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In fondo, come nelle migliori road story, basta un incontro a trasformare per sempre due vite. Lonesome Hunters, diretto da Tyler Crook ed edito da Renoir Comics, apre su due figure collegate dal caso: un vecchio cacciatore di mostri ormai fuori allenamento e una ragazzina dai segreti dolorosi. Eppure, oltre alla polvere delle strade sterrate, ciò che resta nelle tavole di Tyler Crook è un’intensa umanità.

Le sue illustrazioni a inchiostro e acquerello lasciano trapelare la nostalgia, conferendo al libro un’atmosfera malinconica ma non cupa. Non un Dylan Dog romantico, ma una fiaba gotica dai colori terrosi, in cui anche tra le rovine dell’orrore può germogliare una speranza lieve.

AMICI FRAGILI

Cover
L’effige dei corvi – ©RenoirComics

“Un cacciatore di mostri anziano e fuori allenamento” che “incrocia la strada di una giovane ragazza”; così la sinossi ufficiale presenta i due protagonisti di Lonesome Hunters. Da un lato c’è Howard, disilluso e assorto nelle proprie ferite; dall’altro Lupe, una ragazzina temprata dalla perdita, cresciuta fin troppo in fretta.

Insieme incarnano due volti della stessa solitudine. Lui ostenta una scorza dura ma conserva sogni infranti dietro lo sguardo, lei porta sul capo l’ansia di mille notti insonni. Ed è nella loro fusione che il lettore scopre di immergersi passo dopo passo tra le tavole che compongono il fumetto.

Il loro incontro, tanto improbabile quanto necessario, disegna un legame fatto di cura reciproca, come The Last of Us, ma senza la difficile collocazione del distopico.

Lui diventa protettore consapevole, lei ragione di riscossa. Entrambi imparano a sostenersi nei momenti di paura. Quell’affetto silenzioso che scaturisce dalla condivisione di un destino comune brilla più di mille parole d’amore, perché è autentico e per questo fragile. Per questo il fumetto è il medium perfetto per raccontare questa storia, perché non ha bisogno di tante didascalie o dialoghi, ma solo di immagini.

SULLE TRACCE DEL MOSTRO

Tavola
Voci dal Buio – ©RenoirComics

Ben presto il viaggio on-the-road di Howard e Lupe si trasforma in una caccia al passato. Le bestie che li inseguono non sono orde casuali, ma spiriti antichi. La Regina delle Gazze e il Bambino Lupo, per citare i due mostri principali, portano con sé maschere di legno millenarie e reminiscenze tribali.

Crook stesso confessa di essersi ispirato alle religioni dei nativi americani per il design di queste creature. Ogni essere soprannaturale appare come un frammento di mito rivitalizzato, un custode selvaggio del ricordo, ancora una volta una profonda analisi sulla nostalgia.

Così il fumetto scivola tra foreste abbandonate e capanne immerse nel chiaro di luna, offrendo un viaggio onirico che riecheggia saghe di terre lontane.

Nel frattempo, i veri demoni sembrano essere i ricordi. I traumi dell’infanzia non smettono di perseguitarci neppure da adulti. Ogni mostro che Lupe e Howard affrontano è una manifestazione tangibile delle loro paure più intime, un ostacolo esteriore che scava nel loro passato per portarlo alla luce, come se il Bau-Bau passasse da Nightmare Before Christmas ad altri media.

LA TENEREZZA TRA GLI INCUBI

Tavola
Cuore di Tenebra – ©RenoirComics

Eppure, tra visioni spaventose e notti tempestose, Lonesome Hunters non dimentica di vivere. Ogni tanto la mano di Crook sfuma l’orrore con un tocco di dolcezza: un caffè caldo offerto al mattino, uno sguardo complice dopo una fuga disperata, un semplice “come stai?” sussurrato tra le ombre.

Non è il grande amore narrato in versi sublimi, ma qualcosa di più vero. L’amore che fa da scudo all’anima durante l’ultimo combattimento. In queste pagine si respira un sentimento pudico e sincero, l’idea che anche i cuori più feriti possano trovare un motivo, come una canzone lontana che torna a echeggiare nel silenzio, così la speranza si insinua nelle pieghe dell’incubo, un filo sottile che lega due solitudini.

E se non siete d’accordo, provate a leggere questo fumetto con in sottofondo una qualsiasi canzone di Leonard Cohen.

EL CAMINO

Vignetta Lonesome Hunters
Cacciatori di orrori – ©RenoirComics

La storia di Lupe e Howard sfuma nell’ultimo capitolo senza offrire risposte semplici. Il finale resta aperto, sospeso tra ciò che è stato e ciò che verrà.

Ma forse non è necessario sapere dove andrà a finire un viaggio simile, ciò che conta è la strada percorsa insieme, le paure condivise e i sorrisi rubati al buio. Quindi, a prescindere dagli spoiler, ciò che conta è godersi la traversata e, questo, non spesso succede negli horror.

Forse, come suggerisce l’anima di Carson McCullers evocata dal titolo, il vero “cacciatore solitario” è ogni lettore che continua a sognare anche quando le luci si spengono.

In fondo, cosa chiede chi legge storie di mostri e magie se non un po’ di calore per il proprio cuore inquieto? Dopotutto, non è proprio questo il miracolo più prezioso: incontrare qualcuno disposto a camminare al nostro fianco, anche solo per poche miglia, sul filo sottile che separa il sogno dall’incubo?

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