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Con il lancio di Call of Duty: Black Ops 7, Treyarch ha introdotto Endgame, una modalità che rappresenta una vera e propria rivoluzione nel panorama della serie. Dimenticatevi le campagne lineari tradizionali. Qui parliamo di un’esperienza PVE cooperativa che si sviluppa su Avalon, una mappa mastodontica dalle dimensioni quasi da MMO. L’obiettivo è raggiungere un Combat Rating di 60, esplorare ogni angolo di questa nuova frontiera e sopravvivere alle sfide più brutali che il gioco ha da offrire.

Ma come si fa a massimizzare i progressi senza sprecare ore preziose? La progressione in Endgame non è un sentiero battuto perché ogni run ha le sue peculiarità, e due giocatori che affrontano la stessa sessione possono terminare con livelli di esperienza completamente diversi. Durante i test pre-lancio, situazioni in cui un giocatore raggiungeva Combat Rating 9 mentre il compagno si fermava a 3 erano tutt’altro che rare. La differenza? Sapere quali attività completare, dove concentrare gli sforzi e come gestire i 30 minuti a disposizione prima dell’estrazione obbligatoria. Il sistema di progressione ruota attorno al Combat Rating, un indicatore che determina non solo quanto sei potente, ma anche quali zone della mappa puoi esplorare. Avalon è suddivisa in quattro zone distinte, ciascuna con un livello di difficoltà crescente. La Zona 1 è accessibile fin dall’inizio, ma per avventurarsi nella Zona 2 serve un Combat Rating di almeno 10. La Zona 3 richiede un punteggio di 30, mentre la famigerata Zona 4, l’area finale dove si concentrano le sfide più impegnative, apre le porte solo a chi ha raggiunto il Combat Rating 45.

Schermata della modalità endgame di Call of Duty Black Ops 7
Schermata della modalità endgame di Call of Duty Black Ops 7, fonte: Xbox Game Studios

Il primo segreto per salire di livello velocemente è l’efficienza nelle missioni. Non tutte le attività offrono lo stesso rapporto tra tempo investito e ricompense ottenute. Le missioni che coinvolgono il recupero di cache o lockbox, ad esempio, si sono rivelate tra le più redditizie: offrono non solo equipaggiamento di qualità superiore, ma anche un’iniezione sostanziosa di punti esperienza. Identificare queste attività e concentrarsi su di esse può fare la differenza tra una run mediocre e una straordinaria. Fondamentale è anche l’approccio strategico fin dal momento in cui si atterra sulla mappa. Ogni sessione parte con una fase di discesa durante la quale si può planare verso l’obiettivo iniziale. Aprire la mappa tattica, selezionare un punto di interesse promettente e dirigersi direttamente verso di esso permette di risparmiare minuti preziosi che, su un timer di 30 minuti totali, possono tradursi in un’intera missione completata in più.

Un elemento spesso sottovalutato sono i Power Cube, quei piccoli cubi blu che punteggiano l’ambiente di gioco. Raccoglierli costantemente contribuisce direttamente al Power Level, funzionando come una forma di esperienza supplementare. Dopo ogni combattimento, vale la pena prendersi qualche secondo per recuperare tutti i cubi caduti, anche se si trovano in posizioni scomode. Questi frammenti apparentemente insignificanti si accumulano rapidamente e possono accelerare sensibilmente la progressione complessiva. La gestione del rischio è un altro aspetto cruciale. Morire senza riuscire a estrarre dalla mappa comporta la perdita dell’equipaggiamento e del Combat Rating guadagnati durante quella sessione. Per mitigare questo pericolo, la abilità maggiore Crash Cart si rivela un vero salvavita: non solo permette di rianimare i compagni di squadra, ma offre anche la possibilità di auto-rianimarsi se si finisce in stato critico. Combinata con il medkit di auto-revival reperibile in giro per Avalon, fornisce un doppio piano di backup che può trasformare una situazione disperata in una seconda opportunità.

Una volta raggiunto il Combat Rating 10, la strategia ottimale prevede di spostarsi verso ovest, nella Zona 2, dove le missioni offrono ricompense più generose e accelerano ulteriormente la crescita. Lo stesso principio si applica ai livelli 30 e 45: non appena si raggiungono questi traguardi, è il momento di avanzare verso zone più pericolose ma anche più redditizie. Rimanere troppo a lungo in aree sotto il proprio livello significa sprecare tempo prezioso su attività che non offrono più un ritorno adeguato sull’investimento. Ciò che rende Endgame particolarmente interessante nel panorama di Call of Duty è la filosofia di progressione trasversale adottata da Treyarch per questa generazione di Black Ops. Che si giochi la campagna tradizionale di 12 missioni, Endgame o qualsiasi altra modalità, ogni progresso contribuisce all’avanzamento generale dell’account. Non esiste più una modalità principale da cui dipende tutto: ogni aspetto del gioco alimenta gli altri, creando un ecosistema interconnesso che premia qualsiasi stile di gioco.

Raggiungere il Combat Rating 60 richiede dedizione, ma soprattutto intelligenza tattica. Non si tratta solo di sparare più forte o più velocemente, ma di capire quando avanzare e quando consolidare, quali missioni privilegiare e quali ignorare, come bilanciare ambizione e prudenza. Endgame premia la pianificazione tanto quanto i riflessi, e questa stratificazione lo rende una delle aggiunte più interessanti che Call of Duty abbia visto negli ultimi anni.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it