Il gigante dello streaming, Netflix, sta esplorando attivamente l’acquisizione di Warner Bros Discovery, in quella che potrebbe diventare una delle operazioni più significative nella storia dell’intrattenimento moderno. Netflix ha ingaggiato Moelis & Co, la banca d’investimento che ha guidato con successo Skydance Media nell’acquisizione di Paramount Global, per valutare una potenziale offerta che includerebbe gli studi cinematografici e il business streaming di Warner Bros Discovery. La notizia, confermata da tre fonti vicine alla trattativa, segna un’accelerazione improvvisa in una vicenda che sembrava destinata a procedere con maggiore cautela. Netflix ha già ottenuto l’accesso alla cosiddetta data room di Warner Bros Discovery, quella stanza virtuale che contiene tutti i dettagli finanziari necessari per formulare un’offerta vincolante. Non è un semplice sondaggio esplorativo è il passo concreto che precede una proposta formale.
L’operazione darebbe a Netflix il controllo su alcuni dei franchise più redditizi e riconoscibili della storia del cinema e della televisione. Parliamo dell’intero universo di Harry Potter, con il suo potenziale ancora ampiamente inesplorato sullo streaming, e dei personaggi DC Comics, da Batman a Wonder Woman, che Warner Bros ha gestito con risultati alterni negli ultimi anni. Ma non è solo questione di supereroi e maghetti: Warner Bros Television produce già molte delle serie di maggior successo su Netflix, tra cui You, Maid e la recente Running Point. L’acquisizione includerebbe anche HBO e il suo servizio streaming HBO Max, portando in dote un catalogo di prestigio che spazia da Il Trono di Spade a The Last of Us, passando per decenni di programmazione che ha definito gli standard della televisione di qualità. Un colpo che trasformerebbe Netflix da produttore aggressivo ma relativamente giovane a custode di uno dei patrimoni culturali più influenti dell’entertainment globale.

Eppure, appena una settimana fa, durante la presentazione dei risultati trimestrali, il co-CEO Ted Sarandos aveva dichiarato che Netflix è “storicamente più costruttore che acquirente“, aggiungendo che la società preferirebbe crescere organicamente piuttosto che attraverso acquisizioni. Una posizione che ora appare quanto meno ambigua, se non contraddittoria, alla luce delle mosse concrete intraprese dall’azienda. Sarandos aveva però lasciato uno spiraglio, precisando che Netflix valuta comunque opportunità di fusione e acquisizione per determinare se possano aggiungere valore al business. Il messaggio era chiaro: siamo selettivi, non disperati. “In generale, crediamo di poter essere e saremo esigenti“, aveva detto Sarandos. “Abbiamo un’ottima attività. Siamo prevalentemente concentrati sulla crescita organica, investendo in modo aggressivo e responsabile“.
La settimana scorsa Warner Bros Discovery ha annunciato di aver avviato un processo di revisione strategica dopo aver ricevuto interesse non sollecitato da multiple parti, confermando per la prima volta pubblicamente di essere effettivamente in vendita. La società sta valutando se procedere con lo spin-off pianificato, che separerebbe gli studi cinematografici e televisivi più HBO dal business televisivo tradizionale, oppure vendere l’intera azienda o sue parti. Oltre a Netflix, anche Amazon e Apple sarebbero interessate all’acquisizione di parti o dell’intera Warner Bros Discovery, secondo quanto riportato da Bloomberg. Anche Comcast avrebbe lasciato aperta la porta a un potenziale accordo: il co-CEO Mike Cavanagh ha dichiarato agli investitori che la società sta valutando asset mediatici complementari al proprio business esistente, respingendo implicitamente lo scetticismo di chi dubita che Comcast possa ottenere l’approvazione regolatoria.
La situazione rimane fluida. Warner Bros Discovery ha rifiutato una seconda offerta da parte di Paramount, e ora il campo è aperto a proposte che potrebbero ridisegnare completamente la mappa dell’intrattenimento globale. Con debiti per 38 miliardi di dollari, Warner Bros Discovery rappresenta sia un’opportunità che un rischio significativo per chiunque decida di fare un’offerta seria. Netflix, dal canto suo, ha un debito di circa 14 miliardi di dollari ma anche un flusso di cassa operativo solido che le permetterebbe di finanziare un’acquisizione importante. La domanda non è se Netflix possa permettersi Warner Bros Discovery, ma se voglia davvero assumersi le complessità e le sfide che deriverebbero da un’operazione di questa portata.



