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L’identità digitale in Italia sta attraversando una fase di trasformazione profonda. Se fino a qualche mese fa lo SPID rappresentava un servizio universalmente gratuito, garantito da tutti i provider accreditati, oggi lo scenario è cambiato in modo sostanziale. Il rinnovo delle convenzioni con l’Agenzia per l’Italia Digitale ha infatti aperto la strada a una nuova era quella dello SPID a pagamento. Non per tutti, non subito, ma con una strategia che rischia di cogliere impreparati milioni di cittadini italiani.

Molti identity provider hanno adottato un modello che potremmo definire esca gratuita: il primo anno non costa nulla, l’attivazione è immediata e senza sorprese. Ma dal secondo anno scatta il canone annuale. Una dinamica commerciale che ricorda quella delle piattaforme streaming o dei servizi cloud, dove il primo assaggio è gratis ma poi arriva il conto. E non sempre gli utenti vengono avvisati con il dovuto anticipo. Secondo i dati più aggiornati, disponibili a fine ottobre 2025, la situazione è la seguente: dei nove provider accreditati attualmente attivi, solo tre garantiscono la gratuità totale sia per l’attivazione che per il mantenimento nel tempo. Si tratta di EtnaID, InfoCamere e Lepida. Tutti gli altri hanno già introdotto o stanno per introdurre costi di rinnovo che variano da poco meno di 5 euro fino a quasi 10 euro all’anno, IVA esclusa.

Lo Spid del CIE
Lo Spid del CIE, fonte: Agenzia delle Entrate

Aruba, uno dei provider più diffusi e utilizzati in Italia, applica un canone di 4,90 euro più IVA a partire dal secondo anno. Il primo anno rimane gratuito, ma chi non presta attenzione al calendario rischia di trovarsi un addebito inaspettato sulla carta di credito o sul conto corrente. Lo stesso modello è stato adottato da InfoCert, altro colosso del settore, che richiede 4,90 euro più IVA dal secondo anno in poi. Namirial ha scelto una strada leggermente diversa: offre una versione base limitata e una versione Full, necessaria per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione, che costa 9,99 euro più IVA all’anno dal secondo anno. La versione Full, però, diventa gratuita se si possiedono altri servizi Namirial attivi.

Ma c’è un altro elemento che complica ulteriormente il quadro: lo SPID è destinato a essere progressivamente sostituito dalla Carta d’Identità Elettronica entro il 2026. Questa transizione, annunciata ufficialmente dal governo, segna un cambio di paradigma radicale. L’identità digitale non sarà più affidata a soggetti privati, ma gestita direttamente dallo Stato attraverso la CIE e l’app IO, che diventerà il fulcro di tutti i servizi pubblici digitali. Una rivoluzione che promette maggiore sicurezza, controllo centralizzato dei dati e interoperabilità tra piattaforme, ma che richiederà ai cittadini di adeguarsi in tempi relativamente brevi.

Spid di Poste Italiane
Spid di Poste Italiane, fonte: Poste Italiane

In questo scenario di transizione, chi ha già attivato uno SPID a pagamento potrebbe trovarsi a sostenere un costo per un servizio che di fatto diventerà obsoleto nel giro di pochi mesi. È quindi fondamentale informarsi e fare scelte consapevoli. Per chi deve ancora attivare lo SPID, la raccomandazione è quella di puntare sui provider che garantiscono la gratuità totale: EtnaID, InfoCamere, Lepida e, soprattutto, Poste Italiane, che offre anche il massimo livello di sicurezza e la maggiore copertura geografica, funzionando non solo in Italia ma anche in Europa e nel resto del mondo.

Chi invece ha già un’identità digitale attiva con un provider a pagamento può valutare la possibilità di passare a un’alternativa gratuita, oppure prepararsi fin da ora alla transizione verso la CIE. Quest’ultima richiede alcuni passaggi preliminari: verificare di avere una Carta d’Identità Elettronica valida (chi possiede ancora quella cartacea dovrà recarsi al Comune per il rinnovo), assicurarsi che il proprio smartphone sia dotato di tecnologia NFC per la lettura del chip, e scaricare l’app IO, che sarà il punto di accesso unico per tutti i servizi pubblici digitali a partire dal 2026.

In conclusione, la situazione dello SPID in Italia è tutt’altro che stabile. Tre provider garantiscono ancora la gratuità totale, ma per tutti gli altri il costo è già realtà o sta per diventarlo. La transizione verso la CIE rappresenta una svolta epocale, che richiede attenzione, preparazione e, soprattutto, consapevolezza. L’identità digitale è ormai un bene indispensabile per la vita quotidiana: scegliere il modo giusto per gestirla può fare la differenza, sia in termini economici che di praticità futura.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it