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Gli Oscar 2026 non sono solo quello che si vede in televisione. Dietro le luci del palco e i discorsi preparati, esiste una seconda cerimonia fatta di momenti caotici, incontri improvvisi e dettagli che cambiano completamente la percezione dell’evento. Nel cuore del Dolby Theatre, tra una pausa pubblicitaria e l’altra, si muove un universo parallelo: star che corrono, brindano, chiacchierano e vivono la serata in modo molto più spontaneo di quanto immagini il pubblico a casa.

Appena seduti, gli ospiti trovano sotto la poltrona un piccolo “pacchetto di sopravvivenza” firmato da Conan O’Brien: snack, acqua e dolci accompagnati da un messaggio ironico. È il primo segnale di un clima meno formale di quanto sembri. Ma la vera differenza emerge durante le pause pubblicitarie, quando la sala si svuota e la lobby si trasforma in un punto di ritrovo affollato. Qui le star si precipitano al bar, si scambiano impressioni e cercano di rilassarsi prima di tornare ai loro posti, sapendo che le porte si chiuderanno rapidamente allo stop della pubblicità.

È in questi momenti che si vedono le scene più autentiche. Kate Hudson, ad esempio, si è lanciata verso il bancone subito dopo il monologo iniziale, raggiunta poco dopo da Goldie Hawn e Kurt Russell. Tra un controllo del programma e una risata, ha potuto rilassarsi senza la pressione delle telecamere. Poco distante, Nicole Kidman sorseggiava champagne, mentre Jacob Elordi ordinava tequila con la madre al suo fianco.

Non mancano le rinunce e le scelte improvvise: Paul Mescal ha evitato il celebre “glambot” sul red carpet per mancanza di tempo, preferendo entrare rapidamente in sala. È uno dei tanti segnali di quanto il ritmo sia serrato e poco compatibile con le liturgie glamour a cui siamo abituati. Tra i momenti più commentati c’è quello che ha coinvolto Emma Stone.

Dopo aver già raccontato sul palco un problema con il vestito, l’attrice ha vissuto un altro imprevisto nella lobby: il suo anello di diamanti si è incastrato nell’abito. Una situazione risolta con delicatezza da chi le era accanto, ma che mostra quanto anche le star più esperte possano trovarsi in difficoltà lontano dai riflettori.

Se in TV alcune emozioni arrivano attenuate, dal vivo tutto è amplificato. L’annuncio della vittoria di Michael B. Jordan ha scatenato un’ovazione assordante, descritta da chi era presente come uno dei momenti più intensi della serata. Dopo la fine della diretta, l’attore è stato circondato da colleghi come Leonardo DiCaprio e Benicio Del Toro, in un clima di entusiasmo che la televisione riesce solo in parte a restituire.

Non sono mancati momenti di tensione. Durante i festeggiamenti sul palco, Teyana Taylor è stata fermata da un addetto alla sicurezza mentre cercava di rientrare per una foto di gruppo, dando vita a una scena diventata virale. L’episodio ha sollevato discussioni sul comportamento dello staff, poi definito “inaccettabile” dagli organizzatori. Anche alcuni discorsi sono stati interrotti bruscamente dalla musica, suscitando reazioni negative tra il pubblico presente.

Terminata la cerimonia, la notte è tutt’altro che finita. Gli ospiti si dirigono verso il Governors Ball o verso feste private sempre più esclusive, come quella di Vanity Fair, che quest’anno ha ridotto drasticamente gli inviti. Persino chi è candidato può restare fuori. Nel frattempo, c’è chi brinda, chi si toglie le scarpe per ballare e chi organizza veri e propri tour tra party diversi, come raccontato da Emma Stone.

A rendere ancora più sorprendente il racconto del “dietro le quinte” sono anche alcune immagini emerse dopo la cerimonia, che mostrano il Dolby Theatre in condizioni completamente diverse rispetto a quelle impeccabili viste in diretta: bicchieri abbandonati, cartacce, resti di snack e tavoli disordinati sparsi tra platea e lobby. Un contrasto netto con l’eleganza patinata degli Oscar 2026, che svela quanto anche l’evento più glamour del mondo, una volta spente le luci, torni a essere un luogo reale, vissuto e inevitabilmente caotico.

Questa “seconda faccia” degli Oscar è fondamentale: mostra come i grandi eventi mediatici siano costruiti su due livelli. Quello ufficiale, perfetto e controllato, e quello reale, fatto di imprevisti, emozioni autentiche e dinamiche umane. Comprendere questa differenza aiuta a leggere in modo più critico ciò che vediamo in TV e sui social, distinguendo tra spettacolo e realtà.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.