Serviva coraggio, o forse solo l’incoscienza tipica di Matt Stone e Trey Parker. A due episodi dall’inizio della ventottesima stagione, South Park fa qualcosa di incredibile, che raramente si vede in televisione. Ammette pubblicamente i propri difetti. Nell’episodio speciale di Halloween The Woman in the Hat, trasmesso venerdì sera su Comedy Central, è Stan Marsh in persona a pronunciare la frase che molti fan stavano pensando da mesi: “Ora South Park fa schifo“.
L’autocritica arriva dopo una ventisettesima stagione che ha diviso il pubblico. Troppo politica, troppo schierata, troppo concentrata sulle controversie dell’amministrazione Trump. Le critiche sono piovute copiose sui social e nei forum dedicati alla serie. E gli autori, invece di ignorare il malcontento o difendersi a spada tratta, hanno scelto la strada più tipica di South Park: prendersi in giro apertamente.
“Tutti lo sanno. South Park fa schifo ora, ed è per tutta questa merda politica“, dice Stan nell’episodio, dopo che suo padre perde il lavoro all’USGS a causa dello shutdown governativo, costringendo la famiglia a trasferirsi nella casa di riposo del nonno. È un momento meta che rompe la quarta parete senza nemmeno bisogno di guardarla in faccia. La serie parla di sé stessa con la stessa irriverenza con cui ha sempre trattato qualsiasi altro bersaglio. La soluzione escogitata dai ragazzi per “rendere South Park di nuovo grande“? Creare una criptovaluta meme chiamata proprio South Park Sucks Now. Perché se la vita ti dà limoni marci, tu ci fai una shitcoin e speri di diventare ricco. È satira pura del mondo crypto, dove qualsiasi assurdità può trasformarsi in un fenomeno virale e poi in denaro sonante, almeno finché non crolla tutto.
L’episodio rappresenta un interessante esperimento di autoconsapevolezza televisiva. Raramente una serie longeva come South Park, in onda dal 1997, si ferma a riflettere pubblicamente sul proprio declino percepito. La maggior parte degli show tende a ignorare le critiche o a difendersi attraverso interviste degli showrunner. Stone e Parker invece integrano il dibattito critico direttamente nella narrazione, trasformando una potenziale debolezza in materiale satirico. Resta da capire se questa mossa rappresenti un vero cambiamento di direzione per la serie o semplicemente un modo intelligente di disinnescare le critiche continuando sulla stessa strada. Ammettere che South Park fa schifo potrebbe essere la premessa per un rinnovamento creativo, oppure solo l’ennesima trovata meta-narrativa che permette agli autori di continuare esattamente come prima, avendo già incorporato le obiezioni del pubblico nella trama stessa.



