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Khaby Lame, il creator più seguito al mondo su TikTok, ha appena concluso quella che può essere definita senza esagerazioni una delle operazioni commerciali più significative mai realizzate da un singolo influencer. Il 23 gennaio 2026, la vendita della sua principale società operativa, Step Distinctive Limited, è stata finalizzata per una cifra che sfiora i 900 milioni di dollari. Non stiamo parlando di una partnership, di un contratto di sponsorizzazione o di una collaborazione temporanea. Stiamo parlando della cessione completa dei diritti commerciali del brand Khaby Lame per i prossimi tre anni.

La portata dell’accordo va ben oltre il semplice valore economico, per quanto impressionante. Questo deal rappresenta un cambio di paradigma nell’economia dei creator, una dimostrazione tangibile che i personaggi costruiti attraverso i social media possono ormai raggiungere valutazioni che fino a pochi anni fa erano riservate esclusivamente a major hollywoodiane, case di produzione storiche o conglomerati dell’intrattenimento. Khaby, con i suoi video silenziosi che sbeffeggiano i life hack inutilmente complicati, è riuscito a costruire un linguaggio universale che ha superato le barriere linguistiche e culturali, trasformando la semplicità in un asset miliardario.

La genialità del format di Khaby è sempre stata nella sua essenzialità. Niente parole, niente effetti speciali, solo espressioni facciali eloquenti e gesti che chiunque, da Tokyo a San Paolo, da Milano a New York, può comprendere istantaneamente. Questa universalità ha fatto sì che il suo pubblico non fosse limitato geograficamente o demograficamente. E quando un brand diventa così riconoscibile e trasversale, il suo valore commerciale esplode. L’accordo appena siglato lo conferma in modo inequivocabile.

Ma c’è un aspetto di questa operazione che va oltre la semplice compravendita. L’elemento più rivoluzionario, e forse anche più inquietante a seconda delle prospettive, riguarda la creazione di un gemello digitale di Khaby Lame basato sull’intelligenza artificiale. Questo avatar iper-realistico non è un semplice filtro o una versione animata del creator. È una replica digitale che può essere utilizzata per produrre contenuti pubblicitari e promozionali senza che Khaby debba essere fisicamente presente sul set.

Immaginate le implicazioni. Un brand può girare una campagna pubblicitaria a Milano, un altro a Shanghai e un terzo a Los Angeles, contemporaneamente, utilizzando il gemello digitale di Khaby. Il creator non deve più spostarsi, non deve più incastrare gli impegni in un’agenda già satura, non deve più affrontare fusi orari impossibili. L’AI fa tutto, mantenendo intatta la sua espressività, il suo stile inconfondibile, quella mimica facciale che lo ha reso celebre. Il team di Khaby supervisiona e approva i contenuti, garantendo che la sua immagine rimanga coerente con i valori del brand originale.

Secondo gli esperti del settore, questa soluzione risolve uno dei problemi storici dell’influencer marketing: i limiti di tempo e disponibilità fisica del creator. Un influencer umano può girare un numero limitato di contenuti al giorno, può essere in un solo posto alla volta, si ammala, si stanca, ha una vita privata. Un gemello digitale, invece, può essere operativo ventiquattro ore su ventiquattro, sette giorni su sette, senza mai perdere un colpo. La scalabilità del brand diventa teoricamente infinita.

Certo, si pone un interrogativo etico e creativo non banale. Quanto può essere autentico un contenuto prodotto da un’intelligenza artificiale, per quanto fedele all’originale? Il pubblico percepirà la differenza? E soprattutto, quanto siamo disposti ad accettare che un volto umano, con una storia personale e un percorso di vita reale, venga completamente digitalizzato e commercializzato come una licenza software? Sono domande che questo accordo impone di affrontare, perché se Khaby Lame ha aperto la strada, altri seguiranno.

La storia di Khaby è già di per sé straordinaria, a prescindere dai numeri miliardari. Nato in Senegal, cresciuto in Italia a Chivasso, in provincia di Torino, ha iniziato a pubblicare video durante il lockdown del 2020 dopo aver perso il lavoro in fabbrica. In pochi mesi è diventato un fenomeno globale, superando anche i creator più affermati in termini di follower. La sua ascesa è la perfetta incarnazione del sogno digitale: partire da zero, senza budget, senza connessioni, e arrivare al top del mondo attraverso il talento, l’intuizione e una comprensione profonda di come funziona la comunicazione nell’era dei social.

Ora, con questo accordo, Khaby ha trasformato quella fama in un’operazione finanziaria che ridefinisce i confini dell’economia digitale. La sua uscita da quasi 900 milioni di dollari stabilisce un nuovo standard globale per misurare il valore dei brand personali. Non si tratta più solo di quanti follower hai, ma di quanto il tuo brand può essere licenziato, replicato, espanso e monetizzato su scala industriale.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.