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Una penna in legno d’ulivo contro un pallone da football in cristallo. Due doni, due mondi, un solo incontro che ha segnato una svolta nelle relazioni tra Stati Uniti e Vaticano dopo settimane di tensioni pubbliche e attacchi verbali. L’udienza privata tra Papa Leone XIV e il segretario di Stato americano Marco Rubio, durata circa 45 minuti nella biblioteca privata del Pontefice, è stata molto più di un semplice faccia a faccia diplomatico.

Il momento dello scambio dei doni è diventato rapidamente virale sui social media, trasformandosi in un caso di studio involontario sulla diplomazia dei simboli. Da una parte il Papa, che ha scelto con cura una penna realizzata in legno d’ulivo, spiegando personalmente a Rubio: “L’ulivo è una pianta di pace“. Dall’altra il segretario di Stato americano, evidentemente consapevole della difficoltà del compito, che ha optato per un fermacarte in cristallo a forma di pallone da football americano, scherzando con una battuta che tradisce un certo imbarazzo: “Cosa portare a qualcuno che ha tutto? So che lei preferisce il baseball, ma ha il sigillo del Dipartimento di Stato”.

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U.S Secretary Marco Rubio gifted Pope Leo a small crystal football following their meeting at The Vatican. The gift exchange followed a sit-down meeting between Rubio and Pope Leo on Thursday (7 May), where the two are believed to have discussed escalating tensions surrounding the ongoing war in Iran. After what seemed like a productive conversation, the Pope presented Rubio with an olive branch encased in wood, known as "the plant of peace" universally. Rubio then handed the Pope a palm sized crystal football asking, "What do you get the man who has everything?" to which the Pope responded "Wow, ok".

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La scelta del Papa non è stata casuale. In un momento in cui il presidente Donald Trump ha attaccato ripetutamente Leone XIV definendolo “debole” sulla criminalità e sulle armi nucleari, accusando il primo pontefice americano della storia di “mettere in pericolo molti cattolici” con la sua opposizione alla guerra in Iran, il ramoscello d’ulivo assume un significato che va oltre la semplice cortesia protocollare. È un richiamo esplicito alla pace, quello stesso tema che ha caratterizzato il primo anno di pontificato di Robert Prevost, eletto Papa nel maggio 2025.

L’incontro, secondo quanto riferito sia dal Dipartimento di Stato americano sia dalla Santa Sede, è stato “cordiale e amichevole”, ribadendo “la solidità delle relazioni tra gli Stati Uniti e la Santa Sede” e “l’impegno comune a favore della pace e della dignità umana”. Le conversazioni si sono concentrate sui principali scenari di crisi internazionale, con particolare attenzione alla situazione in Medio Oriente e ai Paesi dell’emisfero occidentale “colpiti da guerra, tensioni politiche e difficili condizioni umanitarie“.

Dopo il colloquio con il Pontefice, Rubio ha incontrato anche il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e l’arcivescovo Paul Gallagher, dedicando complessivamente circa due ore alla missione in Vaticano. Il comunicato ufficiale del portavoce del Dipartimento di Stato, Tommy Pigott, ha sottolineato come l’incontro abbia “evidenziato la forte relazione tra gli Stati Uniti e la Santa Sede”, un messaggio che suona come un tentativo di normalizzazione dopo le recenti frizioni pubbliche.

L’episodio ha scatenato reazioni contrastanti sui social media, dove molti utenti si sono interrogati sulla scelta del dono di Rubio. “Perché mai Marco Rubio ha regalato al Papa un pallone da football in cristallo?” si chiedeva un utente su X. Altri hanno colto l’ironia involontaria dello scambio:È davvero commovente. Due uomini che si scambiano simboli di cose per cui l’altro non ha alcun interesse: football e pace“. C’è anche chi ha dimostrato empatia per la difficoltà del compito: “Seriamente, cosa si regala al Papa? C’è un limite di spesa? Bisogna chiedere ai cardinali cosa gli hanno preso loro?

All’inizio dell’udienza c’era stato anche uno scambio di battute cordiale tra i due. “Che piacere rivederla. È passato quasi un anno“, ha detto Rubio riferendosi al loro precedente incontro. “Meno uno… No, meno dieci giorni“, ha corretto il Papa con precisione, ricordando l’udienza del maggio 2025, quando Rubio era ancora senatore. La visita in Italia di Rubio è proseguita con incontri istituzionali a Palazzo Chigi, dove il segretario di Stato americano ha avuto un bilaterale con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oltre a colloqui con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.