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Bad Bunny ha fatto storia ai Grammy Awards 2026, vincendo come Miglior album dell’anno con Debí Tirar Más Fotos, il primo disco in lingua spagnola a conquistare questo premio. Ma la sua vittoria non è stata solo musicale: durante il discorso di ringraziamento, il rapper portoricano ha lanciato un attacco diretto all’ICE e alla politica anti-immigrazione dell’amministrazione Trump. Le sue parole hanno acceso il dibattito, mostrando come l’arte possa trasformarsi in denuncia sociale e politica. Lo show di Los Angeles è stato un mix di musica, emozione e dichiarazioni di protesta, con altri artisti come Billie Eilish e Justin Bieber a sostenere la causa.

Bad Bunny ha iniziato il suo discorso ringraziando chi lo ha sostenuto e la propria famiglia, ma subito ha cambiato tono: «Voglio dedicare questo premio a tutte le persone che hanno dovuto lasciare la propria patria per inseguire i propri sogni. Prima di ringraziare Dio, dirò una cosa: ICE fuori». Ha sottolineato che non sono «selvaggi, animali o alieni, ma esseri umani e americani», riferendosi alla stretta sull’immigrazione dell’amministrazione Trump. Il rapper aveva già manifestato il suo dissenso cancellando concerti negli Stati Uniti per proteggere i fan dalle minacce dell’ICE.

Lo storico riconoscimento di Bad Bunny è stato accompagnato da altri momenti di solidarietà: Billie Eilish, vincendo come Canzone dell’anno, ha ribadito che «nessuno è illegale in una terra rubata», mentre Justin Bieber e altri artisti hanno indossato spillette con slogan come «ICE Out» e «Be Good», per ricordare le vittime di scontri tra agenti federali e civili. L’evento ha evidenziato come la musica possa diventare veicolo di denuncia sociale, soprattutto in un contesto segnato da politiche controverse sull’immigrazione.

La risposta di Donald Trump non si è fatta attendere: attraverso il suo social network Truth, il presidente ha definito i Grammy «praticamente inguardabili» e ha attaccato il presentatore Trevor Noah, accusandolo di diffondere informazioni false su Epstein e promettendo cause legali. La tensione tra l’arte e la politica americana emerge così anche fuori dal palco, confermando l’impatto mediatico delle dichiarazioni di Bad Bunny.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.