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Mauro Corona non smette mai di stupire. E quando si tratta di rompere gli schemi della televisione italiana, l’alpinista e scrittore friulano non ha rivali. Martedì 14 aprile 2026, durante la diretta di È sempre Cartabianca su Rete 4, Corona ha regalato al pubblico l’ennesimo fuoriprogramma destinato a far discutere. Collegato dalla stalla dell’agriturismo dell’amico Michelangelo, ha bevuto un sorso di latte appena munto per poi sputarlo immediatamente davanti alle telecamere, in prima serata. La reazione di Bianca Berlinguer è stata immediata. “Beve latte? E che è successo?“, ha chiesto la conduttrice con un misto di perplessità e preoccupazione, assistendo alla scena insolita. Ma Corona, imperturbabile come sempre, non si è fatto pregare per replicare: ha portato il bicchiere alle labbra e, un istante dopo, ha sputato il contenuto. “Beh, vabbè ma le sembra una scena da fare questa in televisione?“, lo ha richiamato Berlinguer, visibilmente contrariata dal gesto poco ortodosso per uno studio televisivo.

La spiegazione dell’alpinista è arrivata quasi con nonchalance: “Eh c’era dentro una formica, ora lo bevo sul serio“. Una giustificazione che ha diviso il pubblico e gli spettatori sui social. Per alcuni si è trattato di un piccolo incidente televisivo, un imprevisto autentico che può capitare quando ci si collega da un ambiente rurale. Per altri, invece, è stata una gag ben orchestrata, l’ennesima provocazione studiata a tavolino da Corona per tenere alta l’attenzione e far parlare di sé. Ma al di là della polemica sulla spontaneità o meno del gesto, c’è una questione di fondo che rischia di passare in secondo piano. Corona non si trovava in quella stalla per caso, né il latte era una semplice alternativa bizzarra al suo tradizionale bicchiere di vino. Come aveva già spiegato la settimana precedente, lo scrittore aveva dovuto rinunciare al suo rituale enologico a causa dei dazi: “Siccome non ha più vino a causa dei dazi, mi ha costretto a bere latte munto dalle sue mucche“, aveva detto a Bianchina, come chiama affettuosamente la conduttrice.

La scelta di collegarsi dalla stalla nasconde infatti una denuncia sociale che Corona ha voluto portare all’attenzione del grande pubblico. “A me generalmente non piace tanto il latte. La colazione non l’ho mai fatta, bevo un paio di caffè magari, uno alle cinque e mezza. Un altro al bar, io amo la caffeina“, ha raccontato l’alpinista, prima di entrare nel vivo della questione. “Da una settimana sono andato per le montagne per fare scii, è una meraviglia. Sono in un agriturismo e sto cercando di bere latte perché in Trentino, mi dicevano qui, i produttori di latte sono penalizzati perché pare convenga comprarlo all’estero a meno prezzo“. Ed è proprio questo il cuore del messaggio che Corona voleva trasmettere, al di là della provocazione televisiva. La difficoltà dei piccoli produttori italiani di latte, schiacciati dalla concorrenza internazionale e da dinamiche di mercato che premiano l’importazione piuttosto che la valorizzazione delle produzioni locali. Un tema che tocca da vicino l’identità del territorio montano e alpino, dove l’agricoltura e l’allevamento rappresentano non solo attività economiche, ma veri e propri pilastri culturali.

Nel suo intervento, Corona non si è limitato a commentare la situazione del settore lattiero-caseario. Ha spaziato su vari temi di attualità, dalle difficoltà economiche degli italiani al caro-carburante, dai bombardamenti contro il Libano alla gestione della guerra da parte di Donald Trump. Ma è tornato sempre, con insistenza, sulla necessità di difendere le piccole aziende italiane. “Vorrei che la politica si occupasse di vendere e far conoscere i nostri prodotti. Perché dobbiamo prenderli da fuori? L’ossatura è fatta di queste piccole aziende e quindi le multinazionali mettiamole da parte, diamo più coraggio alle piccole realtà che tengono in piedi l’ossatura dell’Italia“, ha concluso lo scrittore con tono appassionato. Parole che risuonano come un manifesto per la difesa del made in Italy, per la valorizzazione delle produzioni locali contro la standardizzazione globale.

Il video della scena è diventato rapidamente virale sui social network, condiviso e commentato da migliaia di utenti. Il tweet pubblicato dall’account Lallero ha raccolto centinaia di interazioni, trasformando quello che poteva sembrare un semplice momento di intrattenimento in un caso mediatico. La discussione si è accesa anche su altre piattaforme, con opinioni contrastanti sulla correttezza del gesto e sul suo significato più profondo. Striscia la Notizia ha dedicato spazio alla vicenda, ricostruendo l’episodio e inserendolo nel contesto del rapporto televisivo tra Corona e Berlinguer, ormai diventato un cult della televisione italiana. Il tg satirico di Antonio Ricci ha evidenziato come questo non sia il primo fuoriprogramma firmato dall’alpinista, ma l’ultimo di una lunga serie di momenti memorabili che caratterizzano le sue apparizioni televisive.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.