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La settimana del Ringraziamento americano coincide spesso con un momento di pausa anche per molti italiani, e quale occasione migliore per immergersi nel catalogo Netflix alla ricerca di perle cinematografiche? Il colosso dello streaming continua a dominare il mercato non solo per l’ampiezza della sua offerta, ma soprattutto per la capacità di ospitare opere che spaziano dai blockbuster ai gioielli indipendenti, dalle produzioni originali ai film che hanno fatto la storia del cinema recente.

Con migliaia di titoli disponibili, però, la scelta può diventare paralizzante. Cosa guardare quando hai un paio d’ore libere sul divano, magari dopo un pasto abbondante o durante una serata in famiglia? La risposta sta in una selezione ragionata che tenga conto di generi diversi, ritmi narrativi variabili e quel pizzico di qualità certificata che non guasta mai. Questa settimana, tre film in particolare meritano attenzione, ciascuno per ragioni completamente diverse.

1. Pinocchio di Guillermo del Toro

Pinocchio di Guillermo del Toro
Pinocchio di Guillermo del Toro – Netflix

Se c’è un nome che negli ultimi anni ha dimostrato come Netflix possa essere la casa perfetta per visioni autoriali ambiziose, quello è Guillermo del Toro. Il regista messicano, dopo il successo della sua versione di Frankenstein che sta dominando le classifiche della piattaforma, offre agli spettatori anche la sua reinterpretazione di Pinocchio, un’opera in stop-motion che nel 2022 ha conquistato l’Oscar come Miglior Film d’Animazione.

Non si tratta del Pinocchio che molti hanno conosciuto attraverso il classico Disney. Del Toro prende la fiaba di Collodi e la trasforma in qualcosa di più oscuro, maturo e visivamente sbalorditivo. La tecnica della stop-motion, laboriosa e sempre più rara nel panorama dell’animazione contemporanea, conferisce al film una texture tattile, quasi artigianale, che si sposa perfettamente con l’estetica signature del regista. Ogni fotogramma è un dipinto in movimento, ogni personaggio un capolavoro di design che mescola il grottesco al poetico.

La storia mantiene i capisaldi della narrazione originale, ma li ricontestualizza in un’ambientazione storica precisa: l’Italia fascista degli anni Trenta. Questa scelta non è casuale. Del Toro usa la metafora del burattino che diventa bambino per parlare di conformismo, libero arbitrio e resistenza all’autoritarismo. Il film è accessibile anche ai più giovani, ma possiede strati di lettura che lo rendono profondamente adulto. Non a caso ha raccolto unanimi consensi dalla critica e una pioggia di riconoscimenti, dall’Oscar ai Golden Globe, passando per i BAFTA.

2. Non-Stop

Non-Stop
Non-Stop – Netflix

Per chi cerca qualcosa di completamente diverso, magari un intrattenimento più immediato e meno impegnativo, Netflix propone anche Non-Stop, il thriller del 2014 con Liam Neeson. L’attore nordirlandese, dopo aver rilanciato la sua carriera come improbabile ma efficacissimo action hero con il franchise di Taken, ha costruito negli anni un vero e proprio sottogenere: il “”Neeson alle prese con una minaccia in uno spazio claustrofobico””.

In Non-Stop, Neeson interpreta Bill Marks, un agente federale del corpo Air Marshal assegnato a un volo transatlantico. Durante il viaggio, inizia a ricevere messaggi minacciosi: qualcuno a bordo ucciderà un passeggero ogni venti minuti se non verrà trasferita un’enorme somma di denaro. La premessa è semplice, quasi da thriller anni Novanta, ma funziona proprio per questa sua linearità. Il film non pretende di reinventare il genere, si limita a eseguirlo con competenza e ritmo serrato.

Accanto a Neeson, una Julianne Moore in un ruolo di supporto aggiunge credibilità a un cast solido. Il film incassò oltre 200 milioni di dollari in tutto il mondo secondo Box Office Mojo, dimostrazione che il pubblico globale apprezza ancora storie ben confezionate che non richiedono particolare sforzo intellettuale. A metà settimana, quando l’energia scarseggia e la voglia di impegnarsi in narrazioni complesse è ai minimi, Non-Stop rappresenta la scelta perfetta: adrenalina, suspense, un protagonista carismatico e una durata che non sfora le due ore.

3.

Sing Street
Sing Street – Netflix

Completamente diverso è invece Sing Street, una gemma irlandese del 2016 che ha trovato su Netflix una seconda vita dopo un’uscita cinematografica sottotraccia. Diretto da John Carney, lo stesso regista di Once e Begin Again, il film è ambientato nella Dublino degli anni Ottanta e segue le vicende di Conor, un adolescente costretto a lasciare la sua scuola privata per iscriversi in un istituto pubblico decisamente meno accogliente.

Per sfuggire alla durezza della nuova realtà e per conquistare una ragazza più grande di lui, Conor decide di formare una band. Quello che inizia come uno stratagemma adolescenziale si trasforma in un vero e proprio viaggio di scoperta personale attraverso la musica. Il film è intriso di nostalgia per gli anni Ottanta, non quella patinata e hollywoodiana, ma quella autentica, sporca, delle periferie europee dove il punk incontrava il new wave e i Duran Duran convivevano con i The Clash.

Le canzoni originali composte per il film sono sorprendentemente orecchiabili e catturano perfettamente lo spirito dell’epoca. Ma Sing Street non è solo un esercizio nostalgico: è un coming-of-age universale che parla di trovare la propria voce, letteralmente e metaforicamente, in un mondo che cerca costantemente di imbrigliarti in categorie prestabilite. Il film ha quel particolare calore umano che manca a molte produzioni americane più lussuose, una genuinità che deriva proprio dal suo budget contenuto e dalla sua identità fortemente irlandese.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.