OpenAI ha avviato la fase di test per una delle funzionalità più attese degli ultimi mesi: le chat di gruppo su ChatGPT. Non si tratta di una semplice evoluzione del chatbot, ma di un cambio di paradigma nell’interazione con l’intelligenza artificiale. Ora è possibile creare conversazioni condivise dove più persone dialogano insieme all’AI, esattamente come si farebbe su WhatsApp o Telegram, ma con un partecipante in più dotato di capacità cognitive avanzate. La novità è attualmente disponibile in fase sperimentale in Giappone, Nuova Zelanda, Corea del Sud e Taiwan, coinvolgendo tutte le tipologie di account: Free, Go, Plus e Pro. L’Italia e il resto d’Europa dovranno ancora attendere, ma il rollout graduale segue la strategia consolidata di OpenAI, che raccoglie feedback prima di espandere le funzioni a livello globale.
Ma come funzionano esattamente queste chat di gruppo? Il meccanismo è sorprendentemente intuitivo. Gli utenti possono creare conversazioni da zero oppure invitare altri a partecipare alle proprie chat private attraverso un link condivisibile. Ogni gruppo può ospitare fino a 20 persone, un numero che bilancia collaborazione efficace e gestibilità della conversazione. Quando qualcuno accetta l’invito a una chat privata esistente, la piattaforma ne crea automaticamente una copia, preservando l’integrità di quella originale e garantendo la privacy delle conversazioni pregresse. La prima volta che si accede alla funzionalità, il sistema chiede di impostare un profilo completo con nome, username e foto. Questo passaggio non è casuale: OpenAI sta costruendo un ecosistema sociale attorno al suo chatbot, dove essere riconoscibili dagli altri partecipanti diventa fondamentale. È un’evoluzione significativa rispetto all’uso individuale e anonimo che ha caratterizzato ChatGPT finora.

Le applicazioni pratiche sono molteplici e toccano sia la sfera personale che quella professionale. Organizzare una cena con gli amici diventa più semplice: si crea una chat di gruppo, si chiede a ChatGPT di suggerire ristoranti in base ai gusti di tutti, di proporre date compatibili con i calendari condivisi, persino di redigere la lista della spesa se si opta per una cena casalinga. Pianificare un viaggio? L’AI può costruire itinerari personalizzati, confrontare prezzi di voli e hotel, gestire l’elenco delle cose da mettere in valigia considerando destinazione e meteo. Sul fronte lavorativo, le possibilità si moltiplicano. Team distribuiti possono usare le chat di gruppo per prendere decisioni collaborative, fare brainstorming su progetti, analizzare dati complessi o redigere documenti condivisi. Gli studenti possono formare gruppi di studio dove l’AI funge da tutor collettivo, risponde a domande, spiega concetti difficili e aiuta nella ricerca di fonti affidabili.
Dietro le quinte, la tecnologia si fa sofisticata. Le risposte sono generate da GPT-5.1 Auto, un sistema che seleziona automaticamente il modello linguistico più adatto in base al tipo di prompt ricevuto e al livello di abbonamento degli utenti coinvolti nella conversazione. Questo significa che la qualità delle risposte può variare dinamicamente, ottimizzando risorse computazionali e precisione in tempo reale. Una delle caratteristiche più interessanti riguarda i cosiddetti “comportamenti sociali” del chatbot. ChatGPT non risponde meccanicamente a ogni messaggio, ma analizza il contesto della conversazione per decidere quando intervenire e quando invece rimanere in silenzio. Questa capacità di discernimento evita che l’AI diventi invasiva o che sommerga i partecipanti con risposte superflue. Può anche reagire con emoji, un dettaglio apparentemente minore che contribuisce però a rendere l’interazione più naturale e umana.

La piattaforma supporta l’upload e la generazione di file, permettendo di condividere documenti, immagini o dati da analizzare collettivamente. ChatGPT può persino fare riferimento alle foto del profilo dei partecipanti per creare immagini personalizzate, aggiungendo un livello di customizzazione che va oltre la mera elaborazione testuale. Gli utenti hanno a disposizione diverse opzioni di controllo: possono aggiungere o rimuovere contatti, disattivare le notifiche per evitare distrazioni, perfezionare le modalità di interazione dell’AI modificando tono o personalità delle risposte. Questa flessibilità rende le chat di gruppo adattabili a contesti molto diversi, dal formale al colloquiale, dal serio al giocoso.
OpenAI ha posto particolare attenzione agli aspetti di privacy e sicurezza. La memoria delle chat private non viene mai condivisa nelle conversazioni di gruppo, garantendo che informazioni sensibili o personali rimangano compartimentate. Per i minorenni sono previste tutele aggiuntive: il sistema genera meno risposte con contenuti potenzialmente sensibili e i genitori possono disabilitare completamente la funzionalità attraverso i controlli parentali. Questa evoluzione inserisce ChatGPT in un territorio già occupato da piattaforme di messaggistica consolidate, ma con un valore aggiunto unico: la presenza costante di un’intelligenza artificiale capace di arricchire le conversazioni con conoscenze, analisi e creatività. Non sostituisce gli strumenti esistenti, ma li complementa, aprendo scenari d’uso che fino a poco tempo fa appartenevano alla fantascienza.



