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Migliaia di utenti ogni settimana cercano disperatamente un modo per entrare nel programma beta di WhatsApp per iOS. La disponibilità limitata, come segnalato da wabetainfo, gestita attraverso TestFlight di Apple con un massimo di 10.000 posti, crea una frustrazione comprensibile. E dove c’è frustrazione e desiderio, i truffatori fiutano l’opportunità. Su Telegram si sta consumando una truffa sofisticata che sta svuotando i portafogli di chi vuole semplicemente testare le nuove funzionalità dell’app di messaggistica più diffusa al mondo.

Il meccanismo è diabolicamente semplice nella sua esecuzione, eppure incredibilmente efficace. I truffatori creano canali Telegram con migliaia di iscritti, alcuni superano i 6.000 follower, conferendo loro un’aura di legittimità. Promettono accesso anticipato a versioni alpha esclusive di WhatsApp, quelle che nemmeno il grande pubblico beta può ancora testare. Per convincere le vittime, utilizzano screenshot di TestFlight alterati con Photoshop, così realistici da ingannare anche utenti esperti. Non si limitano a questo: copiano e ripubblicano notizie da fonti autorevoli come WABetaInfo, facendo credere che le loro versioni beta diano accesso a quelle funzionalità esclusive.

Tentativi di truffa da Telegram a Whatsapp
Tentativi di truffa da Telegram a Whatsapp, fonte: Wired

La ciliegina sulla torta è l’uso di un falso badge di verifica accanto al nome del loro account Telegram. Non si tratta di una vera certificazione, ma semplicemente di un emoji premium che chiunque può acquistare. Eppure, per chi non conosce i dettagli tecnici della piattaforma, quel simbolo trasmette autorevolezza e autenticità. La combinazione di questi elementi crea una facciata così convincente che settimanalmente decine di persone contattano WABetaInfo su X e Discord per segnalare di essere cadute nella trappola.

Come funziona concretamente la truffa? Dopo aver attirato l’attenzione con promesse di accesso esclusivo, i truffatori affermano di avere un numero limitato di codici redeem per entrare in un gruppo di testing privato. Quando l’utente interessato richiede un codice, arriva la richiesta di pagamento: tra 25 e 50 dollari, da inviare tramite PayPal utilizzando l’opzione Amici e familiari. Questa modalità di pagamento è fondamentale per il successo della truffa, perché bypassa tutte le protezioni offerte agli acquirenti e rende la transazione completamente irreversibile. Una volta ricevuto il denaro, il truffatore blocca immediatamente la vittima. Nessun rimborso, nessun codice beta, nessuna possibilità di recuperare quanto versato.

Attenti alla truffa di Telegram su Whatsapp
Attenti alla truffa di Telegram su Whatsapp, fonte: wabetainfo

Qui sta il punto cruciale che ogni utente deve comprendere: WhatsApp non vende mai l’accesso al programma beta. Mai. Qualsiasi versione del programma beta è completamente gratuita e accessibile solo attraverso canali ufficiali. Non esistono versioni alpha private vendute su Telegram. Gli screenshot di build non annunciate da WhatsApp o da fonti verificate come WABetaInfo sono sempre falsi, manipolati digitalmente per apparire autentici. WhatsApp non opera attraverso Telegram per gestire il suo programma beta, né attraverso nessun’altra piattaforma di messaggistica di terze parti.

Vale la pena notare che questi truffatori non operano solo su Telegram. In passato hanno utilizzato anche Threads e X per promuovere le stesse false offerte. La strategia si adatta alla piattaforma, ma il nucleo della truffa rimane identico: sfruttare il desiderio legittimo di accedere anticipatamente alle nuove funzionalità di WhatsApp per estorcere denaro.

Come proteggersi? La regola d’oro è semplice: qualsiasi richiesta di pagamento per accedere alla beta di WhatsApp è sempre, senza eccezioni, una truffa. Non pagare, non condividere dati personali, non cliccare su link sospetti provenienti da account non verificati. Se vuoi davvero entrare nel programma beta per iOS, l’unico modo legittimo è attraverso TestFlight, tenendo d’occhio le fonti ufficiali e verificate come WABetaInfo, che pubblica aggiornamenti tempestivi sui propri canali social quando si aprono nuovi posti.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it