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Un clamoroso dietrofront che ha colto di sorpresa l’intero settore cinematografico italiano. Cinema Revolution, la manifestazione estiva che avrebbe dovuto portare film italiani ed europei nelle sale a 3,50 euro, non si terrà quest’anno. La notizia, anticipata da Box Office e confermata da fonti del Ministero della Cultura, rappresenta un sorprendente contrordine rispetto a quanto annunciato appena un mese fa dalla sottosegretaria Lucia Borgonzoni.

Era il primo aprile quando, durante la conferenza stampa di presentazione delle candidature ai David di Donatello, Borgonzoni aveva confermato ufficialmente l’iniziativa per l’estate 2026. Il calendario era stato definito nei dettagli: Cinema Revolution si sarebbe svolto dal 19 giugno al 20 settembre, offrendo al pubblico film italiani ed europei al prezzo agevolato di 3,50 euro, con il Ministero chiamato a coprire la quota restante del costo del biglietto.

All’interno della stessa cornice promozionale era previsto anche Cinema in Festa, l’appuntamento che propone tutti i film in programmazione, compresi i blockbuster americani, sempre a 3,50 euro. Due le finestre programmate: dal 15 al 18 giugno e dal 21 al 24 settembre. Secondo le indiscrezioni raccolte, queste due edizioni di Cinema in Festa potrebbero essere confermate, anche se la situazione rimane in evoluzione e necessita di un chiarimento ufficiale.

Ma cosa ha spinto il Ministero a fare marcia indietro su Cinema Revolution? Secondo le ricostruzioni, il MiC avrebbe deciso di rimodulare l’iniziativa, destinando comunque risorse al sostegno del cinema estivo ma con un approccio diverso. Si parla di un budget inferiore e di una campagna promozionale più generica a favore dei film in programmazione durante i mesi estivi, che tradizionalmente vedono una predominanza di titoli hollywoodiani nelle sale italiane.

La scelta solleva interrogativi sulla strategia complessiva di sostegno al cinema italiano. Le precedenti edizioni di Cinema Revolution, pur rappresentando un aiuto concreto per gli esercenti, non sono riuscite a invertire una tendenza ormai consolidata: l’estate è il periodo nero per il cinema tricolore. I numeri dell’estate 2025 parlano chiaro e fotografano una dinamica preoccupante. Da giugno ad agosto dello scorso anno, i film italiani hanno raccolto appena 6 milioni di euro, con una quota di mercato ferma al 7 per cento.

Un dato ancora più emblematico emerge dall’analisi dei titoli di maggiore incasso: i cinque film italiani che hanno performato meglio durante l’estate 2025 non erano nemmeno usciti in quel periodo. Fuori era in sala dal 22 maggio, FolleMente era uscito a febbraio, Le assaggiatrici a marzo, mentre Diamanti e Napoli – New York risalivano addirittura a dicembre 2024 e novembre 2024. La maggior parte degli incassi, inoltre, è arrivata dalle arene estive piuttosto che dalle sale tradizionali.

Si tratta di una criticità strutturale del mercato cinematografico italiano che si ripete con regolarità quasi rituale: in estate il cinema italiano va letteralmente in vacanza, scompare dai radar del pubblico, rinuncia alle uscite di richiamo e di conseguenza raccoglie briciole al box office. Cinema Revolution aveva provato, almeno nelle intenzioni dichiarate, a invertire questa tendenza, ma senza risultati apprezzabili.

Una delle ragioni di questo insuccesso risiede probabilmente nella tempistica con cui le risorse vengono confermate. I fondi per Cinema Revolution sono sempre stati stanziati a ridosso dell’estate in corso, lasciando i produttori nell’incertezza su eventuali produzioni da portare in sala l’estate successiva. Difficile pianificare strategie di rilascio di lungo periodo quando non si sa se l’iniziativa ci sarà o meno.

La mancanza di un’offerta attrattiva di titoli italiani durante i mesi estivi rimane il nodo cruciale. Gli studios hollywoodiani concentrano proprio in quel periodo i loro blockbuster più attesi, dominando il box office con franchise consolidati e campagne promozionali milionarie. Il cinema italiano, al contrario, sembra aver abdicato alla competizione estiva, preferendo concentrare le proprie energie sui mesi tradizionalmente più favorevoli.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.