Uno dei maggiori artisti jazz della storia sta per rivivere in una nuova veste e per questo non lo dovete farvelo sfuggire. Esattamente un secolo fa in Illinois nasceva una leggenda della musica: il “principe delle tenebre” Miles Davis.Per celebrare questa fondamentale ricorrenza Edizioni BD riporta sugli scaffali il bio-graphic novel Miles. Assolo a fumetti di Lucio Ruvidotti in una nuova Edizione Anniversario arricchita da una storia inedita e contenuti extra. Il volume sarà dsponibile in libreria, fumetteria e in tutti gli store online a partire da maggio 2026.

Il fumetto ripercorre i momenti iconici della biografia dell’irriverente artista che ha segnato in modo indelebile la storia della musica: dall’amore per l’attrice Juliette Gréco passando per la leggendaria e mai registrata jam session con Jimi Hendrix, gli anni della dipendenza da eroina, le collaborazioni con altre icone dell’epoca come John Coltrane e Herbie Hancock, l’illegittimo pestaggio della polizia davanti al club di New York Birdland e molto altro.
Nel raccontare la movimentata e sregolata vita di Davis, Lucio Ruvidotti sperimenta con i colori e la struttura della griglia, proprio come Miles ha sempre improvvisato con le sue composizioni. Un ritratto definito da pennellate veloci ma precise che, senza essere didascalico, riesce a catturare con sintesi perfetta l’essenza di un artista che non ha mai cessato di reinventarsi e cambiare, guidato dall’unico desiderio di creare buona musica.
Lo scrittore Premio Campiello Giorgio Fontana nella postfazione del volume scrive: “Miles Davis incarnò meglio di chiunque la natura ibrida e aperta alle contaminazioni del jazz; e soprattutto, fu un meraviglioso tamarro. Raccontarlo in maniera lineare è inutile: nella sua musica così come nella sua vita i conti non tornano e non vogliono tornare. Questo fattore, unito alla sterminata mitografia di Miles e al cumulo di questioni politiche, artistiche e culturali che si porta dietro, potrebbe spaventare anche il narratore più preparato. Ma Lucio Ruvidotti non ha paura. Fin dall’inizio compie una scelta precisa e segue lo spirito proteiforme di Miles. Non ci propina una sua immagine patinata, come la copertina di Kind of Blue: lo mette in movimento, e anzi trova particolare verve nel raccontarne gli aspetti più estremi e la musica del suo periodo elettrico”.
La lettura adatta per calarsi nella frizzante atmosfera degli anni ruggenti della sperimentazione musicale e guardare da vicino il vero volto di un mito intramontabile del jazz!


