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Mentre il mondo segue con apprensione la crisi di Hormuz e le famiglie delle vittime di Epstein continuano a chiedere trasparenza, Donald Trump torna a occupare la scena mediatica con un annuncio che sa di fantascienza: la prima tranche di documenti governativi sugli UFO è ora accessibile al pubblico sul sito del Pentagono. Centosessantuno file tra trascrizioni, audio, fotografie e video che promettono di sollevare il velo su decenni di avvistamenti e fenomeni inspiegati.

L’annuncio è arrivato, come ormai è consuetudine, via Truth Social. Trump aveva già toccato l’argomento durante l’incontro con l’equipaggio di Artemis, di ritorno dalla missione intorno alla Luna. “Come avevo promesso, il dipartimento della Guerra ha reso pubblica la prima tranche di documenti relativi a Ufo e Uap, affinché il pubblico possa esaminarli e studiarli“, ha scritto il presidente americano. Le parole chiave sono chiare: trasparenza completa e assoluta. Un principio che Trump rivendica con forza, accusando le amministrazioni precedenti di aver tenuto nascosto troppo a lungo questo materiale.

Grazie a questi nuovi documenti e video, i cittadini potranno decidere autonomamente: che diavolo sta succedendo? Buon divertimento e buona visione“, ha concluso Trump con il suo stile inconfondibile. Ma cosa contengono davvero questi file? E soprattutto, rivelano qualcosa di concreto sulla possibile esistenza di vita extraterrestre o tecnologie aliene?


Prima di addentrarsi nel contenuto, vale la pena chiarire la differenza tra Ufo e Uap, due acronimi spesso usati in modo intercambiabile ma che indicano fenomeni distinti. Ufo sta per “oggetti volanti non identificati“, un termine coniato nel 1952 dalla United States Air Force per catalogare avvistamenti di velivoli non riconosciuti nonostante le verifiche degli esperti. Uap, invece, è un’etichetta più ampia: Unidentified Aerial Phenomena, fenomeni aerei non identificati. Questa categoria include non solo presunti velivoli, ma anche manifestazioni luminose o altri eventi atmosferici privi di una spiegazione scientifica certa. Nessuna delle due definizioni implica automaticamente un’origine aliena: si tratta semplicemente di fenomeni per i quali non esiste ancora una risposta definitiva.

Tra gli X-files divulgati spiccano numerose fotografie in bianco e nero risalenti alle missioni spaziali Apollo 1 del 1969 e Apollo 17 del 1972, insieme a scambi di comunicazioni tra il Dipartimento di Stato e la Nasa. Una delle immagini più intriganti, scattata dalla superficie lunare, mostra tre minuscoli puntini nel cielo. Il Pentagono, nella didascalia che accompagna la foto, ammette candidamente: “Non vi è consenso sulla natura dell’anomalia“. Una nuova analisi preliminare suggerisce che potrebbe trattarsi di un “oggetto“, ma la formulazione rimane volutamente vaga. Cosa sono quei puntini? Detriti spaziali, artefatti fotografici, riflessi ottici o qualcosa di più misterioso? La risposta, per ora, resta sospesa.

Il video più enigmatico è datato 2013 e riprende un effetto luminoso simile a una stella a otto punte, che si muove con traiettorie a zig-zag nel cielo. L’aspetto geometrico della luce e il movimento irregolare hanno già alimentato speculazioni online, anche se gli esperti invitano alla cautela: molti video di Uap vengono interpretati erroneamente da chi non ha familiarità con le tecnologie militari avanzate o con i fenomeni ottici legati alle videocamere termiche e agli strumenti di rilevamento.

Altrettanto suggestivo è un documento che contiene l’interrogatorio dell’Fbi a un pilota di droni. Nel settembre 2023, questa persona ha riferito di aver avvistato in cielo un “oggetto lineare” accompagnato da una luce di intensità tale da permettere di “distinguere delle fasce all’interno della luce stessa“. Una descrizione dettagliata, quasi iperrealista, che aggiunge un ulteriore tassello al mosaico di testimonianze raccolte nel corso degli anni.

Eppure, nonostante il clamore mediatico, il Pentagono continua a mantenere una linea di prudenza. L’ufficio istituito dal Congresso nel 2022 per la declassificazione dei documenti sugli Ufo ha pubblicato un primo rapporto due anni fa, rivelando centinaia di presunte visualizzazioni di Uap. Ma la conclusione è stata netta: nessuna prova che il governo americano abbia recuperato tecnologie aliene o confermato l’esistenza di vita extraterrestre. Nessuna rivelazione eclatante sull’Area 51, la base militare top-secret del Nevada al centro di infinite teorie cospirazioniste. Solo dati, anomalie, domande senza risposta.

Trump, dal canto suo, sembra apprezzare il ruolo di rivelatore di segreti. Ha già reso pubblici documenti relativi agli assassinii di John F. Kennedy, Robert F. Kennedy e Martin Luther King Jr. Anche in quei casi, tuttavia, le rivelazioni non hanno portato a verità nascoste rispetto alla ricostruzione ufficiale. Questa volta potrebbe essere diverso? O si tratta semplicemente di un’operazione di comunicazione per spostare l’attenzione dai sondaggi sfavorevoli e dalle crisi internazionali?

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