La 98ª edizione degli Academy Awards ha regalato un momento che entrerà di diritto negli annali della storia del cinema. Nella categoria Miglior Cortometraggio Live Action, il Dolby Theatre è rimasto senza fiato quando è stato annunciato non uno, ma ben due vincitori. Il fenomeno del “pari merito“, estremamente raro nella storia dell’Academy, ha visto trionfare due opere profondamente diverse ma ugualmente potenti, confermando che quest’anno la competizione era talmente alta da rendere impossibile una scelta univoca.
Il primo dei due vincitori a salire sul palco è stato “The Singers”, prodotto da Netflix. Firmato da Sam A. Davis e Jack Piatt, il corto ha saputo incantare la critica grazie a una direzione artistica impeccabile e a un comparto sonoro che è diventato il vero cuore pulsante della narrazione. Per il colosso dello streaming si tratta di una conferma importante nel settore dei contenuti brevi, portando a casa una statuetta che premia una storia capace di toccare corde emotive universali attraverso il linguaggio universale della musica.
A condividere la gloria del gradino più alto del podio è stato lo spiazzante e visionario “Two People Exchanging Saliva” (prodotto da Canal+ e The New Yorker). I registi Alexandre Singh e Natalie Musteata hanno portato a casa l’Oscar grazie a un’opera provocatoria e stilisticamente audace, che ha saputo distinguersi per originalità e coraggio visivo. La vittoria di questo corto sottolinea l’apertura dell’Academy verso narrazioni meno convenzionali e verso una distribuzione che, grazie a testate prestigiose come il New Yorker, riesce a raggiungere vette di eccellenza mondiale.
#Oscars: “The Singers” and “Two People Exchanging Saliva” both win Best Live Action Short
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— Variety (@Variety) March 16, 2026
L’immagine dei quattro registi — Sam A. Davis, Jack Piatt, Alexandre Singh e Natalie Musteata — insieme sul palco con le rispettive statuette rimarrà l’icona di questa edizione. Un pari merito agli Oscar è un evento che non si verificava da decenni in categorie così rilevanti, e la decisione dei giurati riflette perfettamente lo spirito del 2026: un anno in cui il talento non ha voluto accettare compromessi. Due visioni del mondo, due stili cinematografici opposti, ma un unico, meritato riconoscimento per il miglior cinema breve dell’anno.
Il trionfo condiviso tra “The Singers” e “Two People Exchanging Saliva” non è solo una notizia di cronaca, ma un vero e proprio evento storico. Il regolamento dell’Academy è infatti rigidissimo: un ex aequo può verificarsi solo se due candidati ricevono esattamente lo stesso identico numero di voti dai migliaia di giurati. Si tratta di una coincidenza matematica quasi impossibile, che nella storia degli Oscar è avvenuta solo una manciata di volte.
L’ultimo precedente in questa categoria risale addirittura al 1995, rendendo la vittoria di quest’anno un caso statistico straordinario che rompe un digiuno di oltre trent’anni. Per i quattro registi coinvolti, questo significa entrare in un club esclusivissimo di leggende — come Barbra Streisand e Katharine Hepburn nel 1969 — che hanno dovuto spartire la gloria della statuetta solo con la perfezione del proprio avversario.



