Una bomba è esplosa nel mondo della biglietteria online italiana. L’associazione Codici ha inviato una diffida formale a TicketOne e Vivaticket, i due colossi che gestiscono la vendita di biglietti per concerti, eventi sportivi e spettacoli nel nostro paese. L’accusa è pesante e riferita a pratiche commerciali scorrette e clausole vessatorie che limitano illegittimamente il diritto dei consumatori al rimborso integrale quando un evento viene annullato. La questione non è da poco. Quante volte vi è capitato di acquistare un biglietto online, pagare una commissione di servizio salata, e poi scoprire che in caso di annullamento quella commissione non vi sarebbe stata restituita? Secondo Codici, questa pratica viola palesemente il Codice del Consumo e il Codice Civile italiano.
Al centro della contestazione ci sono le condizioni generali di contratto delle due piattaforme, che secondo l’associazione dei consumatori presentano una serie di criticità gravi. Prima fra tutte, la clausola che esclude il rimborso delle commissioni di servizio quando un evento viene cancellato. Una pratica che Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, definisce senza mezzi termini palesemente vessatoria.

“Il consumatore ha diritto alla restituzione di tutte le somme versate“, dichiara Giacomelli. “Lo ‘spacchettamento’ artificioso tra servizio e biglietto viola il Codice del Consumo ed il Codice Civile“. In altre parole, quando comprate un biglietto online, state acquistando un prodotto unico. Separare il costo del biglietto dalle commissioni per poi trattenere queste ultime in caso di annullamento è una manovra che, secondo l’associazione, non ha basi legali solide. Ma la questione dei rimborsi è solo la punta dell’iceberg. Codici contesta anche altre clausole presenti nei contratti delle due società. Tra queste, ci sono limitazioni di responsabilità che scaricano sui consumatori rischi che dovrebbero essere a carico delle piattaforme, e procedure eccessivamente gravose per ottenere quanto dovuto.
Nel caso specifico di TicketOne, l’associazione punta il dito contro l’obbligo di inviare i biglietti cartacei tramite raccomandata per ottenere il rimborso. Una procedura che comporta costi aggiuntivi e tempi lunghi per il consumatore, creando di fatto un ostacolo al legittimo diritto al rimborso. Per Vivaticket, invece, emergono problematiche legate alla protezione dei dati personali, con l’utilizzo di informazioni di pagamento per finalità diverse da quelle originariamente autorizzate dal cliente. Stefano Gallotta, legale di Codici, non usa giri di parole: emergono “violazioni che potenzialmente ledono migliaia di consumatori“. E non è un’iperbole. Basta pensare a quanti eventi sono stati annullati negli ultimi anni, dalla pandemia in poi, e a quanti italiani si sono trovati a battagliare per ottenere rimborsi completi.

La diffida formale inviata alle due società rappresenta il primo passo di una battaglia legale che potrebbe avere conseguenze significative. Codici ha messo nero su bianco le proprie contestazioni e dato un termine alle piattaforme per rispondere e modificare le proprie condizioni contrattuali. Ma cosa succede se TicketOne e Vivaticket non dovessero rispondere o non dovessero accogliere le richieste? L’associazione ha già annunciato che in assenza di risposte soddisfacenti procederà con un’azione inibitoria collettiva e possibili class action, ovvero azioni di classe che potrebbero coinvolgere migliaia di consumatori italiani che si sono trovati nella stessa situazione. Non solo: Codici ha dichiarato che segnalerà il caso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, l’authority che vigila sulla correttezza delle pratiche commerciali nel nostro paese.
Questa mossa potrebbe innescare un’indagine più ampia sulle pratiche del settore della biglietteria online, un mercato che negli ultimi anni è cresciuto enormemente e che gestisce miliardi di euro di transazioni ogni anno. Se l’AGCM dovesse rilevare irregolarità, le conseguenze per le due società potrebbero essere molto pesanti, non solo in termini di sanzioni economiche ma anche di obbligo di modifica delle condizioni contrattuali.
Nei prossimi mesi scopriremo come TicketOne e Vivaticket risponderanno a questa offensiva legale. Le due società potrebbero decidere di modificare le proprie condizioni contrattuali per mettersi al riparo da possibili azioni legali, oppure potrebbero decidere di resistere e difendere la legittimità delle proprie clausole in tribunale. Qualunque sia l’esito, questa vicenda ha già il merito di aver acceso i riflettori su un tema che tocca milioni di italiani. Comprare biglietti online è ormai la norma, non l’eccezione. Eventi sportivi, concerti, spettacoli teatrali, festival: tutto passa dalle piattaforme digitali. E proprio per questo è fondamentale che le regole siano chiare e che i diritti dei consumatori siano tutelati in modo efficace.



