prima volta nella quale hanno lavorato insieme per renderlo più accogliente. Ognuno di quei momenti, per loro, ha avuto una colonna sonora che ricordano benissimo perché non era soltanto un sottofondo, ma un valore che ha arricchito quel momento condiviso.

Questo pensiero mi ha riportato indietro nel tempo, a un parcheggio semi deserto di un paesino in provincia di Torino dove io e mio padre abbiamo condiviso inconsapevolmente uno dei miei primi ricordi. Nello stereo della sua Golf GTI nera gira un disco di Ennio Morricone, il brano è “Ecstasy of Gold”. Ho circa quattro o cinque anni e la mia curiosità da bambino, trasportata da quelle note, mi porta a chiedergli se tutti noi dobbiamo per forza morire o se la fine della nostra vita sia in qualche modo una scelta. Purtroppo non ricordo la sua risposta, ma ricordo perfettamente quel cupo senso di piacevole malinconia che le note di Morricone mi fanno provare.

Così come ricordo benissimo i pomeriggi con mia mamma, in giro per il paesello siciliano nel quale sono cresciuto. Ricordo un giorno piovoso, avrò avuto una decina di anni, la Golf GTI è sempre la stessa, ma stavolta la musica è quella di Giorgia e la canzone è “Di sole e d’azzurro”. Piove molto quel pomeriggio, ma io e mia madre non abbiamo alcun pensiero per la testa se non l’obiettivo di arrivare dal macellaio e prendere gli spiedini per la cena. Guardo fuori dal finestrino e sento un senso di pace assoluta che è esaltato dalle gocce di pioggia che picchiettano sul finestrino.

E più vado avanti nella scrittura, più mi rendo conto che potrei fare una lista infinita di prime volte nelle quali una qualche canzone casuale mi ha accompagnato. Potrei parlarvi dei momenti che hanno preceduto il mio primo allenamento di calcio con la squadra del mio paese, in cuffia c’è “Tu corri” dei Gemelli Diversi e io mi sento pronto per giocare in Serie A. Oppure potrei parlarvi della prima volta che sono uscito da solo dopo essermi trasferito a Torino per l’università e nel mio telefono la voce di Bob Dylan mi accompagna con “The Times, They Are A Changin”. 

Volte intermedie

Stacey lancia carta igienica su una casa in Mixtape
Stacey lancia carta igienica su una casa in Mixtape – Beethoven & Dinosaur

Ma Mixtape ci insegna che la musica non coinvolge soltanto i grandi eventi della vita. Può accompagnarci anche nelle piccole cose del quotidiano, come passeggiare per strada, bere una birra con i nostri amici o ricevere una delusione da una persona che ci ha mentito. Ogni cosa può avere un sottofondo musicale e, se il momento è abbastanza forte, lo ricorderemo a vita.

E infatti la mia mente torna sempre a quella Golf nera che mi ha accompagnato grossomodo dalla mia nascita fino ai miei vent’anni, diventando anche la mia prima auto. Il ricordo, stavolta, è quello di me con i miei genitori e mio fratello, in una qualche strada di campagna calabrese. Avrò avuto circa dodici o tredici anni, in mano ho un lettore mp3 carico di ogni genere musicale esistente e, in quel momento, i Green Day cantano “The Saints Are Coming” con gli U2. Mi godo i paesaggi dell’entroterra calabrese che ho già visto migliaia di volte, ma che con quel sottofondo acquistano un valore quasi sacro.

Potrei anche raccontarvi di tutte le volte che andiamo da qualche parte per una gita fuori porta con la mia ragazza e lei si diverte a incasinare la mia playlist di Spotify. Ogni singola volta, non può mancare “Cavallini” della Dark Polo Gang che dobbiamo necessariamente cantare a squarciagola, dimenticandoci di ogni problema al mondo. O ancora, mi viene in mente una notte, che forse è già mattina, tra le strade di Torino. Il mio stato cognitivo è a dir poco alterato, cammino incerto in una nebbia fitta dalla quale ogni tanto uno spacciatore salta fuori chiedendomi se va tutto bene. Nelle mie cuffie i Kings of Leon suonano “Wait for me”. Mi sento leggero e felice.

E anche qui, potrei andare avanti all’infinito ad elencare momenti ordinari che sulle note di Sixto Rodriguez o di Syd Matters, piuttosto che dei Pinguini Tattici Nucleari, sono diventati istantanee marchiate nel cervello e accompagnate da una colonna sonora che non dimenticherò mai, come avviene per Stacey in Mixtape. 

Ultime volte

Stacey in Mixtape
Stacey in Mixtape – Beethoven & Dinosaur

Per Stacey, infatti, la playlist che accompagna le circa tre ore di Mixtape è allo stesso tempo una chiusura e un inizio. È la fine della sua vita a Blue Moon Lagoon e delle scorribande in skate con Slater e Cass, ma è anche l’inizio del resto della sua vita. È l’anticipazione di un trasferimento a New York per cercare di coronare il suo sogno di diventare una Music Supervisor e di poter usare la sua conoscenza in campo musicale per dare vita a mixtape che riescano a dare a chi li ascolta le giuste emozioni.

E con le ultime parole di questo pezzo, voglio proprio parlarvi di conclusioni, come una delle ultime volte che ho visto mia nonna prima che la ricoverassero e morisse poche settimane dopo. È una sera come le altre, non ho la più pallida idea che sarà anche una fine. Quando mia madre mi chiama per avvisarmi che, come già accaduto nei mesi passati, sta per accompagnare mia nonna in ospedale è sera tardi, io sono in camera mia a guardare Cowboy Bebop su Netflix. Metto in pausa “Tank” di Yoko Kanno + Seatbelts e salgo in cucina dove aiuto mia mamma a far salire mia nonna in macchina, ignaro che sarebbe stata l’ultima volta.

Potrei anche parlarvi dell’ultima volta in cui ho parlato con una ragazza alla quale tenevo e, mentre litighiamo per messaggi prima che mi lei mi blocchi dalla sua vita, nelle mie cuffie le note sono quelle di “Palude” dei Ministri. Oppure, potrei raccontarvi di quando ho detto alla mia padrona di casa a Torino che stavo per lasciare la città. Quel giorno, mi sono chiuso in casa e ho ascoltato più volte “Vittorio come va?” di Cranio Randagio e “Good News” di Mac Miller. 

E adesso, mentre come Stacey mi appresto a chiudere tutti i miei averi in uno scatolone e lasciare Lisbona e il lavoro che ho fatto nell’ultimo anno per ripartire ancora una volta, mi rendo conto che la musica mi ha fatto compagnia per tutta la vita e mi chiedo quali saranno le canzoni che suoneranno l’ultima sera che passerò con i miei amici in Portogallo o quando salirò sull’aereo che mi porterà lontano da qui, probabilmente per sempre.

Qualunque sarà la canzone che segnerà quei momenti, sono sicuro che non la dimenticherò mai, così come non dimenticherò mai la breve avventura di Stacey, per la quale voglio ringraziare di cuore Beethoven & Dinosaur che l’hanno realizzata. Senza di loro, probabilmente non mi sarei mai soffermato a riflettere sul valore della musica e non sarei qui, con una lacrima che minaccia di colarmi lungo la guancia, a ricordare con nostalgica malinconia il mio passato e a osservare con fiducia il mio futuro.

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Laureato in Cinema e Media, giocatore dalla nascita e appassionato di qualsiasi cosa racconti una storia coinvolgente. Ha iniziato a scrivere di videogiochi nel 2021, collaborando con diversi siti come Tom's Hardware. Nel 2025 arriva sulle pagine virtuali di Screenworld, per continuare a condividere la sua passione con chiunque voglia dedicare del tempo nella lettura dei suoi contenuti.