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Il caso che sta scuotendo il mondo dello spettacolo italiano trova un nuovo protagonista. Alessandro Piscopo, ex manager di Antonio Medugno, ha deciso di uscire allo scoperto e raccontare la sua versione dei fatti in un’intervista. Le sue dichiarazioni arrivano dopo settimane di clamore mediatico innescato dalle puntate di Falsissimo, il format YouTube di Fabrizio Corona, che ha raggiunto oltre 8 milioni di visualizzazioni rivelando presunte conversazioni private tra il conduttore Alfonso Signorini e il giovane modello.

Piscopo non ha usato giri di parole: “Sono stato io a consegnare a Fabrizio Corona alcune chat tra Medugno e il direttore di Chi, ritenendo, forse ingenuamente, che fossero utilizzate con correttezza“. Una confessione che fa luce sull’origine del materiale diffuso online e che rischia di modificare la percezione pubblica dell’intera vicenda. L’ex manager respinge però con fermezza la narrativa emersa durante il programma di Corona, secondo cui avrebbe spinto il suo assistito ad accettare situazioni ambigue.

Tengo a precisare che non ho mai incoraggiato Antonio ad avere rapporti con Alfonso Signorini. Al contrario, per quanto mi riguarda, ho più volte cercato di invitarlo alla prudenza e alla riflessione“, ha dichiarato Piscopo, che sostiene di aver reso pubbliche anche conversazioni in cui invitava esplicitamente Medugno a valutare con attenzione eventuali compromessi. Secondo la sua ricostruzione, fu proprio il modello a manifestare determinazione nel proseguire: “Fu lui a dirmi: ‘Ho puntato un obiettivo, non mi dà fastidio, voglio continuare’“.

Piscopo conferma l’autenticità delle chat mostrate da Corona e descrive una dinamica comunicativa fluida, dove “il tono delle conversazioni cambiava rapidamente da professionale a personale“. L’ex manager ammette di aver aiutato Medugno nella stesura di alcuni messaggi, “soprattutto per difficoltà espressive“, un dettaglio che aggiunge complessità alla ricostruzione degli eventi. Sul tema più ampio dell’esistenza di un sistema nel mondo dello spettacolo italiano, Piscopo sceglie la cautela ma non nega l’esistenza di problematiche strutturali: “Nel mondo dello spettacolo esistono dinamiche di potere complesse, e come manager mi è capitato di assistere a situazioni ambigue. Molti, pur di emergere, possono trovarsi in condizioni di fragilità o disorientamento“. Rivendica però una linea professionale netta: “Ho sempre cercato di mantenere una linea professionale distante da patti o compromessi personali“.

La vicenda si inserisce in un contesto mediatico già incandescente. Antonio Medugno ha presentato denuncia in Procura contro Alfonso Signorini per presunti episodi di violenza sessuale e tentata estorsione. Fabrizio Corona, ascoltato dai pm di Milano per oltre un’ora a seguito di una denuncia per revenge porn presentata proprio da Signorini, ha dichiarato davanti ai giornalisti: “Ho raccolto più di 100 testimonianze. Per tre minuti ho parlato del revenge porn e un’ora di Alfonso Signorini, di tutti i giri di Signorini e di tutte le sue amicizie“.

Resta da capire quali saranno gli sviluppi giudiziari della vicenda. Le parole di Piscopo introducono una nuova prospettiva, quella di chi sostiene di aver agito come intermediario ma anche come voce critica, cercando di mettere in guardia il proprio assistito dai rischi di un percorso professionale che attraversava zone grigie. Una versione che ora dovrà essere valutata nel contesto più ampio di un’inchiesta che sta portando alla luce dinamiche del mondo dello spettacolo italiano rimaste per troppo tempo nell’ombra.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it