Dopo dieci anni di accesso universale senza costi, il panorama dello SPID in Italia sta cambiando radicalmente. Dal primo gennaio 2026, Poste Italiane, il principale fornitore con oltre 24 milioni di identità digitali rilasciate, ha introdotto un canone annuale di 6 euro. Non è l’unica: anche altri gestori come Aruba, InfoCert, Register.it e TeamSystem ID hanno adottato tariffe che oscillano tra i 5 e gli 8,54 euro all’anno per mantenere attiva l’identità digitale. La domanda sorge spontanea: lo SPID è ancora davvero gratuito? La risposta è sì, ma bisogna sapere dove cercarlo. Nonostante l’introduzione dei canoni da parte dei provider più popolari, esistono ancora diverse opzioni completamente gratuite per chi vuole accedere ai servizi online della pubblica amministrazione senza tirare fuori il portafoglio.
Il Sistema Pubblico di Identità Digitale permette di accedere a centinaia di servizi della PA con un’unica identità digitale, evitando la moltiplicazione di username e password. Si può richiedere tramite uno dei provider autorizzati dal sito istituzionale spid.gov.it, ma la scelta del gestore giusto può fare la differenza tra pagare un canone annuale o non spendere nulla. Il cambiamento introdotto da Poste Italiane prevede che per i nuovi utenti il primo anno resti gratuito, mentre dal secondo scatti il contributo di 6 euro annui. Per chi possiede già PosteID, il pagamento deve essere effettuato entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità, altrimenti il servizio viene sospeso per 24 mesi. Esistono però delle eccezioni significative: il servizio resta completamente gratuito per i minorenni, gli over 75, i residenti all’estero e per chi utilizza lo SPID a uso professionale.

Altri gestori hanno seguito la stessa strada. Aruba e InfoCert applicano tariffe intorno ai 5-6 euro annui, mentre TeamSystem ID prevede un canone di 7 euro più IVA, per un totale di 8,54 euro. Tuttavia, questi cambiamenti non hanno toccato tutti i provider: alcuni continuano a offrire il servizio senza alcun costo di mantenimento. I provider che non applicano canoni annuali sono LepidaID, SielteID, ID InfoCamere, TIM ID, Intesi Group SPID, NamirialID ed EtnaID. Questi gestori permettono la registrazione gratuita se si utilizza il riconoscimento tramite Carta d’Identità Elettronica, Carta Nazionale dei Servizi o firma digitale. L’unico costo eventuale riguarda il riconoscimento da remoto tramite webcam con operatore, che può variare da 10 a 30 euro come pagamento una tantum.
SielteID, per esempio, offre il servizio sempre gratuito se si utilizza CIE, CNS o firma digitale per l’identificazione. LepidaID segue lo stesso modello, garantendo gratuità con identificazione online tramite documenti elettronici. Namirial propone un modello freemium, con la versione Lite gratuita per i privati, mentre ID InfoCamere è particolarmente indicato per imprenditori e legali rappresentanti. TeamSystem e EtnaID mantengono la gratuità se l’attivazione avviene tramite canali digitali. Il vero discrimine oggi non è più solo il canone annuale, ma la modalità di attivazione. Quasi tutti i gestori, inclusi quelli che non applicano costi di mantenimento, prevedono una tariffa una tantum se si richiede il riconoscimento tramite webcam con operatore o di persona. Poste Italiane, per esempio, applica 12 euro per l’identificazione allo sportello. Questo significa che per ottenere uno SPID completamente gratuito bisogna avere già a disposizione una CIE, una CNS o una firma digitale attiva.

Per chi vuole evitare completamente i costi legati allo SPID, esiste un’alternativa istituzionale e definitiva: la Carta d’Identità Elettronica. La CIE ha lo stesso valore dello SPID per l’autenticazione ai servizi online della pubblica amministrazione e non richiede canoni annuali. Rilasciata dal Comune come documento di identità valido, la CIE contiene un chip elettronico e può essere usata tramite l’app CieID sullo smartphone per autenticarsi su portali della PA e molti servizi digitali. Al momento la CIE è ancora facoltativa, ma dal 3 agosto 2026 sostituirà definitivamente la carta d’identità cartacea. Questo passaggio è fondamentale da comprendere: dalla versione cartacea della carta d’identità non si può più ottenere l’autenticazione digitale. Solo la CIE elettronica con chip permette l’accesso ai servizi online, rendendo di fatto questo documento l’alternativa ufficiale e gratuita allo SPID.
Grazie all’app CieID, l’accesso ai servizi è già oggi paragonabile a quello dello SPID di Livello 2 e 3, senza necessità di rinnovi annuali o abbonamenti a provider privati. Il governo sta infatti spingendo verso l’utilizzo della CIE come unico strumento di accesso, una direzione che potrebbe portare nel tempo a una progressiva riduzione dell’importanza dello SPID stesso. In pratica, per chi vuole un’identità digitale senza spese ricorrenti, le strade sono due: scegliere uno dei provider gratuiti utilizzando metodi di riconoscimento automatizzati con CIE, CNS o firma digitale, oppure affidarsi direttamente alla Carta d’Identità Elettronica come strumento di autenticazione. In alternativa, ci si può rivolgere agli sportelli di alcune pubbliche amministrazioni che offrono la verifica dell’identità gratuita per completare l’iter di registrazione SPID senza costi aggiuntivi.



