Esplosiva protagonista di una serie animata firmata Bonelli Entertainment, Legs Weaver si è fatta notare dal pubblico come eroina tutt’altro che scontata. Lontana dalla sua figura fumettistica – comparsa in Nathan Never e poi titolare di una propria serie – Legs ha raccolto il testimone da Dragonero – I Paladini, diventando la seconda serie animata scaturita dal pantheon bonelliano.
Dietro questa serie animata si è raccolta una nutrita squadra di professionisti che hanno curato minuziosamente questa avventura della spericolata Agente Speciale Alfa. Basandosi sui fumetti di Sergio Bonelli, la mini-serie ha visto Legs affrontare momenti cult della sua storia in una nuova chiave, rivolgendosi a un pubblico differente rispetto al passato.
Legs Weaver, la seconda serie animata Bonelli

A sorprendere, è stato soprattutto l’approccio stilistico di questa serie. Non un’animazione come quella di Dragonero – I Paladini, ma uno stile diverso, che ci ha spiegato Fabiana Fiengo, che ha lavorato attivamente a Legs Weaver, curando il design della serie
Rispetto all’animazione tradizionale il motion comic è più semplice da animare e più veloce da realizzare, ma non è poi così diverso rispetto a un prodotto 2D per la lavorazione, almeno per quanto riguarda questa serie, perché Legs è un motion comic molto avanzato dal punto di vista dell’animazione. Durante le fasi dedicate ai singoli frame, bisognava separare gli elementi dei personaggi in più livelli, affinché l’animatore potesse poi agire su questi elementi per creare dei piccoli movimenti fluidi. Oppure bisognava disegnare più volte una parte del corpo, come le bocche e gli occhi, che si dovevano aprire e chiudere, o le braccia, soprattutto quando impugnavano armi, affinché si alzassero e abbassassero in modo coerente. Inoltre, bisognava disegnare sempre con molte abbondanze rispetto a quella che doveva essere l’inquadratura finale, per consentire spostamenti di camera o dei personaggi stessi.
Sin dai primi passi della Bonelli Entertainment è stato ribadito con orgoglio che i personaggi sarebbero stati trattati con il massimo rispetto per il loro spirito originario. Anche nel caso di Legs Weaver, questo principio non è venuto meno, come ricorda Fabiana Fiengo, pur cercando un linguaggio di sintesi più contemporaneo
Le linee guida erano molto chiare, bisognava prendere come modello estetico prodotti d’animazione giapponese degli anni ’80, in primis Occhi di gatto, non solo per quanto riguardava l’aspetto esteriore, ma anche per il tratto di disegno. Per i personaggi umani come May o le Dame Nere non è stato troppo complicato arrivare a una sintesi in linea con la richiesta, invece per Urzulia, la donna vampira, e per il draghetto Harvey ci sono state più proposte e più ricerche grafiche perché ci si voleva allontanare dal design iniziale. Dal mio punto di vista questa è stata la parte che ho preferito: il character design è la fase più creativa, ma allo stesso tempo devi finalizzarla a una richiesta specifica in linea col prodotto; quindi, non puoi prenderti troppe libertà e soprattutto devi semplificare gli elementi, il design, per rendere i personaggi facilmente animabili. Per me è sempre molto stimolante.
Ricreare il futuro di Legs Weaver

Un’attenzione allo spirito dei personaggi che si estende anche alle ambientazioni, che nel caso di Legs sono le stesse di Nathan Never, una città futura cyberpunk. Un contesto urbano definito e complesso, che viene riprodotto fedelmente nella serie, come ricordato da Fabiana Fiengo:
Ormai abbiamo così tante reference visive, film, fumetti e serie tv e animazione che per quanto riguarda le ricerche visive di sfondi esterni e interni non è stato troppo complicato. Tuttavia, sui background si voleva evitare lo stesso effetto da personaggi 2D, chiaramente più piatti nella colorazione, e dare non solo atmosfera ma anche una certa concretezza materica e maggior effetto di realismo. Quindi c’è stato un grande lavoro di texture e di luci/ombre per rendere gli sfondi molto verosimili.
All’interno della valorizzazione della tradizione narrativa, in Legs Weaver non viene solo preservata la sua identità conosciuta nei comics, ma partendo da questa si sviluppa una nuova caratterizzazione dell’Agente Speciale Alfa, che ha portato a creare nuovi aspetti del suo mito
Legs ha una forte personalità e la stessa personalità dovevano averla tutti i suoi prop, dalle armi al mezzo con cui si muove e la moto si presta bene a questo scopo, dà idea di forza ma anche di agilità. Si è partiti da un modello di moto reale, molto grossa, e poi la si è elaborata per renderla coerente col mondo futuristico, quindi doveva volare, non avere le ruote, ma dei propulsori… e visto che doveva rappresentare l’eroina protagonista sono stati usati gli stessi colori della tutina di Legs.
