Spesso ignoriamo come dietro ogni leggenda ci sia un fondamento di grande umanità. Raggiungere l’olimpo della fama, specialmente in campo sportivo, è spesso il culmine di una lunga ascesa fatta di sacrifici e rinunce, di piccoli momenti di tenerezza dispersi nella fatica di allenamenti estenuanti. Il cinema ci ha raccontato queste storie con cult come Rocky, ma non meno incisivo può essere il fumetto, strumento potente per dare a queste vicende umane la giusta dimensione.
Non a caso si cita Rocky, visto che a Lucca Comics & Games 2025 allo stand Bonelli era presente Souzie-Q, opera firmata da Carmine di Giandomenico, Tanino Liberatore e Francesco Colafella. Un titolo che per gli appassionati di pugilato è inconfondibile, riporta alla mente il destro con cui Rocky Marciano aveva incantato l’America, che lo avrebbe ricordato come il Bombardiere di Brockton. Ma dietro questo devastante pugno, che uomo c’era?
Questo interrogativo ha trovato risposta in Souzie-Q, non un semplice fumetto che omaggia il celebre pugile, ma la storia di un uomo raccontato da chi condivide con lui radici forti. E di questo abbiamo parlato con Carmine di Giandomenico.
Rispettare l’uomo prima del campione

Quando ci si confronta con le figure storiche è sempre un terreno minato. Tra verità assodate e tutela dell’eredità sociale, ci sono aspetti che vengono custoditi dagli eredi, momenti privati che si sceglie giustamente di preservare come ricordi privati. Il figlio di Marciano stesso ha dato una prima visione differente del ruolo del padre:
“Mio padre, Rocky Marciano, era l’incarnazione della forza silenziosa. Grazie al suo duro lavoro e alla sua determinazione, è diventato l’unico campione mondiale dei pesi massimi imbattuto. Fuori dal ring, era un uomo con i piedi per terra e umile. Se dovessi descriverlo in due parole, sarebbero Forte e Gentile”
Per realizzare Souzie-Q, il team artistico ha scelto quindi di preservare l’eredità di questo campione, spostando l’attenzione sul suo privato, tenendo a mente un principio: rispetto dell’uomo. E questo assioma è stato uno dei punti fondamentali, assieme all’approvazione degli eredi di Marciano:
“È stato approvato dall’erede. La stesura della regia, dall’idea delicata della mia corda più quella di Tanino che consente di inserire l’anima più storica di Francesco, ha fatto innamorare del libro Marciano, proprio perché c’era questo lato di delicatezza di un uomo, c’è una figlia che aspetta il proprio papà che torna a casa”
Dare forma alla storia
Non solo Marciano Jr. ha ritrovato un ricordo sincero del padre in questo fumetto, ma anche la casa editrice ha visto in Souzie-Q una storia di carattere, accogliendola nel catalogo bonelliano con un impegno artistico che di Giandomenico tiene a sottolineare:
“Questa anima delicata ha fatto innamorare anche Davide Bonelli e la Bonelli stessa, che ha investito tantissimo su questo progetto. Cosa per cui li ringrazio, e ringrazio anche tutta la redazione, perché spesso si parla solo della casa editrice, dei titolari, ma ci sono anche i grafici, chi gestisce i rapporti con gli autori. C’è stata una cura e un’attenzione che credo che il volume lo rispecchi tantissimo”
Un entusiasmo sincero, quello di Carmine di Giandomenico, che confida come proprio a Lucca abbia avuto per la prima volta l’occasione di tenere in mano questa sua creatura:
“Per me è stata anche una sorpresa vederlo fisicamente qui a Lucca per la prima volta: un conto è vedere un pdf e un conto è poi vederlo fisicamente. E’ un’edizione particolare, dalle tavole grandi, molto delicata e meritoria, quindi proprio a livello editoriale è un bell’oggetto da tenere in mano. Quindi è stata una bella emozione e spero che quell’emozione che volevo raccontare arrivi”
L’importanza delle radici

Non si può fare a meno di notare come anche in questa occasione per Carmine di Giandomenico sia importante il legame con il territorio, la sua terra. Un aspetto che non viene mai meno, come ricorda anche quel ‘Get up Abruzzo’ comparso in una sua tavola di Flash in un momento delicato per i nostri connazionali. Anche nella lavorazione di Souzie-Q, Carmine ritrova un profondo legame con la sua terra, vantando una caratteristica dei tre autori del fumetto:
“Siamo tutti e tre Abruzzesi. E ne sono fiero, orgoglioso di essere parte di questo popolo onesto, sincero. Come gli altri colleghi, mi sono fatto da solo e mi riconosco che in 30 anni di carriera ho raggiunto i miei obiettivi. Questa nostra esperienza, questi nostri sacrifici, ci hanno aiutato a gestire il volume che valorizzasse la delicatezza e il rispetto verso l’uomo.”
Ma non dimentichiamo che in Souzie-Q gli abruzzesi sono quattro, considerate le origini di Rocky Marciano, un tratto che dona ancora più anima a questo racconto:
“Speriamo che anche l’Abruzzo risponda, visto che tre autori abruzzesi raccontano la storia di un uomo che aveva sangue abruzzese da parte di padre, nato a Ripa Teatina. E il comune di Ripa Teatina ha sentito questo legame, ringrazio profondamente il sindaco e l’associazione che tutela il nome di Rocky Marciano perché, quando siamo andati a fare ricerche ci hanno accolti, curati e coccolati.”
Dolcezza e forza

Nota non indifferente è il trovare un legame che sia atavico tra racconto e radice culturale. Una sfida, ma che Carmine di Giandomenico ha identificato in un dolce, quasi a voler ribadire la delicatezza con cui viene presentata la figura di Rocky Marciano:
“C’è anche un omaggio di più alla mia terra, visto che parlavi di terra per rappresentare soprattutto la mia provincia o perlomeno dove è nato questo elemento di dedica alla mia terra. Questo dolce che si vedrà all’interno del libro, che è la pizza dolce teramana o montoriese, adesso si aprirà una diatriba su a chi appartenesse prima o dopo, però diciamo che la prima ricetta da pizza dolce è apparsa su una rivista teramana nel 1966, ma non voglio entrare nel merito!”
Ritorna quel concetto di radici, che in un’opera come Souzie-Q diventa fondamentale. Tanto che persino un dolce, nella sua struttura, diventa ispirazione artistica, ricordando come il talento di Carmine di Giandomenico assuma sempre forme inattese:
“Questa torta ha una struttura fisica che rappresenta perfettamente un pugile, perché è composta da tre strati di pan di spagna, come tre sono le corde del ring e tre sono gli stili del libro, L’Alkermes e il caffè, che sono la bagna della torta, rappresentano il sangue sul ring del pugile, le uova delle due creme, si fanno una crema bianca e una scura al cioccolato, rappresentano la forza del pugile e le mandorle finali la sua anima.”



