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Si chiama Neo e promette di cambiare per sempre il rapporto tra noi e le faccende domestiche. Non è fantascienza, non è un prototipo da laboratorio destinato a rimanere sulla carta. È un robot umanoide alto 165 centimetri, progettato dall’azienda norvegese 1X Technologies per entrare nelle case e occuparsi di quelle mansioni quotidiane che pochi amano e molti rimandano. Piegare il bucato, organizzare gli scaffali, mettere ordine negli ambienti: tutto quello che riempie le nostre giornate di piccoli, inevitabili doveri.

Neo è già in fase di pre-ordine, con un prezzo che difficilmente passerà inosservato: circa 20.000 dollari, poco più di 17.000 euro se si sceglie l’acquisto diretto, oppure 499 dollari al mese – circa 425 euro – per chi preferisce il noleggio. Le prime consegne sono previste negli Stati Uniti nel 2026, con un’espansione internazionale programmata per il 2027. Non è un prodotto per tutti, almeno non ancora. È piuttosto un esperimento rivolto a pionieri, a chi vuole testare in prima persona il futuro della robotica domestica. Neo pesa trenta chili ma è capace di sollevarne oltre il doppio, fino a 68 chilogrammi, e di trasportarne 25 mentre si muove per la casa. Le sue mani robotiche vantano 22 gradi di libertà, una caratteristica che gli permette di manipolare oggetti con una precisione che si avvicina a quella umana. Il corpo è protetto da una struttura morbida che ricorda, quasi ironicamente, un essere umano che indossa una tuta nel tentativo di somigliare a un robot.

I movimenti sono silenziosi, appena 22 decibel, poco più di un sussurro meccanico. La batteria garantisce fino a quattro ore di autonomia con ricarica rapida, mentre videocamere e microfoni integrati consentono di riconoscere volti, oggetti e comandi vocali. Neo è alimentato da un modello linguistico di grandi dimensioni, la stessa tecnologia che sta alla base dei sistemi di intelligenza artificiale più avanzati, e può apprendere e memorizzare le preferenze dell’utente. Può suggerire cosa cucinare, impostare promemoria per i compleanni, gestire liste di faccende. È dotato di Wi-Fi, Bluetooth e di un altoparlante a tre stadi, trasformandosi anche in un sistema di intrattenimento domestico portatile.

Ma è proprio qui che la promessa tecnologica si scontra con una realtà più complessa. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che ha testato il robot, Neo non è ancora completamente autonomo. Per apprendere nuove azioni complesse c’è bisogno dell’assistenza da remoto di un operatore umano, un dipendente di 1X che aiuta nella programmazione necessaria. È la stessa azienda a spiegarlo: l’intelligenza artificiale integrata consente al robot di migliorare nel tempo, adattandosi alle abitudini della casa in cui vive, ma servono dati degli utenti per perfezionare le prestazioni.

Chi acquista Neo deve accettare che qualcuno, dall’altra parte del mondo, possa potenzialmente accedere alle videocamere e ai microfoni del robot per supervisionarne il funzionamento. La privacy domestica diventa un tema centrale. Fino a che punto siamo disposti a convivere con una macchina che ci osserva, ci ascolta e apprende da noi? Quali garanzie esistono sulla sicurezza dei dati raccolti dai sensori? Sono domande legittime, che 1X Technologies dovrà affrontare con trasparenza se vuole trasformare Neo da esperimento a prodotto di massa. Per ora, Neo resta un esperimento. Una promessa affascinante più che una rivoluzione pronta a partire. L’automa domestico bussa alla porta, ma sta a noi decidere se aprire. E soprattutto, a quali condizioni.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it