Dredd è sempre stato una parodia […], il pubblico inglese prendeva per il culo l’ideologia fascista attraverso la parodia.
Di nuovo Napoli Comicon, questa volta in compagnia del gigante buono Liam Sharp, eclettico artista completo che ha lavorato negli anni con Grant Morrison, Garth Ennis e si è sempre messo alla prova anche con lavori scritti e disegnati da lui, come il recentissimo Starhenge, edito in Italia da Mirage Comics. Non solo fumetti, Liam Sharp è anche approdato ad Hollywood lavorando a diversi film tra cui Lost in Space, Small Soldiers e il documentario The Death of Superman Lives: What Happened?, il film mai nato su Superman con protagonista Nicholas Cage.
Dagli albori della sua carriere tra le pagine di 2000 AD fino a Starhenge, in cui il suo estro artistico si sviluppa nella sceneggiatura pensata dall’autore stesso in cui ci racconterà la storia di un mondo dominato, e spazzato via, dalla tecnologia (IA compresa) e che può salvarsi solo grazie all’uso della magia e al ritorno di uno dei maghi più famosi della storia.
Judge Dredd e 2000 AD: la genesi di Liam Sharp

Siamo in compagnia di Liam Sharp, artista eccezionale che ci ha prestato parte del suo tempo per questa veloce intervista. La tua carriera fumettistica inizia, sicuramente, tra le pagine di 2000 AD sulle storie di Judge Dredd, personaggio cult in Inghilterra. Come posizioneresti Dredd nell’era moderna e come lo proporresti ai lettori italiani?
È una buona domanda, non è facile rispondere! Probabilmente non tutti hanno capito che Dredd è un personaggio parodia, è sempre stato un fascista. È stato il pubblico inglese a renderlo tale, scusa il linguaggio, a prendere per il culo i fascisti tramite la parodia. Dredd e 2000 AD hanno sempre fatto uso dello black humor. Alcune persone sono impegnate ad urlare insieme ai fascisti, invece no, il personaggio e 2000 AD parlavano di queste persone in modo parodistico, prendendoli in giro con un personaggio che in realtà non è un eroe. Potremmo imparare da questo, perché non vogliamo quella tipologia di futuro.
Il Giudice Dredd nasce tra le pagine della rivista antologica inglese 2000 AD, dall’idea di John Wagner e Carlos Ezquerra, come, appunto, parodia e denuncia verso la società dell’epoca e il continuo aumento di potere della Polizia nel sistema democratico. Dredd ha visto le sue storie spostarsi anche tra le pagine di fumetti DC Comics in crossover con Batman e Lobo e Dark Horse Comics in compagnia di Alien e Predator. Se già dall’inizio aveva una sorta di impostazione satirica, Dredd diventa il personaggio che oggi è conosciuto grazie all’apporto, ancora più crudele, di Alan Grant al suo essere un fascista convinto, che serviva ancora di più a parodizzare alcune tendenza politiche. Il Giudice, inoltre, ha anche visto, negli anni, le sue storie essere curate da altri due grandi autori come Alan Moore e Grant Morrison, appunto.
Dai fumetti al cinema

So che sei approdato anche ad Hollywood, tra i vari film c’è anche il mio preferito dell’infanzia: Small Soldiers. Lì hai curato il design di Archer e dei Gorgonauti. Ma questo posso chiederlo a te o dovrei farlo al tuo gemello malvagio Lame Sharp?
Ah, Lame Sharp! Si beh, ho due identità: Lame Sharp e Liam Sharp. Questo perché mi hanno accreditato male, ma è successo in Lost in Space. Quel periodo resta comunque straordinario! Ho lavorato per la Hasbro su Small Soldier ma anche su Batman Beyond, la serie tv animata. All’epoca ho anche pensato per la prima volta che stessi lavorando per una corporazione, quindi forse non era così buono, ma ero veramente eccitato. Stavo lavorando con Stan Winston e ho curato il design di alcuni personaggi. Questi set di disegni, miei e di Stan, sono poi arrivati a Steven Spielberg che ha selezionato i miei design insieme ad Hasbro. Stan non fu particolarmente contento. Insaniac è mio, Archer è anche del tutto mio. Anche se sul poster dice che sono di Stan Winston, in realtà è mio (ride).
Si ritorna al fumetto

Poi c’è stato il tuo ciclo di storie su Lanterna Verde, insieme a Grant Morrison. Volevo chiederti come sia stato quel periodo per te e com’è stato lavorare su un poliziotto puro come Hal Jordan a differenza del Giudice Dredd?
Hal Jordan è come il classico, mai ricostruito, vecchio e puro eroe occidentale con una ragazza in ogni città. Viene sempre convocato da qualche destino più grande ma è sempre felice di ciò. Ha una moralità innata. Sembra Clint Eastwood. Arriva in una città e inizia ad aiutare le persone. Prima di lavorare con Grant non sapevo molto di lui, è stato veramente interessante. Ogni volta che ci vedevamo tiravamo fuori delle idee e le mescolavamo. Dan DiDio mi aveva proposto la Justice League e Hawkman, poi Lanterna Verde con Grant. E io gli ho risposto che ovviamente l’avrei fatto. Spero di collaborare ancora con lui. Anche perché Grant gioca con le sue storie e sa che anche io sono uno scrittore, mi ha dato sempre grande supporto da questo punto di vista.
Ora passo al tuo ultimo lavoro, Starhenge, pubblicato da noi in Italia dai ragazzi di Mirage Comics, che tra l’altro hanno fatto un ottimo lavoro con l’edizione. Cosa mi racconti di questa tua nuova storia e cosa puoi raccontare ai lettori italiani?
Non voglio fare spoiler! La storia è ambientate in tre momenti temporali differenti. Nel futuro, tutti sono sotto scacco dalle macchina e dalle IA. La natura non esiste più in nessun modo e le macchine distruggono tutto ciò che è vivo. L’unica cosa che non possono combattere è la magia. Qualcosa di inspiegabile, insito nella natura ma non quantificabile e comprensibile per una macchina. E qual è la più grande fonte di magia dell’universo? La Terra stessa. Per riscoprire la magia nel futuro però, c’è bisogno di ritornare al secolo con la più alta presenza di essa, ovvero il quinto, direttamente dal mago Merlino. Viene poi ritrovato un libro in cui si scopre che Merlino in realtà viene dal futuro per terminare la sua vita nel passato. Mi piaceva molto questa idea e l’ho sviluppata. E poi ho sempre avuto una passione per la magia, che è ovunque. L’ho vista a Pompei, a Roma… poi ho pensato di dover studiare di più la magia inglese. Quindi ho recuperato miti, leggende e folklore dalla nascita dell’Inghilterra, passando per le storie dell’antica Roma. Questo è Starhenge senza spoiler e spero vi piaccia!
E a noi sicuramente piacerà, e facciamo notare che il titolo è stato anche nominato agli Eisner per la miglior veste grafica.
Intanto ringraziamo assolutamente Liam Sharp per tutto il tempo che ci ha donato e Mirage Comics per averci offerto lo spazio di questa intervista. Vi invitiamo calorosamente a scoprire un artista veramente gigantesco.
