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Dal primo aprile 2026, WhatsApp ha ufficialmente interrotto il supporto per una lunga lista di smartphone che, ormai superati dai nuovi standard tecnologici, non riceveranno più aggiornamenti dell’applicazione di messaggistica più usata al mondo. La decisione di Meta segna un punto di non ritorno per milioni di dispositivi che hanno accompagnato gli utenti negli ultimi dieci anni, ma che oggi non sono più in grado di garantire i requisiti minimi di sicurezza e funzionalità richiesti dall’app. Non si tratta semplicemente di perdere l’accesso alle ultime funzionalità. Il problema è molto più serio. Quando uno smartphone smette di ricevere aggiornamenti WhatsApp, diventa progressivamente vulnerabile. Gli sviluppatori rilasciano nuove versioni non solo per introdurre emoji o filtri per le foto, ma soprattutto per correggere falle di sicurezza che potrebbero essere sfruttate da malintenzionati per accedere ai dati personali, rubare account o infettare i dispositivi con malware. Utilizzare WhatsApp su uno smartphone non supportato significa esporsi a rischi concreti.

Meta ha comunicato che attualmente il supporto è garantito esclusivamente ai dispositivi Android con sistema operativo 5.0 o versioni successive e agli iPhone con iOS 15.1 o superiori. Tutti gli smartphone che non raggiungono queste soglie minime sono stati tagliati fuori. Per molti utenti che ancora utilizzano questi dispositivi per le funzioni di base, la notizia rappresenta un campanello d’allarme difficile da ignorare. La lista degli smartphone Android esclusi è particolarmente estesa e comprende modelli che hanno fatto la storia della telefonia mobile. Tra i dispositivi Samsung colpiti figurano intere generazioni della serie Galaxy S: dal primo Galaxy S fino al Galaxy S4 e le sue varianti Mini, Zoom e Active. Anche la serie Note non è stata risparmiata, con Galaxy Note, Note II e alcune varianti del Note 3 che restano fuori dai giochi. Altri modelli Samsung esclusi includono Galaxy Core, Galaxy Ace 2 e 3, Galaxy Trend Lite e II, Galaxy Xcover 2 e Galaxy Grand.

LG, un tempo protagonista del mercato Android, vede esclusi numerosi dispositivi della sua storica serie Optimus, tra cui Optimus L3 II, L5 II, L7 II, F5, F7, F3 e F3Q, oltre a modelli come LG Lucid 2, Enact, Optimus G e G Pro, G2 Mini e L90. Anche Sony paga pegno con diversi Xperia della prima generazione: Xperia Z, Z1, Miro, Neo L, SP, T, V, M ed E non riceveranno più supporto. Motorola, che ha vissuto una seconda giovinezza proprio grazie ai suoi smartphone accessibili, deve dire addio al supporto WhatsApp per i Moto G e Moto E di prima generazione, oltre ai modelli storici della serie Razr come Razr HD, Droid Razr, Droid Razr Maxx e Razr V. Huawei vede esclusi i dispositivi della serie Ascend, tra cui Ascend Mate, G740, D2, P1 e G525, oltre al Quad XL.

Smartphone donna WhatsApp
WhatsApp, non aprire mai questi link in chat: sono una truffa – Screenworld.it

La lista si allunga con altri brand: HTC perde il supporto per One X, One X+ e Desire 500 e 601, mentre ZTE deve dire addio per Grand S Flex, V956, Grand X Quad V987 e Grand Memo. Perfino alcuni dispositivi Google, come Galaxy Nexus e Nexus 4 non aggiornati manualmente, restano esclusi. Per quanto riguarda il mondo Apple, la situazione è più circoscritta ma ugualmente significativa. Gli iPhone che non possono aggiornare iOS almeno alla versione 15.1, lanciata nel 2021, sono stati tagliati fuori. Si tratta dei modelli dall’iPhone originale del 2007 fino all’iPhone 6 Plus, passando per iPhone 3G, 3GS, 4, 4s, 5, 5c e 5s. Questi dispositivi, alcuni dei quali hanno rappresentato vere rivoluzioni nel settore, non ricevono più aggiornamenti software da anni e non possono garantire gli standard di sicurezza richiesti.

La decisione di WhatsApp non è arbitraria né punitiva verso chi possiede smartphone datati. È una conseguenza tecnica inevitabile dell’evoluzione dell’applicazione. Ogni aggiornamento introduce modifiche che richiedono maggiore potenza di calcolo, memoria, connettività e, soprattutto, sistemi operativi aggiornati che supportino standard di crittografia e sicurezza sempre più sofisticati. I dispositivi più vecchi non riescono semplicemente a tenere il passo. Continuare a supportare hardware obsoleto significherebbe per Meta limitare lo sviluppo dell’applicazione, rinunciare a nuove funzionalità o mantenere versioni parallele meno sicure, con costi operativi insostenibili e rischi crescenti per la sicurezza di tutti gli utenti. L’interruzione del supporto diventa quindi una scelta obbligata per garantire un servizio efficiente e protetto alla maggioranza degli utilizzatori.

Dal momento in cui il supporto viene interrotto, l’applicazione smette progressivamente di funzionare. Inizialmente potrebbero verificarsi malfunzionamenti minori, messaggi di errore o difficoltà nel caricare contenuti multimediali. Con il passare del tempo, diventa impossibile inviare o ricevere messaggi, fino al blocco totale dell’accesso al servizio. Non è più possibile nemmeno installare o reinstallare WhatsApp su questi dispositivi. Per chi si trova in questa situazione, l’unica soluzione concreta è passare a uno smartphone compatibile. Prima di effettuare il cambio, è fondamentale eseguire un backup completo delle chat per evitare di perdere conversazioni, foto, video e documenti condivisi negli anni. WhatsApp offre strumenti integrati per il backup su Google Drive per Android e iCloud per iPhone, che permettono di trasferire i dati sul nuovo dispositivo senza perdite.

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Su WhatsApp è Capibara mania: cos’è e come funziona – Screenworld.it

Questa esclusione non riguarda solo WhatsApp, ma rappresenta un segnale più ampio di come l’ecosistema digitale stia evolvendo. Servizi di streaming, app bancarie, piattaforme social e strumenti di lavoro richiedono dispositivi sempre più aggiornati. Restare fermi a tecnologie di dieci anni fa significa progressivamente essere tagliati fuori dalle funzionalità essenziali della vita quotidiana digitale. La questione solleva anche riflessioni sull’obsolescenza programmata e sulla sostenibilità ambientale. Milioni di smartphone ancora perfettamente funzionanti per le operazioni di base diventano improvvisamente inutilizzabili per le app più diffuse, alimentando la necessità di sostituirli e generando montagne di rifiuti elettronici. Un tema che negli ultimi anni ha spinto l’Unione Europea a legiferare per garantire aggiornamenti software più lunghi e dispositivi più duraturi.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.