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Il botta e risposta tra Olly e Alberto Dandolo è arrivato a un punto di non ritorno. Quello che era iniziato come un’indiscrezione sulla rubrica del settimanale Oggi si è trasformato in uno scontro pubblico che ha coinvolto Instagram, la televisione e ha sollevato questioni ben più profonde sul rapporto tra artisti, immagine e industria dello spettacolo. Federico Olivieri, in arte Olly, ha deciso di mettere i puntini sulle i con una replica netta e inequivocabile al giornalista 52enne. Dopo giorni di velate accuse, mezze verità e post al vetriolo, il vincitore di Sanremo 2025 ha affidato ai social la sua versione definitiva: “Non ho problemi di alcolismo, non ho problemi di alimentazione“. Una dichiarazione secca, che non lascia spazio a interpretazioni e che chiude, almeno dalle sue parti, una polemica che stava assumendo contorni sempre più personali.

Ma facciamo un passo indietro. Tutto è nato da un pezzo firmato da Alberto Dandolo sulla sua rubrica settimanale, dove il giornalista parlava di una presunta dieta ferrea imposta al cantante genovese dal suo staff in vista di impegni professionali importanti. Una rivelazione che Olly aveva respinto al mittente con una prima smentita piccata, difendendo con forza la propria autonomia nelle scelte che riguardano il suo corpo. Dandolo, però, non aveva fatto marcia indietro. Anzi, aveva rilanciato con un lungo post su Instagram nel quale raccontava retroscena del concerto al Forum di Assago del 20 marzo 2026. Secondo il giornalista, Olly avrebbe dichiarato pubblicamente dal palco: “Mi hanno messo a dieta“, aggiungendo con ironia che i pantaloni gli cadevano. Ma non solo. Dandolo aveva scritto che il cantante avrebbe “trasgredito bevendo in pubblico gin tonic e vino rosso“, offrendo bicchieri alla band e persino ad alcuni fan. Dettagli che, secondo lui, aveva preferito non pubblicare per perdonare gli eccessi all’arte.

Parole che hanno fatto infuriare Olly. Nella sua controreplica, il 24enne ha smontato punto per punto le affermazioni del giornalista. “Come stai sottolineando tu, il fatto che il mio management mi abbia tolto grassi, zuccheri e alcolici sono parole mai uscite dalla mia bocca, ma solo scritte dal tuo pugno“, ha chiarito. E ancora: “Non ho bevuto gin tonic e vino rosso sul mio palco, ma tu hai deciso di scriverlo comunque in questo post“. La questione, per Olly, non è solo personale. È una questione di professionalità. “Ho trovato più incauto attaccare la professionalità del mio entourage su un settimanale“, ha scritto, difendendo il lavoro del suo team. Il cantante ha spiegato di essere solitamente la persona meno litigiosa del mondo, abituato a lasciar correre le indiscrezioni inventate che ormai circolano una a settimana sul suo conto. Ma quando si toccano temi delicati come la salute e l’amor proprio, temi che lui stesso porta nei suoi messaggi artistici, allora la pazienza finisce.

Vorrei solo che un ‘grande fan’ che viene al mio concerto e fa il giornalista si limitasse a parlare del concerto“, ha concluso Olly, con una stoccata finale che sa di resa dei conti. Poi, con il suo caratteristico tono disteso, ha chiuso: “Detto questo la stiamo tirando troppo per le lunghe, ti saluto. Buona Pasqua“. Nel suo post, Dandolo aveva tentato una sorta di riavvicinamento, usando toni confidenziali e persino ammettendo le proprie battaglie personali: “Io ho vissuto sulla mia pelle la battaglia contro il peso e la vodka tonic“, aveva scritto, invitando Olly a usare “la poesia delle tue parole per arrivare ai cuori” con responsabilità. Aveva anche chiesto scusa, seppur in modo condizionato: “Mi dispiace se quel che ho scritto ti ha creato dei problemi“.

Ma quella quasi scusa, come l’ha definita Olly, non è bastata. Per il cantante, tirare in mezzo “troppi discorsi che annacquano le dinamiche” significa svicolare dalle responsabilità. E la sua richiesta è stata chiara: “Forse puoi chiedere scusa e basta“. Il caso, però, non si è fermato ai social. È approdato anche in televisione, precisamente a La Vita in Diretta, dove Alberto Matano ha aperto un dibattito più ampio sul rapporto tra artisti, immagine e aspettative dell’industria. Ospiti come Luca Tommassini e Paola Perego hanno offerto prospettive che vanno oltre la vicenda specifica di Olly, fotografando un sistema che impone standard estetici rigidi. Tommassini, coreografo e direttore artistico con decenni di esperienza nel settore, ha spiegato come il corpo sia spesso considerato parte del prodotto artistico. Diete, allenamenti, yoga: pratiche che molti artisti seguono non solo per scelta personale, ma anche su richiesta di case discografiche e management. Un meccanismo che, ha sottolineato, vale tanto per la musica quanto per la televisione, dove broadcaster e dirigenti continuano a richiedere determinati canoni estetici.

Paola Perego ha tagliato corto con una battuta che però suona come una verità scomoda: “Se ingrassi non ti danno i vestiti. E non trovi gli sponsor“. Poche parole che racchiudono la logica spietata di un’industria dove l’immagine conta quanto, se non più, del talento. In questo contesto, la difesa di Olly della propria autonomia assume un significato ancora più forte. Dire “se sto bene con il mio corpo è perché lo voglio io” non è solo una replica a un gossip, ma un’affermazione di libertà in un mondo che troppo spesso decide per te. Il cantante ha ribadito più volte che le sue scelte estetiche e di salute sono frutto di una decisione personale, non di imposizioni esterne.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.