Fabrizio Corona dovrà rimuovere immediatamente online “Falsissimo” e ogni contenuto privato riguardante Alfonso Signorini. Lo ha stabilito il giudice Roberto Pertile del Tribunale civile di Milano, accogliendo il ricorso d’urgenza presentato dal conduttore televisivo. La decisione segna uno snodo cruciale in una vicenda giudiziaria complessa che intreccia accuse gravi, uso dei social media, tutela della reputazione e limiti della libertà di espressione online. Il provvedimento arriva alla vigilia della pubblicazione di una nuova puntata del format web di Corona, che non potrà andare in onda. Per i media e per il pubblico si tratta di un precedente significativo sul ruolo della giustizia nella regolazione dei contenuti digitali.
La decisione del giudice Roberto Pertile nasce dal ricorso urgente presentato da Alfonso Signorini, difeso dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello. L’ordinanza impone a Fabrizio Corona di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media, direttamente o indirettamente riconducibile a lui, tutti i contenuti che abbiano come oggetto il conduttore televisivo. Il divieto non riguarda solo quanto già pubblicato, ma anche qualsiasi futura diffusione di materiali che possano arrecare danno alla reputazione, all’immagine e alla riservatezza personale di Signorini. Il giudice ha inoltre disposto che Corona depositi entro due giorni presso la cancelleria del Tribunale tutti i supporti fisici contenenti documenti, immagini, video e corrispondenza – telematica e non – relativi alla sfera privata del ricorrente.
Ecco il testo del provvedimento con cui il giudice ha accolto il ricorso di Signorini contro Corona:
PER QUESTI MOTIVI
i. letti gli aa. 700 e 669 octies cpc, accoglie il ricorso proposto da SIGNORINI ALFONSO;
ii. per l'effetto:
a. ordina al resistente CORONA FABRIZIO di…— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) January 26, 2026
Si tratta di una misura particolarmente incisiva, pensata per impedire ulteriori divulgazioni e per mettere sotto controllo giudiziario materiale ritenuto potenzialmente lesivo. In caso di mancato rispetto dell’ordinanza, è prevista una penalità economica di 2.000 euro per ogni singola violazione, moltiplicata per ciascun giorno di ritardo. A questo si aggiunge la condanna al pagamento delle spese legali sostenute da Signorini, stimate intorno ai 9.000 euro. La puntata di “Falsissimo” prevista per lunedì 26 gennaio 2026, annunciata da Corona come rivelatrice di “foto, chat, prove oggettive e testimonianze”, non potrà quindi essere pubblicata. Signorini si è sempre dichiarato innocente. I suoi legali hanno contestato duramente il metodo e il contenuto delle pubblicazioni di Corona, sostenendo che si tratti di una forma di diffamazione aggravata a fini di lucro.
Nello stesso tempo, anche Corona è indagato per revenge porn, per aver diffuso materiale privato riguardante il giornalista. Entrambi sono stati ascoltati dagli inquirenti, mentre l’inchiesta penale segue un percorso distinto rispetto al procedimento civile che ha portato al blocco di “Falsissimo”. Gli avvocati di Signorini hanno commentato l’ordinanza parlando di un principio chiaro sancito dal tribunale: non è lecito “torturare” le persone sui social, calpestando diritti fondamentali come dignità, riservatezza e reputazione. Secondo la difesa, la decisione segna anche un richiamo alla responsabilità dei grandi colossi del web e degli hosting provider, che non possono limitarsi a ospitare contenuti senza interrogarsi sulle conseguenze etiche e giuridiche della loro diffusione. Non a caso, i legali di Signorini hanno annunciato di aver denunciato anche i rappresentanti di Google Italia e Google Ireland per la mancata rimozione tempestiva dei video.



