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Dan Houser, co-fondatore di Rockstar Games e mente creativa dietro alcune delle storie più memorabili dell’industria videoludica, non ha avuto alcun ruolo nello sviluppo narrativo di Grand Theft Auto 6. Una rivelazione che arriva a pochi mesi dal lancio del titolo più atteso del decennio, previsto per il 26 maggio 2026, e che segna ufficialmente la fine di un’era per la serie, portando i fan a preoccuparsi.

In una recente intervista rilasciata a IGN durante il LA Comic-Con 2025, Houser ha confermato con pacata serenità quello che molti sospettavano ma nessuno voleva sentire, il suo ritiro ufficiale e abbandono del progetto fin dai suoi inizi: “Non sarà una storia che ho scritto io, né un set di personaggi che ho sviluppato, ma penso che sarà emozionante. Il gioco sarà grandioso, ne sono sicuro“. Parole che suonano come un passaggio di testimone formale, la benedizione di un maestro verso la nuova guardia.

Red Dead Redemption 2 e GTA 6
Red Dead Redemption 2 e GTA 6, fonte: ScreenRant

La carriera di Houser in Rockstar rappresenta un capitolo irripetibile della storia dei videogiochi. Dal 1999, con GTA London 1969, fino alla sua uscita nel 2020, ha firmato la sceneggiatura di 11 capitoli della saga Grand Theft Auto, oltre a essere stato lead writer di capolavori come Bully, Max Payne 3 e l’intera serie Red Dead Redemption. Quando gli è stato chiesto se gli sembrerà strano giocare a un GTA di cui non conosce ogni segreto, Houser ha risposto con un sorriso stanco: “In un certo senso sì. Sarà un grande privilegio aver lavorato a qualcosa di così grande. Ho scritto gli ultimi 10 o 11 GTA. Penso che il mondo abbia avuto abbastanza GTA da me“.

Chiaramente la notizia, fino a ora rimasta avvolta nel mistero, non è stata ben accolta dai fan. GTA non è un gioco particolarmente conosciuto per la sua narrativa, quanto piuttosto per la libertà che il giocatore ha durante le fasi di gameplay e per le sequenze più frenetiche. Tuttavia tanti capitoli della serie, e altri del team di sviluppo, hanno presentato storie rimaste impresse nelle menti e nei cuori dei fan. Anche l’ultimo Red Dead Redemption vanta una delle sceneggiature più belle e meglio scritte della storia dei videogiochi. Pensare che colui che ha costruito quei personaggi e quelle trame non ha partecipato al nuovo GTA 6 e che ora ha intrapreso un’altra via è un duro colpo.

Poster di GTA 6
Poster di GTA 6, fonte: Take-Two

La sua partenza da Rockstar era già avvenuta nel 2020 e ha rappresentato uno degli scossoni più significativi per lo studio, insieme all’uscita di altri veterani come Leslie Benzies e Lazlow Jones nel corso dell’ultimo decennio. Tuttavia la speranza che avesse partecipato alla lavorazione di questo gioco era ancora alta per molti fan. Sui social inizia a rincorrersi la voce che GTA 6 non sarà all’altezza e già si parla di flop, ma Houser ci ha tenuto a dire che ha piena fiducia nel nuovo team artistico e che il risultato sarà ugualmente entusiasmante.

Houser, nel frattempo, ha intrapreso una strada completamente diversa. Dopo aver lasciato Rockstar, ha fondato Absurd Ventures, un progetto che fa onore al nome esplorando territori narrativi inediti attraverso graphic novel, audio drama e romanzi. Recentemente ha annunciato l’Absurdaverse, un universo narrativo transmediale che sembra voler ridefinire i confini dello storytelling interattivo. Una scelta coerente per chi, intervistato sulla sua opera preferita, ha indicato senza esitazione Red Dead Redemption 2, considerato da molti il vertice assoluto della narrazione open-world. Una cosa, però, è certa. Il mondo vuole GTA 6, con o senza Dan Houser. E forse è proprio questo il punto: il testimone è passato, la storia continua, e il mondo che Houser ha contribuito a creare è ormai abbastanza grande da camminare con le proprie gambe.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it