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Immagina di perderti in una stazione spaziale che pulsa di vita, dove ogni angolo racconta una storia diversa. Non è un videogioco, non è un film: è Floor796, un sito web animato che sfida ogni logica produttiva del nostro tempo. Perché dietro quelle 32 stanze incredibilmente dettagliate, quei personaggi che si muovono in loop perfetti di 60 frame, c’è una sola persona: Pavel Sannikau, un programmatore web bielorusso di 36 anni che non ha mai studiato animazione o illustrazione. La storia di Floor796 è quella di un’ossessione creativa che si è trasformata in uno dei progetti web più affascinanti della rete. Sannikau non è un artista professionista, è un autodidatta totale. Un fan sfegatato di cultura pop che nel 2012 ha iniziato a disegnare brevi clip animate come hobby, sperimentando prima con lo sviluppo di giochi in Adobe Flash, poi passando alle gif animate. Piccoli frammenti di mondi immaginari che nascevano nel tempo libero, tra un impegno e l’altro.

Poi, per quasi cinque anni, il silenzio. Gli interessi cambiano, la vita reale preme con le sue esigenze. Sannikau si è dedicato completamente allo sviluppo software, mettendo da parte matite digitali e tavolette grafiche. Fino a quando non è arrivata l’idea: e se potesse combinare le sue due passioni, programmazione e disegno, in qualcosa di completamente nuovo? Così è nato Floor796, un progetto che volutamente rifiuta le logiche del game development moderno. “Il mondo dello sviluppo videoludico è troppo complicato e competitivo“, spiega Sannikau. “Ho deciso di fare qualcosa di completamente diverso: un progetto con tante piccole animazioni che condividono stile e significato, in continua espansione“. Un organismo vivente che cresce, stanza dopo stanza, settimana dopo settimana.

Ma qui viene il colpo di genio, quello che distingue Floor796 da qualsiasi altro progetto artistico web: Sannikau non usa software commerciali. Niente Adobe, niente strumenti preconfezionati. Ha passato un anno intero a sviluppare il suo editor di animazione personale, costruito su misura per le esigenze specifiche del progetto. “Tutti questi software sono meravigliosi, ma sono a pagamento e non durano per sempre“, ragiona con la mentalità tipica del programmatore che vuole controllo totale. “Per natura, cerco di dipendere il meno possibile dagli altri“. Il risultato è uno strumento specializzato che gestisce proiezioni, palette di colori, numero di frame e trasformazioni esattamente nel modo necessario per Floor796. Ha persino sviluppato un formato video proprietario, ottimizzato specificamente per questo tipo di animazione pixel art. Quando ha dovuto disegnare una stanza con piscina, si è fermato e ha creato un tool per generare effetti di onde realistiche. Ogni ostacolo tecnico diventa occasione per costruire nuovi strumenti.

Il processo creativo è affascinante quanto il risultato finale. Sannikau lavora per blocchi: ogni stanza della stazione spaziale è una sezione di dimensioni fisse, con un proprio tema. Un ospedale, una cucina, un parco, una palestra. Attualmente sta lavorando a una piccola centrale elettrica, e poi vuole dedicarsi a una doppia sezione con una stazione di polizia. Ogni blocco richiede circa un mese di lavoro, ma il sito viene aggiornato ogni 2-4 giorni man mano che completa singoli personaggi o gruppi di figure. Non c’è pianificazione a lungo termine, nessun master plan. “Di solito, mentre disegno una scena penso già a quella successiva“, confessa. “Il progetto continua così, passo dopo passo. Quello che mi viene in mente, lo disegno“. Una metodologia che potrebbe sembrare caotica, ma che in realtà garantisce spontaneità e freschezza continua.

La complessità tecnica è sbalorditiva. L’animazione completa è costruita su più livelli: elementi individuali (personaggi, muri, pavimenti) vengono disegnati come scene separate con layer propri. Attualmente il progetto conta oltre 6000 layer. Questi elementi vengono poi combinati in blocchi, i cui frame vengono renderizzati in PNG. Tutti i blocchi si fondono nella scena principale, che viene tagliata in frammenti di 508×406 pixel, ognuno dei quali viene impacchettato nel formato video proprietario e caricato nel browser in thread CPU separati. La sfida più grande, ammette Sannikau, è stata sincronizzare le varie animazioni tra loro, soprattutto all’inizio. Tutto deve loopare perfettamente in 60 frame, circa cinque secondi. “Dopo aver disegnato forse i primi 50 personaggi, è diventato molto più facile. Ora quasi non penso più alla sincronizzazione o a come far loopare la trama“.

Il universo visivo di Floor796 attinge a piene mani dalla cultura pop dagli anni Ottanta a oggi. Navigando tra le stanze si riconoscono riferimenti a film, serie TV, videogiochi, meme internet. È un gigantesco puzzle di citazioni che parla il linguaggio universale dei fan. Personaggi come Azula di Avatar: The Last Airbender convivono con creature aliene originali e omaggi a classici della fantascienza. Quello che rende Floor796 davvero speciale non è solo la maestria tecnica o artistica, ma la filosofia che lo sottende. In un’epoca dove ogni progetto creativo sembra richiedere team enormi, budget milionari e pipeline produttive complesse, Sannikau dimostra che la visione di una singola persona, armata di competenze trasversali e dedizione maniacale, può creare qualcosa di straordinario. Non per vincere premi, non per monetizzare, ma semplicemente perché si può fare.

Il sito è diventato un culto tra gli appassionati di pixel art e animazione web. Puoi perderti per ore a esplorare ogni angolo, scoprendo nuovi dettagli a ogni visita. E ogni volta che torni, qualcosa è cambiato. Una nuova stanza si è materializzata, nuovi personaggi hanno preso vita. È un work in progress perpetuo, un monumento digitale alla creatività ostinata. Pavel Sannikau continua a lavorare a Floor796 nel suo tempo libero, mantenendo il suo lavoro da programmatore web. La stazione spaziale si espande lentamente ma inesorabilmente, una stanza alla volta. Non c’è una data di completamento perché, per definizione, questo progetto non è pensato per finire. È un ecosistema che respira, che cresce organicamente seguendo i capricci creativi del suo creatore solitario.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.