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In Italia non è un gran momento per il calcio giocato. Tra Nazionale ormai allergica ai Mondiali da oltre un decennio, mancanza di grandi calciatori-simbolo a cui affezionarsi e una Serie A che ha vissuto tempi migliori, l’entusiasmo non è proprio ai massimi storici. Per questo c’è la sensazione che le nuove generazioni abbiamo meno appigli a cui aggrapparsi per seguire la nobile arte del pallone. Almeno nel mondo analogico. Se ci tuffiamo nel digitale, invece, le cose cambiano.

Il fenomeno esports macina numeri impressionanti da oltre dieci anni. Giocatori (e giocatrici) sempre più professionali, un seguito on line (e dal vivo) sempre più grande o ovviamente anche un business sempre più consistente, con tanti brand molto presenti sulla scena. Un fenomeno globale che ha contagiato anche l’Italia e il nostro calcio virtuale, visto che da sei anni va in scena la eSerie A Goleador, competizione che vede i team esports di 16 Club della massima divisione di calcio italiana sfidarsi su EA SPORTS FC™ 26 . Durante le finali del torneo, tenutesi al Comicon di Napoli in un’atmosfera piena di sincero trasporto (degna dello Stadio Maradona, a pochi passi dalla fiera), abbiamo intervistato Alberto Elia, Head of Marketing Projects Lega Calcio Serie A. Un’occasione per capire meglio come una realtà storica (e istituzionale) come Lega Calcio si approccia ai giovani in un periodo non facile. Ecco cosa ci ha raccontato.

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