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“…Senti, mamma, c’è una cosa…”

Prende così il coraggio Mary, mente aiuta la madre a preparare un dolce, in una mattina come tante altre. Lo sguardo timoroso, mentre osserva le mani sicure di sua madre, mentre pian piano lascia emergere ciò le pesa nel cuore. Non potrebbe esserci scena più intima e tenere per ritrarre il senso di famiglia, di realtà lontana dai riflettori, dove anche un mito del ring può sfilarsi i guantoni ed essere semplicemente marito e padre.

Questo momento è raccontato con impeccabile sensibilità da Carmine di Giandomenico in Souzie-Q, volume a fumetti di Sergio Bonelli, dove di Giandomenico è parte di una trinità artistica abruzzese assieme a Tanino Liberatore e Francesco Colafella. Un ritratto di Rocky Marciano, come recita il sottotitolo, che va oltre il mito sportivo per raccontare l’uomo, che non è stato solo un’icona sportiva, ma anche un personaggio che ha influenzato la società italo-americana.

L’uomo oltre il campione

Souzie- Q
Souzie- Q – © Sergio Bonelli Editore

Ne fa un ritratto impeccabile Gianmaria Contro nel suo L’ultimo ballo, un ricordo che accoglie i lettori al termine della lettura. Dall’influenza su Stallone per il suo pugile di Philadelfia al suo ruolo all’interno dell’evoluzione della ‘nobile arte’ delle ring, Contro contribuisce con la sua narrazione accogliente e dare al pugile di origini abruzzesi una connotazione più concreta e storica. Quanto raccontato precedentemente viene garbatamente contestualizzato, ma senza mai privare questa fotografia di famiglia della sua emotività.

Perché non fare una biografia a fumetti, limitandosi a ritrarre incontri e vittorie? Forse, perché il ‘freddo’ dato sportivo si può trovare comodamente su siti e cronache dell’epoca, ma avrebbe come protagonista sempre solo il campione. Il Bombadiere di Brockton è una leggenda nota, le sue statistiche lo rendono ancora oggi uno dei miti del pugilato, asceso all’olimpo del ring con il suo Suzi-Q, destro micidiale che ha steso il gotha della boxe del periodo.

Ma c’è un altro Suzie-Q a cui Marciano era legato, un ballo che una sera agli albori della sua carriera di boxeur lo aveva visto danzare con una ragazza del suo passato, che proprio da quella serata si sarebbe presa anche il suo presente, per creare assieme un futuro. Quello dove abbiamo conosciuto Mary, dove Rocco Marchegiano indossa l’accappatoio di Rocky Marciano, per poi tornare a casa dalla sua famiglia.

“La stesura della regia, dall’idea delicata della mia corda più quella di Tanino che consente di inserire l’anima più storica di Francesco, ha fatto innamorare del libro Marciano, proprio perché c’era questo lato di delicatezza di un uomo, c’è una figlia che aspetta il proprio papà che torna a casa”

Storia di una famiglia

Souzie- Q
Souzie- Q – © Sergio Bonelli Editore

Così di Giandomenico ci aveva presentato Souzie-Q durante un’intervista a Lucca Comics & Games, offrendoci una chiave emotiva per assaporare al meglio il volume di Bonelli. Che va detto, è una lettura appassionante anche per la cura e la generosità delle dimensioni che rendono le tavole uno spettacolo artistico di tutto rispetto.

Leggendo Souzie-Q dopo quella chiacchierata con di Giandomenico, non si può fare a meno di ritrovare in ogni pagina il totale rispetto per l’uomo dietro i guantoni. Non si tratta solo dell’impostazione delle tavole, della cura nel dare a ogni situazione la giusta prospettiva per esaltare l’intensità del momento.

A risaltare è la ricerca del dettaglio sincero e umano, il costruire un percorso narrativo che muovendosi in contemporanea in momenti diversi della storia Marciano. Poetico come la linea narrativa dominante sia proprio quella in cui sono madre e figlia a trasmetterci il senso di casa, quella sensazione di angolo sicuro in cui ci si può aprire, confidando timori e condividendo esperienze di vita.

Ricordi e amore

Souzie- Q – © Sergio Bonelli Editore

Una delicatezza che traspare nei dialoghi, quotidiani, spontanei. Manca quel retrogusto di posticcio e forzato che spesso si percepisce in opere simili, le interazioni tra Mary e la madre sono vivaci, sostenute dalla perfetta interpretazione visiva di Di Giandomenico. L’illusione è che Mary e Barbara siano le uniche protagoniste di questa parentesi narrativa, ma Di Giandomenico sottilmente lascia che il terzo attore di questa scena sia presente quasi per metafora.

Mentre le due donne parlano, stanno preparando un dolce legato alle origini abruzzesi di Marciano. Il ricordo delle fatiche iniziali, le sfide sul ring e i momenti difficili sono accompagnati dalla preparazione della pizza dolce, che ad ogni ricordo prende sempre più forma.

“Questa torta ha una struttura fisica che rappresenta perfettamente un pugile, perché è composta da tre strati di pan di spagna, come tre sono le corde del ring e tre sono gli stili del libro, l’Alchermes e il caffè, che sono la bagna della torta, rappresentano il sangue sul ring del pugile, le uova delle due creme, si fanno una crema bianca e una scura al cioccolato, rappresentano la forza del pugile e le mandorle finali la sua anima”

E proprio sulle mandorle, idealmente l’anima secondo di Giandomenico, il momento più emozionante, il ricordo dell’arrivo di Mary. Anche in questi dettagli si costruisce un’emozione, condivisa con una ragazzina sognante che scopre la storia della sua famiglia.

Torna presto, Pà…

Souzie- Q
Souzie- Q – © Sergio Bonelli Editore

Dove di Giandomenico si fa carico del racconto emotivo, Liberatore e Colafella sono interpreti della dimensione storica di Marciano. Dal ricordo di quella polmonite infantile che sembrava stroncarlo da bambino, sino all’ascesa sul ring dopo anni di duri lavori tra cantieri e fabbriche. Un tono più muscolare, plastico nella resa e caratterizzato da una colorazione che trasmette il senso di passato, con sprazzi di colore che ben esaltano la carriera sportiva di Marciano.

Il passaggio tra queste diverse parentesi della vita di Marciano è sinergico, scorre senza strappi narrativi o momenti dissonanti. È il racconto di una vita, presentato nei suoi turning point, rivissuto da chi ne è stato parte. Un omaggio rispettoso e sentito, in cui la voce di Marciano si sente nei suoi dubbi e nel sostegno delle persone care, creando nel lettore un’ammirazione per l’uomo che si sedimenta tramite il ricordo e l’affetto delle sue due donne.

Forse per questo il finale ci colpisce al cuore, nel vedere quella ragazzina che aspetta con ansia il ritorno del suo papà per festeggiare il suo compleanno. Per il mondo dello sport il 31 agosto 1969 è il giorno in cui il ring ha perso uno dei suoi giganti, ma per una ragazzina è stato l’infinito giorno in cui ha atteso un padre che non sarebbe più tornato. Eppure, per un attimo la bellezza di quella tavola di di Giandomenico ci fa sognare che la storia si sia sbagliata, e che una famiglia abbia festeggiato i quarantasei anni del suo Champ.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva