Il telefono squilla, sul display compare un numero sconosciuto con un prefisso che non riconosci. Rispondi o ignori. In quell’istante di esitazione si gioca una partita che può costarti caro, molto caro. Perché dietro quella chiamata apparentemente innocua potrebbe nascondersi una truffa orchestrata dall’altra parte del mondo, progettata per svuotare il tuo credito, rubare i tuoi dati personali o addirittura accedere al tuo conto corrente. L’allarme truffe telefoniche in Italia non accenna a placarsi. Anzi, nonostante le misure introdotte per contrastare le chiamate indesiderate e il telemarketing molesto, il fenomeno si è intensificato nelle ultime settimane. Sempre più persone ricevono chiamate e messaggi da numeri stranieri che nascondono vere e proprie operazioni criminali. I filtri anti-spoofing più recenti, attivi dal 19 novembre scorso, hanno dimostrato grande efficacia nel bloccare le numerazioni italiane falsificate, ma contro i prefissi stranieri possono ancora fare poco.
La truffa si manifesta in diverse forme. Spesso arrivano promesse di posti di lavoro facili o guadagni rapidi tramite WhatsApp o Telegram. Altre volte si tratta di finti operatori bancari che segnalano problemi inesistenti con il conto corrente. La maggior parte delle volte a rispondere non sono nemmeno persone fisiche, ma voci elettroniche o registrate. I messaggi contengono link che rimandano a pagine infette da virus o progettate per carpire informazioni sensibili. L’obiettivo è sempre lo stesso: hackerare i dispositivi, rubare dati personali o estorcere denaro. Gli esperti di sicurezza hanno mappato i prefissi più utilizzati dai criminali per diffondere queste truffe. Il +33 della Francia viene sfruttato principalmente per contatti fraudolenti su WhatsApp con false proposte lavorative. Il +44 del Regno Unito è tra i più frequenti in assoluto, usato per squilli rapidi o SMS che simulano vincite o emergenze bancarie. Il +46 della Svezia e il +31 dei Paesi Bassi completano il podio dei prefissi europei più pericolosi.

Ma l’elenco si allunga ben oltre i confini europei. Il +53 di Cuba nasconde chiamate perse progettate appositamente per spingere alla richiamata verso numeri a tariffazione maggiorata, una truffa nota come Wangiri. Il +62 dell’Indonesia e il +92 del Pakistan sono utilizzati da falsi operatori che si fingono rappresentanti di banche o servizi clienti. Il +91 dell’India è diventato sinonimo di finti call center, in particolare nel settore tecnologico e informatico. Dall’Africa arrivano altre minacce significative. Il +216 della Tunisia e il +218 della Libia sono sfruttati per squilli brevissimi seguiti da silenzio, studiati per stuzzicare la curiosità dell’utente e spingerlo a richiamare. Il +234 della Nigeria rimane tristemente celebre per truffe ben note, come quelle legate a eredità fittizie o storie sentimentali orchestrate per estorcere denaro nel tempo. Il +255 della Tanzania, il +263 dello Zimbabwe e il +27 del Sudafrica completano il quadro africano con varianti simili dello stesso schema.
Anche l’Europa dell’Est contribuisce pesantemente al fenomeno. Il +370 della Lituania, il +371 della Lettonia, il +373 della Moldavia e il +375 della Bielorussia sono tutti associati a squilli da numeri a pagamento non richiesti. Il +381 della Serbia e il +383 del Kosovo presentano telefonate brevi, spesso mute, progettate per confondere gli utenti meno esperti. Persino prefissi più esotici come il +678 di Vanuatu o il +880 del Bangladesh compaiono in segnalazioni di truffe Wangiri con addebiti elevati. Con l’irrigidirsi delle misure preventive da parte delle autorità, i truffatori hanno evoluto le loro tattiche ricorrendo sempre più frequentemente allo spoofing. Questa tecnica rappresenta l’ultima frontiera della truffa telefonica: consiste nel falsificare il prefisso internazionale facendo apparire sul display un numero italiano. I call center stranieri mascherano così la loro vera origine, aumentando drasticamente le probabilità che l’utente risponda.

La soluzione per non cadere in queste trappole è più semplice di quanto sembri: non rispondere mai a chiamate da numeri sconosciuti con prefissi stranieri e bloccare immediatamente ogni contatto sospetto, sia fisso che mobile. Mai richiamare in caso di chiamata persa o squillo volutamente breve. Questo tipo di truffa è progettato specificamente per far spendere un’enormità di credito cellulare, appropriandosi direttamente della cifra, oppure per attivare abbonamenti a pagamento indesiderati senza consenso. Le istituzioni stanno reagendo. L’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha avviato una consultazione pubblica di 45 giorni su una proposta destinata a rivoluzionare il settore. L’obiettivo è introdurre numeri brevi a tre cifre come identificativo per tutte le chiamate commerciali, di teleselling e telemarketing. Questa modifica del Piano di numerazione renderebbe immediatamente riconoscibili le chiamate da call center, permettendo agli utenti di decidere consapevolmente se rispondere o meno.
L’Autorità ha già adottato delibere che stabiliscono l’obbligo per gli operatori di bloccare le chiamate illecite provenienti dall’estero mediante spoofing di numeri fissi e mobili italiani, salvaguardando naturalmente le chiamate legittime degli utenti in roaming. Sono state inoltre chiarite le responsabilità di controllo e correzione per gli operatori che ricevono chiamate VoIP originate sul territorio nazionale. Queste disposizioni, operative dal 19 novembre, hanno già fatto registrare risultati estremamente positivi nel ridurre il fenomeno dello spoofing domestico. Se la consultazione pubblica darà esito positivo, la rivoluzione del settore potrebbe concretizzarsi già nei primi mesi del 2026. L’introduzione della numerazione a tre cifre rappresenterebbe un cambio di paradigma, restituendo agli utenti il controllo sulle comunicazioni in arrivo. Poter riconoscere immediatamente una chiamata commerciale significa avere il potere di decidere, senza l’ansia di perdere una comunicazione importante o la frustrazione di interrompere quello che si sta facendo per rispondere a un call center.

Nel frattempo, la difesa più efficace rimane la consapevolezza. Conoscere i prefissi più utilizzati dai truffatori, comprendere le meccaniche dello spoofing e adottare comportamenti prudenti può fare la differenza tra una giornata normale e un’esperienza che potrebbe costarti migliaia di euro. Ogni squillo da un numero sconosciuto merita un secondo di attenzione in più, un’occhiata al prefisso, un momento di riflessione prima di rispondere. Perché in quella frazione di secondo si nasconde la linea sottile tra sicurezza e truffa. La tecnologia evolve, i criminali si adattano, ma la prima linea di difesa sei sempre tu. Il tuo smartphone ha strumenti per bloccare numeri, app per identificare chiamate spam, impostazioni per filtrare contatti sconosciuti. Usali. Condividi queste informazioni con amici e familiari, soprattutto con chi è meno avvezzo alla tecnologia. Le truffe telefoniche prosperano nell’ignoranza e nella fretta. Combattile con conoscenza e cautela.



