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Arnold Schwarzenegger non ha mai smesso di sorprendere. A 78 anni, quando la maggior parte delle persone si gode il meritato riposo, l’icona austriaca del bodybuilding e del cinema d’azione è tornata in palestra con una determinazione che ricorda i suoi giorni d’oro. Il motivo? King Conan, il tanto atteso sequel che promette di riportare sullo schermo il leggendario barbaro creato da Robert E. Howard, questa volta nella sua versione più matura e viscerale. Secondo quanto riportato dal New York Post, che cita fonti del National Enquirer, Schwarzenegger si sta sottoponendo a un regime di allenamento intensivo per prepararsi al ruolo. Non si tratta di una semplice rimessa in forma: l’attore starebbe lavorando più duramente che mai per incarnare quello che le fonti descrivono come un leggendario barbaro-diventato-re. Una sfida fisica non da poco, considerando che l’ultima volta che Arnold ha impugnato la spada di Conan era il 1984, ben 42 anni fa.

La notizia si inserisce perfettamente in quanto dichiarato dallo stesso Schwarzenegger durante l’Arnold Classic, l’evento internazionale di bodybuilding e fitness che porta il suo nome. In quella occasione, l’attore aveva rivelato che il nuovo film su Conan sarebbe stato scritto tenendo conto della sua età reale, senza forzature o espedienti narrativi per farlo apparire più giovane. Una scelta coraggiosa e rara a Hollywood, dove il ringiovanimento digitale è ormai prassi consolidata. La trama di King Conan, per quanto ancora avvolta nel mistero, seguirebbe un Conan ormai anziano che, dopo anni trascorsi sul trono di Aquilonia, è diventato compiacente nel suo ruolo di sovrano. Qualcosa lo spingerà fuori dal suo regno, trascinandolo nuovamente in un mondo fatto di violenza, magia oscura e creature mostruose. È il classico viaggio dell’eroe al contrario: non la conquista del potere, ma la riscoperta di sé stessi quando tutto è stato perduto.

Dietro la macchina da presa ci sarà Christopher McQuarrie, sceneggiatore e regista che ha firmato gli ultimi quattro capitoli della saga di Mission: Impossible con Tom Cruise. Schwarzenegger lo aveva definito “un fantastico scrittore e regista” durante l’Arnold Classic, confermando indirettamente il coinvolgimento del filmmaker nell’operazione. Se confermato, McQuarrie porterebbe al progetto la sua esperienza nel gestire action star di una certa età, sapendo come valorizzarle senza tradire la credibilità delle sequenze d’azione. Il regista ha dimostrato con Cruise che è possibile costruire blockbuster adrenalinici attorno ad attori over 60, purché la narrazione sia onesta riguardo ai limiti fisici e li trasformi in punti di forza drammatici. Con Schwarzenegger, il discorso si fa ancora più interessante: Arnold non è solo un attore d’azione, ma un’icona culturale il cui fisico ha definito un’intera epoca del cinema.

McQuarrie ha anche l’esperienza necessaria per gestire produzioni dall’alto budget visivo. Schwarzenegger ha infatti anticipato che King Conan sarà un film denso di elementi spettacolari: follia, violenza, magia, creature e quella grandiosità che solo gli effetti speciali moderni possono garantire. Un ritorno alle atmosfere dark fantasy che caratterizzavano il Conan the Barbarian del 1982 diretto da John Milius, ma con una scala produttiva da blockbuster contemporaneo. Tra le speculazioni dei fan, una in particolare ha preso piede con forza: il possibile coinvolgimento di Joseph Baena, figlio di Arnold, nel ruolo del figlio di Conan. Baena, 27 anni, è un bodybuilder e attore emergente che ha più volte dichiarato la sua ammirazione per il padre e il desiderio di seguirne le orme. Fisicamente, la somiglianza è innegabile. Narrativamente, avrebbe perfetto senso: un passaggio di testimone generazionale che funzionerebbe sia sul piano simbolico che su quello drammatico.

La preparazione fisica di Schwarzenegger per King Conan rappresenta qualcosa di più di una semplice sfida atletica. È una dichiarazione di intenti, un rifiuto di arrendersi agli stereotipi dell’età. In un’industria che spesso mette da parte gli attori oltre una certa soglia anagrafica, Arnold dimostra che il carisma, la disciplina e la forza narrativa di un personaggio iconico possono superare qualsiasi limitazione. Certo, nessuno si aspetta che il Conan settantottenne replichi le gesta atletiche del trentenne muscoloso del 1982. Ma forse non è questo il punto. King Conan promette di essere un film sulla mortalità, sulla perdita, sulla riscoperta della propria essenza quando tutto sembra perduto. Temi universali che risuonano ancora più forte quando incarnati da un attore che ha vissuto realmente quelle trasformazioni.

Il progetto è ancora nelle fasi iniziali e non esiste una data di uscita ufficiale. Tuttavia, il fatto che Schwarzenegger sia già in palestra a sudare per il ruolo indica che le cose stanno procedendo. Hollywood ha imparato, spesso a proprie spese, che annunciare sequel o reboot di franchise cult senza una preparazione adeguata può rivelarsi disastroso. Il fatto che Arnold stia prendendo così seriamente la parte fisica della preparazione è un segnale incoraggiante per i fan. La vera domanda ora è: quale studio avrà il coraggio di scommettere su un Conan invecchiato interpretato da un attore quasi ottantenne? La risposta potrebbe dipendere proprio dal successo nel dimostrare che questa non è nostalgia confezionata, ma una storia nuova e necessaria da raccontare. Se McQuarrie e Schwarzenegger riusciranno a trasmettere questa visione, King Conan potrebbe diventare non solo un degno capitolo finale per il personaggio, ma anche un film che ridefinisce cosa significhi essere un eroe d’azione nel ventunesimo secolo.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.