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Fabrizio Corona non poteva restare in silenzio dopo l’esito del referendum sulla giustizia. E infatti non lo ha fatto. Con il suo consueto stile provocatorio, l’ex re dei paparazzi ha scelto un modo teatrale e dirompente per commentare la vittoria del No: un video su X dove indossa la maschera di Piersilvio Berlusconi, accompagnato da una didascalia inequivocabile che punta il dito contro l’amministratore delegato di Mediaset e sua sorella Marina. “Il No ha vinto anche per colpa di questo e sua sorella“, scrive Corona nel post che ha rapidamente fatto il giro dei social. Un attacco frontale ai due figli di Silvio Berlusconi, da mesi nel mirino dell’ex paparazzo dopo le puntate della sua trasmissione Falsissimo dedicate proprio alla famiglia di Cologno Monzese. La guerra mediatica tra Corona e i Berlusconi si arricchisce così di un nuovo capitolo, questa volta legato al risultato referendario che ha visto trionfare il fronte del No con il 53,5% dei consensi e un’affluenza vicina al 59%.

Ma cosa voleva dire esattamente Corona con questa provocazione? L’ipotesi è che, secondo la sua teoria, l’esposizione mediatica dei Berlusconi a favore del Sì avrebbe paradossalmente sortito l’effetto contrario, spingendo gli elettori verso il No. Una lettura del tutto personale e priva di fondamento statistico, ma che si inserisce perfettamente nella narrazione che Corona porta avanti da mesi: quella di un potere che controlla l’informazione ma che stavolta avrebbe fatto autogol. Il video-meme pubblicato dall’ex fotografo dei vip è diventato rapidamente virale, catalizzando l’attenzione in un momento in cui i social erano già invasi da teorie, commenti e analisi sull’esito della consultazione. Corona, in questo senso, ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di inserirsi nel dibattito pubblico a modo suo, cavalcando l’onda mediatica e garantendosi quella visibilità che è diventata il suo principale asset professionale.

La famiglia Berlusconi si era effettivamente schierata in modo netto a favore del Sì. Marina, recandosi alle urne, aveva parlato di “occasione che non possiamo farci sfuggire“, riferendosi alla riforma della giustizia che era stata uno dei cavalli di battaglia del padre Silvio. La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri rappresentava un obiettivo storico dell’ex Cavaliere, e i figli avevano raccolto il testimone cercando di mobilitare l’opinione pubblica verso il Sì. La sconfitta referendaria, però, è arrivata netta, soprattutto tra gli elettori più giovani: il 61% degli under 35 ha bocciato la riforma proposta dal governo di centrodestra. Un dato che ha fatto riflettere molti osservatori politici e che ha innescato polemiche trasversali.

Corona non si è limitato ad attaccare i Berlusconi. Nel suo fuoco di fila post-referendum ha preso di mira anche Fedez, con cui i rapporti sono tesi dopo le rivelazioni fatte su di lui e Chiara Ferragni nella trasmissione Falsissimo. “Come previsto l’ospitata della Meloni in quel terribile podcast ha fatto vincere il No“, ha scritto l’ex paparazzo, riferendosi alla partecipazione della premier Giorgia Meloni a Pulp Podcast, il format condotto proprio da Fedez insieme a Mr. Marra. Durante quella registrazione, andata in onda a ridosso del voto, Meloni aveva sostenuto le ragioni del No, cercando di raggiungere un pubblico giovane attraverso un canale comunicativo non convenzionale. Una scelta che molti esperti di comunicazione politica avevano definito azzeccata, ma che secondo Corona sarebbe stata controproducente. Una lettura, questa, smentita dai numeri: proprio la fascia d’età che ascolta i podcast è stata tra le più compatte nel votare No.

Il clima attorno al referendum resta surriscaldato. Da una parte chi festeggia la vittoria del No come un segnale di vitalità della società civile, dall’altra chi vede nella sconfitta un problema per il governo e per quelle riforme che erano state presentate come necessarie per modernizzare il sistema giudiziario italiano. In questo scenario, la voce di Corona si inserisce come elemento di disturbo o, a seconda dei punti di vista, come sintomo di un dibattito pubblico sempre più polarizzato e spettacolarizzato. La maschera di Piersilvio Berlusconi indossata da Corona è diventata l’immagine simbolo di questa polemica. Un gesto teatrale, provocatorio, studiato per generare reazioni. E ci è riuscito, perché nel panorama mediatico contemporaneo conta non solo cosa dici, ma soprattutto come lo dici e quanta attenzione riesci a catalizzare. Da questo punto di vista, Fabrizio Corona rimane un maestro indiscusso.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.