X

La prima settimana dell’esperimento Fontana di Trevi a pagamento si è conclusa con numeri che superano le aspettative, nonostante un fattore imprevisto abbia messo alla prova il nuovo sistema: il maltempo. Dal 2 all’8 febbraio 2026, mentre Roma veniva flagellata da piogge quotidiane e temporali, circa 50mila persone hanno varcato le barriere di accesso al monumento più iconico della Capitale, generando un incasso di circa 85mila euro nelle casse comunali. Il ticket da 2 euro per i turisti non residenti è entrato in vigore in piena bassa stagione, con il cielo romano che ha concesso ben pochi momenti di tregua. Eppure i dati raccolti dal Campidoglio parlano chiaro: l’interesse verso la Fontana di Trevi non è stato scalfito né dalle polemiche pre-lancio né dalle condizioni meteorologiche avverse. Il sistema prevede fasce orarie differenziate: nei weekend l’accesso a pagamento si estende dalle 9 alle 22, mentre nei giorni feriali parte dalle 11.30 fino alle 22.

I numeri più significativi si sono registrati proprio nel fine settimana, con oltre 15mila ingressi complessivi tra sabato e domenica. Sabato 7 febbraio, nonostante l’allerta meteo della protezione civile e precipitazioni continue, sono state registrate 6.709 presenze. La domenica successiva, con un meteo nuvoloso ma meno inclemente, gli ingressi sono saliti a 8.684. Un risultato che dimostra come la forza attrattiva del monumento barocco resista anche agli elementi. Durante la settimana, la correlazione tra pioggia e affluenza è emersa con chiarezza matematica. Lunedì 2 febbraio, primo giorno del nuovo regime e giornata senza precipitazioni, ha fatto registrare 6.229 ingressi, con diverse persone ancora ignare della novità. Giovedì 5 febbraio, con soli 2,1 millimetri di pioggia, è stato il giorno di punta con 7.557 visitatori. Al contrario, mercoledì 4 febbraio, quando sono caduti 18,2 millimetri d’acqua, le presenze sono scese a 4.284, il minimo settimanale.

Il totale dei circa 50mila ingressi comprende sia i ticket acquistati sul posto sia le circa seimila prenotazioni arrivate attraverso il portale web dedicato. Di questi, circa 42mila hanno effettivamente pagato il contributo di 2 euro, mentre il resto rientra nelle categorie esentate: residenti di Roma e della Città metropolitana, persone con disabilità e accompagnatore, studenti, minori di 6 anni e guide turistiche autorizzate. Ma dove andranno a finire questi 85mila euro, e soprattutto i 4-6 milioni stimati su base annuale? L’assessore alla cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha chiarito la destinazione dei fondi con una visione strategica che va oltre la semplice manutenzione del singolo monumento. L’obiettivo dichiarato è utilizzare gli introiti della Fontana di Trevi come motore per l’intero sistema museale capitolino.

I soldi raccolti serviranno innanzitutto a proteggere e conservare la fontana stessa, restaurata di recente con un intervento costoso e delicato. Ma l’ambizione del Campidoglio è più ampia: finanziare la manutenzione di monumenti minori del patrimonio artistico romano, spesso trascurati per mancanza di risorse. In pratica, il monumento più visitato sovvenziona la cura di quelli meno battuti dal turismo di massa. C’è poi un secondo filone di utilizzo dei fondi, forse ancora più significativo sul piano sociale: garantire l’accesso gratuito ai musei civici capitolini per i residenti romani, quelli della città metropolitana e gli studenti che frequentano università pubbliche, private e confessionali nella Capitale. Un modello che trasforma il contributo turistico in un beneficio diretto per la comunità locale, secondo il principio della cultura come bene comune.

La proiezione economica, basata su questa prima settimana caratterizzata da maltempo e bassa stagione, fa stimare ricavi annuali compresi tra i 6 e i 7 milioni di euro. Una cifra che potrebbe aumentare sensibilmente nei mesi primaverili ed estivi, quando l’affluenza turistica a Roma raggiunge i picchi stagionali e le condizioni climatiche invitano maggiormente alla visita. Mentre il Campidoglio esprime soddisfazione per i primi risultati, all’estero l’iniziativa romana continua a generare reazioni tutt’altro che entusiastiche. La stampa internazionale ha accolto la misura con titoli critici e toni scettici, interpretando il ticket come l’ennesima “tassa turistica” in una città già percepita come costosa. Alcuni media hanno raccolto testimonianze di visitatori stranieri perplessi, altri hanno messo in dubbio l’efficacia del modello adottato per gestire l’overtourism.

Il dibattito rimane acceso anche in Italia, tra chi vede nella misura uno strumento necessario per preservare un patrimonio sotto pressione quotidiana e chi la considera una barriera simbolica all’accessibilità della cultura. Quel che è certo è che i primi sette giorni hanno dimostrato una cosa: anche sotto la pioggia battente, la Fontana di Trevi continua a esercitare un magnetismo irresistibile. E ora quel magnetismo ha un prezzo, con una destinazione d’uso dichiarata.

Condividi.

Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.