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Sono trascorsi venticinque anni esatti da quando Harry Potter e la Pietra Filosofale sbarcava nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, trasformandosi nel fenomeno culturale che avrebbe definito un’intera generazione. E proprio per celebrare questo anniversario monumentale, alcuni dei volti più amati della saga si sono ritrovati dove tutto è cominciato: tra i set originali del Warner Bros Studio Tour London – The Making of Harry Potter a Leavesden, nelle vicinanze di Watford.

Bonnie Wright, James e Oliver Phelps e Mark Williams – rispettivamente Ginny, Fred, George e Arthur Weasley – hanno percorso nuovamente quei corridoi, quelle stanze, quegli angoli magici che hanno contribuito a costruire mattone dopo mattone, incantesimo dopo incantesimo. La reunion, avvenuta mercoledì scorso, non è stata solo un momento di nostalgia, ma un vero e proprio viaggio nel tempo per gli attori e per i milioni di fan che continuano a considerare il mondo magico una seconda casa.

Mark Williams, 66 anni, il patriarca della famiglia più affettuosa e caotica di Hogwarts, ha sintetizzato perfettamente l’emozione del momento: “Adoro tornare nel mondo magico“. Parole semplici, che però racchiudono la magia di un legame che va oltre la recitazione, oltre il set, oltre il tempo stesso.


Oliver Phelps, che insieme al gemello James ha dato vita ai leggendari Fred e George Weasley, ha aggiunto: “Essere di nuovo sul set riuniti con Bonnie e Mark è stato assolutamente superbo. È come entrare in una distorsione temporale, come se non fosse passato tempo da quando eravamo insieme l’ultima volta“. E in effetti, guardando le immagini della reunion, è difficile non provare quella stessa sensazione: i sorrisi, la complicità, l’affetto reciproco sembrano congelati in una bolla fuori dal tempo.

La reunion celebra anche il lancio della nuova feature estiva First Year At Hogwarts – Where The Filmmaking Magic Began, un’esperienza immersiva che permetterà ai visitatori degli studios di rivivere i momenti iconici del primo film. L’esposizione sarà accessibile per quattro mesi a partire dal 7 maggio, offrendo ai fan la possibilità di immergersi completamente nell’atmosfera di quel 2001 che cambiò per sempre il cinema fantasy.

Tra le attrazioni principali, i visitatori potranno rivivere la celebre scena del Cappello Parlante, quel momento in cui Harry Potter scopre la sua vera casa a Hogwarts. Non a caso, secondo una recente ricerca, l’incontro di Harry con la famiglia Weasley alla stazione di King’s Cross, sulla via per il binario 9¾, figura tra le tre scene preferite dai fan del primo capitolo. Un momento apparentemente semplice – un ragazzo perso che incontra una famiglia calorosa – ma che ha definito il tono emotivo dell’intera saga: l’importanza dell’appartenenza, della famiglia scelta, del sentirsi finalmente a casa.

I Wesley di Harry Potter
I Wesley di Harry Potter, fonte: Warner Bros.

L’esposizione permetterà anche di rivivere altri momenti indimenticabili, come Hermione Granger che lancia l’incantesimo Petrificus Totalus su Neville Longbottom nella sala comune di Grifondoro. Piccoli frammenti di una storia più grande, che insieme compongono il mosaico di un fenomeno culturale senza precedenti.

Alla reunion non hanno partecipato solo gli attori, ma anche numerosi membri delle maestranze che hanno lavorato dietro le quinte, contribuendo a creare quel mondo che ancora oggi appare così vivido e tangibile. È la dimostrazione che la magia di Harry Potter non risiede solo negli incantesimi o nelle bacchette magiche, ma nel lavoro collettivo di centinaia di persone che hanno creduto in una storia capace di attraversare il tempo.

Venticinque anni sono tanti, eppure guardando quelle immagini della reunion, ascoltando le parole degli attori, sembra davvero che il tempo si sia fermato. O forse, semplicemente, certe magie non invecchiano mai.

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