OpenAI ha scelto martedì 30 settembre per alzare nuovamente l’asticella nel campo della generazione video basata su intelligenza artificiale. Non si tratta solo del lancio di Sora 2, il successore del modello che aveva già impressionato il mondo tech l’anno scorso, ma di qualcosa di più ambizioso: un’intera piattaforma social costruita attorno alla capacità di clonare se stessi e i propri amici all’interno di video generati dall’AI. Un TikTok dove non sei tu a filmarti, ma un algoritmo a ricreare la tua immagine mentre fai canestro, salti da un trampolino o esegui trick sullo skateboard che nella vita reale non sapresti nemmeno immaginare.
L’annuncio arriva con una doppia anima. Ma cosa rende Sora 2 davvero diverso? OpenAI ha puntato tutto sul realismo fisico. I modelli precedenti, come ha spiegato l’azienda in un post sul blog, erano eccessivamente ottimisti: se un giocatore di basket mancava un tiro, la palla poteva magicamente teletrasportarsi nel canestro per soddisfare il prompt testuale. Una sorta di realtà parallela dove le leggi della fisica si piegavano alla volontà del testo. Sora 2, invece, ha imparato a rispettare la gravità, l’inerzia, i rimbalzi. Se manchi il canestro, la palla rimbalza sul tabellone. Punto. Questa attenzione ai dettagli fisici rende i video generati sorprendentemente credibili, come dimostrano i clip condivisi pubblicamente: partite di beach volley, routine di ginnastica, salti in piscina. Ogni movimento sembra seguire una logica naturale, una coerenza che fino a ieri era ancora un miraggio per l’AI generativa.

L’aspetto davvero dirompente, però, è la funzione chiamata cameos. Immagina di poter caricare una registrazione video e audio di te stesso una sola volta, e da quel momento l’app può inserirti in qualsiasi scena generata da Sora 2. Vuoi vederti mentre fai skateboarding in un parco che non esiste? Fatto. Vuoi creare un video dove tu e i tuoi amici ballate su una spiaggia al tramonto senza mai esserci stati? Basta che i tuoi amici ti diano il permesso di usare la loro immagine, e il gioco è fatto. OpenAI definisce questa feature come “il modo migliore per sperimentare la magia di Sora 2“, e su questo hanno probabilmente ragione. La possibilità di condividere il proprio avatar digitale con altri utenti aggiunge un livello sociale completamente nuovo, trasformando la generazione video da esperimento solitario a playground collettivo.
L’app Sora, disponibile inizialmente solo negli Stati Uniti e in Canada, si presenta come un feed algoritmico in stile TikTok o Instagram Reels. Scrolli, vedi video generati dall’AI, interagisci, crei i tuoi. Per personalizzare i contenuti che ti vengono mostrati, l’algoritmo tiene conto della tua attività su Sora, della tua posizione geografica (ottenuta tramite indirizzo IP), del tuo engagement sui post e persino della cronologia delle tue conversazioni con ChatGPT, anche se quest’ultima opzione può essere disattivata. Una profilazione profonda, insomma, che promette contenuti su misura ma solleva inevitabilmente interrogativi sulla privacy e sul controllo dei dati.



