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Per due stagioni consecutive, Vecna ha terrorizzato Hawkins con una brutalità che non si era mai vista in Stranger Things. Introdotto nella quarta stagione come un killer spietato capace di uccidere attraverso visioni raccapriccianti e poteri telecunetici devastanti, il personaggio interpretato da Jamie Campbell Bower si è rapidamente imposto come il villain più inquietante dell’intera serie. Ma da dove nasce davvero questa creatura mostruosa? L’attore ha finalmente rivelato la fonte d’ispirazione principale, e non è quella che molti fan immaginavano. In una recente intervista con ScreenRant, Bower ha confermato che Vecna non deve quasi nulla a Freddy Krueger di Nightmare, come molti avevano ipotizzato per via dell’estetica ustionata e della capacità di manipolare le menti delle vittime. La vera origine del personaggio affonda le radici in un’altra icona dell’horror: Pinhead, il cenobita sadico creato da Clive Barker per Hellraiser. Una rivelazione che cambia completamente la prospettiva con cui guardare al villain della quinta e ultima stagione.

Quando Bower ha audizionato per il ruolo, gli sono stati consegnati due set di script. Il primo proveniva proprio dall’adattamento cinematografico di Hellraiser diretto da Barker, mentre il secondo era tratto da Primal Fear, il thriller psicologico con Richard Gere ed Edward Norton. Questo doppio approccio ha plasmato fin dall’inizio la natura del personaggio: da una parte l’orrore soprannaturale e la crudeltà estetica di Pinhead, dall’altra la complessità psicologica e il tormento interiore di un essere scisso tra identità diverse. Prima ancora di incontrare i fratelli Duffer, creatori della serie, Bower ha iniziato a costruire quello che lui stesso definisce un “concept book” per il personaggio. Partendo da Will Byers al centro della pagina, ha sviluppato una mappa concettuale che si espandeva attraverso riferimenti al mondo di Stranger Things e ad altre icone horror del cinema. Tutto questo basandosi su appena due pagine di copione. Un lavoro di preparazione maniacale che dimostra quanto l’attore abbia preso sul serio la sfida di dare vita a una creatura destinata a diventare memorabile.

Doug Bradley nei panni di Pinhead
Pinhead in Hellraiser – Prime Video

Ma l’influenza di Pinhead non si limita all’approccio concettuale del personaggio. È nella voce stessa di Vecna che l’eredità di Doug Bradley, l’interprete originale del cenobita, si fa sentire con forza. Bower ha spiegato che inizialmente aveva affrontato la creazione della voce rauca e minacciosa di Vecna con tensione e stress, cercando di forzare le corde vocali per ottenere quel tono così caratteristico. Un approccio che si è rivelato controproducente. Come ha raccontato nell’intervista, mantenere lo stress vocale porta la laringe a chiudersi, la voce a “spaventarsi” e impedisce di fatto qualsiasi controllo sulla performance. La svolta è arrivata quando ha iniziato a studiare Doug Bradley nei panni di Pinhead, scoprendo che il segreto stava nel rilassamento piuttosto che nella tensione. Questa tecnica gli ha permesso di respirare meglio, raggiungere note più basse e, soprattutto, infondere nella voce tutte le emozioni, i sentimenti e i risentimenti che definiscono Vecna come personaggio.

Nella quinta stagione di Stranger Things, attualmente in streaming su Netflix con il primo volume di episodi, Vecna torna con rinnovata potenza. Dopo essere stato quasi sconfitto dagli sforzi combinati di Steve, Nancy, Robin e Undici, il villain ha recuperato le sue forze e sta perseguendo un piano ancora più ambizioso: collegare un numero specifico di bambini alla sua mente alveare per trasformare il mondo reale in una versione del Sottosopra. Jamie Campbell Bower interpreta sia Vecna che Henry Creel, rivelato nella quarta stagione come il primo soggetto sperimentale del dottor Brenner e l’architetto occulto di tutti gli attacchi del Sottosopra a Hawkins negli anni. Nella stagione finale, Henry appare come amico immaginario di Holly, interpretata da Nell Fisher, in un tentativo di attirare altri bambini nella sua trappola. Un doppio ruolo che richiede all’attore di oscillare tra la vulnerabilità manipolatrice dell’umano e la mostruosità pura della creatura.

Vecna – Netflix

Bower ha ammesso di dover “stare attento a ciò che può rivelare” riguardo all’evoluzione del personaggio, ma ha confermato che la sua comprensione di Vecna si è approfondita enormemente rispetto alle prime apparizioni. Quel concept book creato prima ancora di sapere chi stesse interpretando si è arricchito di strati, riferimenti e sfumature che il pubblico dovrà “aspettare e vedere” per comprendere appieno. La connessione con Hellraiser non è solo un dettaglio di trivia per cinefili. Pinhead rappresenta un tipo specifico di orrore: quello filosofico, sadico, che non si limita a spaventare ma interroga sulla natura del dolore, del piacere e della trasformazione. Vecna condivide questa dimensione: non è un semplice mostro che uccide, ma un essere che manipola traumi, risentimenti e sensi di colpa per distruggere le sue vittime dall’interno. Come i cenobiti di Barker, trasforma il corpo in un paesaggio dell’orrore, rendendo visibile all’esterno la sofferenza interiore.

Questa scelta creativa dei Duffer brothers e di Bower eleva Stranger Things oltre il semplice omaggio nostalgico agli anni Ottanta. Dove altri villain della serie attingevano a archetipi più immediati del cinema horror di quel periodo, Vecna guarda a una tradizione più oscura e cerebrale, quella dell’horror britannico che Clive Barker ha portato sullo schermo con Hellraiser nel 1987. Un film che, non a caso, uscì proprio negli anni in cui è ambientata la serie. I fan che hanno seguito Stranger Things dal 2016 sanno che la serie ha sempre giocato con i riferimenti cinematografici, ma questa rivelazione di Bower aggiunge un livello di comprensione nuovo. Ogni scelta estetica di Vecna, dalle viti conficcate nel cranio alla pelle martoriata, dalla postura alla cadenza vocale, non è casuale ma profondamente radicata in una tradizione horror specifica. E sapere che dietro quella voce c’è lo studio meticoloso di Doug Bradley rende ogni battuta del personaggio ancora più inquietante.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.