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Ogni settembre, in tutto il mondo, si celebra il Batman Day: una ricorrenza nata nel 2014 per omaggiare l’esordio editoriale del Cavaliere Oscuro, avvenuto nel 1939 tra le pagine di Detective Comics #27.

Dagli anni 40 a oggi, Batman ha vissuto mille vite. È stato detective noir, vigilante pulp, cavaliere medievale, scienziato cyberpunk, samurai, padre. Ha parlato attraverso la penna di scrittori come Dennis O’Neil, Frank Miller, Grant Morrison, Jeph Loeb e tanti altri. È stato disegnato da artisti iconici come Neal Adams, Greg Capullo, Jorge Jiménez. Ha attraversato guerre, crisi editoriali, reboot, rinascite. Ma soprattutto, ha resistito.

Resistito perché incarna qualcosa che non smette mai di toccarci: la paura, la rabbia, il bisogno di dare forma al dolore. E lo fa senza superpoteri. Solo con una maschera e una promessa. E così facendo, Batman, come ha saputo fargli dire un regista in una trilogia ormai non troppo recente, è diventato nel tempo un’idea, un simbolo e poi una leggenda.

Per il Batman Day 2025, noi di Screenworld siamo stati all’iniziativa organizzata dalla fumetteria L’Idea che ti manca di Mazzo di Rho (MI), che ha accolto per l’occasione tre disegnatori italiani che hanno lasciato il segno sull’universo del Cavaliere Oscuro: Carmine Di Giandomenico, Marco Santucci e Maria Laura Sanapò.

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Il nuovo Batman di Matt Fraction e Jorge Jimenez ©️ DC Comics

Tre artisti e un’icona: tra vendetta e speranza

Carmine Di Giandomenico è uno dei nomi di punta del fumetto italiano e internazionale. La sua recente collaborazione con Chip Zdarsky per la miniserie Batman: The Knight (DC Comics, 2022) o Il Cavaliere in italiano, lo ha visto impegnato in una rilettura radicale delle origini di Bruce Wayne. Una responsabilità enorme, come racconta lui stesso:

Dichiarazione

“Mi sono tremati i polsi. Non pensavo che fosse una vera e propria nuova origine. L’ho scoperto durante il viaggio creativo, insieme a Chip. Quando l’ho realizzato, ho capito che stavo toccando un’icona mondiale, dopo che su Batman erano già passati mostri sacri come Loeb, Miller, Jones…”

Un lavoro che ha permesso ad uno dei mostri sacri odierni del fumetto supereroistico e un vero e proprio maestro della nona arte, di lasciare il suo marchio nella storia dell’uomo Pipistrello, con un racconto che fa da prequel alle gesta dell’eroe di Gotham.

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Batman “Il Cavaliere” di Chip Zdarsky e Carmine Di Giandomenico – ©️ DC Comics

Un lavoro fatto anche di stratagemmi, per raccontare graficamente un personaggio arrabbiato, acerbo ma che è destinato alla grandezza, come spiega l’artista:

Dichiarazione

“Ho cercato di amplificare graficamente la rabbia repressa di Bruce. Anche con dettagli nascosti: in alcune silhouette, le sopracciglia arrabbiate disegnano la forma del pipistrello. Come se il simbolo non fosse scelto da fuori, ma nascesse da dentro”.

È il volto di un ragazzo che si costruisce nell’oscurità, che trova nella rabbia un’identità. E Di Giandomenico riesce, con il suo tratto, a restituire questo passaggio interiore.

Marco Santucci ha firmato negli anni diverse cover e tavole legate anche al mondo di Batman, oltre che lavorato su di lui all’interno delle storie della Justice League. Santucci ci racconta come Batman sia diventato per lui un personaggio sempre più interessante con il tempo:

Dichiarazione

“Un tempo mi sembrava troppo tenebroso. Ma negli ultimi anni ho iniziato a trovarci qualcosa di familiare. Forse è anche una questione d’età. È un personaggio che oggi sento più vicino.”

Il mondo del Cavaliere Oscuro

E poi la grande sfida per un artista, di confrontarsi con un personaggio quasi più grande della sua etichetta editoriale:

Dichiarazione

“Rispetto ad altri personaggi più luminosi come Superman o Wonder Woman, Batman nasce da un trauma. E questo va comunicato nel tratto. Mi affascina molto l’idea di rappresentarlo in modo realistico, cinematografico. Non mi piacciono le versioni troppo cartoonesche. Serve atmosfera.”

Una cover di “Batman & Robin” realizzata da Marco Santucci ©️ DC Comics

Maria Laura Sanapò, che ha lavorato su personaggi come Harley Quinn e Wonder Woman, racconta il suo rapporto con l’intero universo di Batman e l’attrazione che l’ha spinta a lavorare su questi personaggi:

Dichiarazione

“Batman non esisterebbe senza i suoi nemici. È un equilibrio fragile, ma potentissimo. Lui e i villain dipendono l’uno dall’altro. Mi piace raccontare questo legame oscuro.”

Catwoman realizzata da Maria Laura Sanapò – ©️ DC Comics

Alla domanda su quale aspetto vorrebbe mettere in evidenza in una sua futura storia, non ha dubbi:

Dichiarazione

“La vendetta. Il tormento. Il lato più dark. Mi piacerebbe raccontare proprio quello”.

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Amante di cinema, dei fumetti, dello sport e di come questi media rispecchiano l'evoluzione della società. Provo a raccontarvi l'influsso degli eventi (la Storia con la S maiuscola) che viviamo sulle storie che guardiamo/leggiamo.